Siddharta di Hermann Hesse è un libro molto famoso, da cui è stato tratto l’omonimo lungometraggio di Conrad Rooks del 1972.

Ambientato in India, narra la storia del giovane Siddharta, ragazzo indiano in cerca di se stesso, figlio di un Brahmino, un potenziale Buddha. Il suo viaggio nella vita ha inizio accanto all’amico Govinda, insieme al quale si avvicina a una comunità di asceti che vivono con pochissimo, nel tentativo di empatizzare con le cose del mondo. I due giovani vivono per 3 anni insieme a questi asceti detti Samana ma la realizzazione spirituale tarda ad arrivare.

Così decidono di abbandonarli per raggiungere la setta del Buddha Gotama, l’Illuminato. Ma se Govinda, una volta giunti in loco, decide di rimanere con il maestro, Siddharta prosegue il suo cammino. E’ desideroso di conquistarsi la saggezza in modo autonomo, anziché assogettandosi a un maestro.

siddharta

La sua avventura prosegue con l’incontro con la cortigiana Kamala, che lo seduce senza tuttavia riuscirne a placare il senso di insoddisfazione.

Siddharta pur essendosi conquistato il benessere materiale, non si sente in pace con se stesso, talmente inappagato da decidere di togliersi la vita.

Per fortuna l’incontro con l’amico Govinda, divenuto nel frattempo monaco buddhista, lo salva prima che sia troppo tardi, convincendolo a lasciare Kamala e ad abbandonare per sempre il benessere conquistato.

Così Siddharta riparte in cerca di se stesso e nel corso del viaggio fa incontri con personaggi che gli cambiano la vita imparando l’importanza del silenzio.

Trascorrono anni e rivede Kamala insieme a suo figlio, di cui era rimasta incinta. Kamala muore morsa da un serpente e Siddharta decide di prendersi cura del bambino, che tuttavia si dimostra molto diverso dal padre.

Le vicende che seguono porteranno Siddharta all’illuminazione e alla conseguente compresione dell’illusorietà del tempo e della ciclicità del tutto. Ma anche alla scoperta che nessuna dottrina può essere considerata definitiva perché non esistono verità assolute. La Natura è un ciclo di opposti complementari che si alternano e la saggezza autentica arriva dall’interiorità.

siddharta-insegnamenti

Questa è a grandi linee la trama di Siddharta ma quali sono i principali insegnamenti del libro? Li elenchiamo di seguito aggiungendo, per ciascuno, una breve spiegazione.

 

Siddharta
Adelphi?pn=6464″ title=”Adelphi” >Adelphi

Voto medio su 19 recensioni: Da non perdere

€ 12

1. Ciascuno deve trovare la propria via alla saggezza. Siddharta rifiuta di abbracciare in modo totalizzante gli insegnamenti di un solo maestro, convinto che non esista un’unica verità e che la saggezza sia diversa e unica per ognuno di noi.

2. L’illuminazione si raggiunge immergendosi nella vita, non rifiutandola. Siddharta capisce che ritirarsi completamente dalla vita, come aveva fatto nei 3 anni vissuti con gli asceti, non porta alla consapevolezza. Bisogna vivere la vita, immergersi in essa, assumendosi il rischio di sbagliare, per aprire la mente e lo spirito.

3. Saggio non è colui che non sbaglia mai. Siddharta difatti commette numerosi errori nel corso della sua vita, più o meno gravi, ma impara dalla sua esperienza.

siddharta-kamala

4. La saggezza sta a metà tra gli eccessi dell’ascetismo e la vita passionale e terrena. Siddharta prova entrambe queste strade, la prima insieme ai Samana, la seconda con Kamala, e scopre che la Natura  è un ciclo eterno di opposti complementari, come il bianco e il nero del simbolo del Tao.

5.  Nessuna dottrina è per sempre. Siddharta preferisce sperimentare la propria strada senza appoggiarsi totalmente a un maestro, rifiutando di ricevere la presunta verità dall’alto, in modo passivo.

6. Non c’è una sola Verità. Siddharta si accorge che le verità sono molteplici e mai assolute.

7. La saggezza si conquista grazie all’esperienza, non solo tramite gli insegnamenti. Per Siddharta è infatti fondamentale sperimentare sulla propria pelle, anziché imparare la saggezza attraverso lo studio e gli insegnamenti impartiti da altri, che per quanto importanti, non bastano.

8. L’insoddisfazione non è per forza negativa. Siddharta raggiunge la finale illuminazione perché, per gran parte della sua vita, non si sente soddisfatto. Non è un atteggiamento egoistico il suo ma dovuto a una sensazione interiore, a un bisogno viscerale di conoscenza, di esplorazione dell’animo umano.

 

9. I beni materiali a volte non bastano. Facile a dirsi, difficile a farsi. Eppure la convinzione che raggiungendo la ricchezza si possa raggiungere anche la felicità è quanto mai illusoria. Siddharta se ne accorge quando ottiene il benessere materiale insieme a Kamala. Dopo anni trascorsi al suo fianco, capisce di essere ancora insoddisfatto.

10. Il tempo è un’illusione. Siddharta se ne accorge verso la fine del libro ascoltando il fiume.

11. Un maestro può andare bene per alcuni ma non per altri. Siddharta è infatti convinto che gli insegnamenti di un saggio, per quanto interessanti, non siano necessariamente utili a tutti gli eventuali discepoli. Per alcuni di essi possono rivelarsi illuminanti, ad altri assolutamente superflui.

12. La vita terrena è un’illusione. Il cosiddetto velo di Maya non ci consente di vedere oltre le apparenze.

ACQUISTA IL LIBRO —> https://www.macrolibrarsi.it/libri/__siddharta.php?pn=6464

Siddharta
Adelphi?pn=6464″ title=”Adelphi” >Adelphi

Voto medio su 19 recensioni: Da non perdere

€ 12

Laura De Rosa

mirabilinto.com

LEGGI ANCHE

-> La vacuità, il “sentirsi vuoti”: perché è positiva secondo il Buddismo

-> La meravigliosa leggenda buddista sui gatti