Quelle coppie finite che rimangono assieme, infelici per sempre

Conosco delle coppie che vivono assieme da 30 anni. Dormono in camere separate, trascorrono la giornata ognuno per conto proprio e quando si ritrovano nella stessa stanza per più di due ore di seguito litigano.

Ma stanno assieme, almeno così dicono.

differenze

Io e mia moglie ci teniamo sempre per mano, altrimenti ci prendiamo a sberle.
— Danilo Arlenghi

Di coppie di questo tipo ne conosco moltissime: persone separate nel cuore che condividono ancora lo stesso tetto e che pensano che questo sia la vita di una coppia normale: “normale” come i litigi continui, i tradimenti, le violenze verbali ‒ e non solo ‒ e l’infelicità dilagante che invade la vita di entrambi da tanti anni e che si sparge a macchia d’olio nella vita delle persone che li stanno a fianco, bambini inclusi.

Ma cosa spinge una coppia ad incatenarsi ad un matrimonio/unione alla deriva? Quali sono le ragioni che li spingono a sacrificare la loro felicità e a preferire continuare a soffrire “per sempre” piuttosto di separarsi e ricominciare una nuova vita?

Ecco 5 ragioni che spingono le coppie a NON separarsi e a vivere infelici per sempre:

“Finché morte non ci separi”

coppie infelici per sempre

Per fortuna, il peso di questa promessa sta lentamente svanendo ma ha avuto la possibilità di seminare il suo lotto di infelicità attraverso il tempo; sopratutto nelle famiglie più religiose, dove la separazione e il divorzio erano visti come un grave disonore ed andava evitato a tutti i costi.

Ma il fatto di sentire la morte come unica possibile liberazione ad un’unione infelice può portare ad uno stato tale di tensione e malessere da portare ad atti sconsiderati e nei casi più gravi a violenza domestica, suicidio e omicidio. “Morte”, appunto.

Un matrimonio/unione dovrebbe basarsi sull’amore, sarebbe quindi più saggio considerare questo come unico vero fattore importante in una coppia, perché l’amore ne è il cuore pulsante. E se il cuore smette di battere, è inutile accanirsi: non c’è più nulla da fare.

Un matrimonio non dovrebbe stare in piedi fino al funerale di uno dei due partner ma finché tra loro ci sarà la voglia di impegnarsi per la coppia, finché ci sarà amore. Un “finché continuerò ad amarti” suonerebbe decisamente più saggio.

La dipendenza economica

soldi

La dipendenza economica è una delle maggiori ragioni di infelicità nella coppia: da secoli ormai, molte donne rimangono imprigionate fino alla loro morte in un matrimonio al quale avrebbero messo un termine se solo avessero avuto le risorse finanziarie necessarie a poter vivere una vita indipendente.

Purtroppo, la precarietà, la discriminazione nel mondo lavorativo di cui la donna è ancora oggetto ‒ una donna con figli o in età fertile non è ancora visto come un buon “investimento” da parte di molte aziende ‒ spinge molte donne a stringere i denti e a rinunciare alla propria libertà.

D’altro canto, pure gli uomini si ritrovano a dover affrontare, in caso di divorzio, delle spese difficili da affrontare e che li porterebbe ad un certo stato di precarietà, motivo per il quale molte coppie, pur di evitare queste grosse difficoltà finanziarie, preferiscono accantonare l’idea di una separazione che permetterebbe loro di vivere in un clima più salutare.

Si potrebbe vivere da separati nella stessa casa? Sì, a patto di rispettare gli spazi dell’altro, permettergli e permettersi di ricominciare una nuova vita.

Il nodo sado-masochista

Questo tipo di coppia è estremamente tossico perché si basa su un equilibrio nevrotico: da una parte c’è una persona profondamente insicura e svalorizzata che cerca qualcuno in grado di “mantenere” questo suo stato e dall’altro lato c’è una persona che cerca una preda, una vittima, in grado di sopportare la valanga di risentimento, rabbia e frustrazione che sente all’interno di sé e di cui cerca di liberarsi.

Frasi del tipo “Mi fa soffrire ma voglio solo lui/lei”, “Non posso lasciarla sono sicuro che cambierà” sono correnti nelle discussioni tra amici/parenti che, di fronte all’evidente sofferenza della persona “predata” che hanno di fronte, non possono fare altro che scuotere la testa e mettersi le mani tra i capelli.

Qui l’amore non c’entra nulla: una coppia del genere è una coppia unita dal dolore, dalla sofferenza interiore che si rispecchia nell’uno e nell’altra e che tenta di trovare un equilibrio tra questi giochi di specchi.

Queste sono le coppie dove uno dei due partner subisce abusi e violenze e non riesce ad andarsene perché “ama” l’altro. Questo non è amore: è malattia.

E entrambi hanno bisogno di aiuto per uscirne.

Restiamo per i bambini

Molte coppie infelici, a volte pure molto disfunzionali, rimangono assieme per i bambini, per evitare che crescano con dei “problemi”.

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Sfatiamo subito un mito: un bambino non cresce con dei problemi perché i suoi genitori sono divorziati ma perché vede i suoi genitori, profondamente infelici, farsi la guerra senza pietà, perché cresce in un ambiente disfunzionale, tossico, dove prevale il rancore, la violenza verbale e non l’amore.

Ad un bambino non basta la sola presenza dei genitori per crescere bene: ha bisogno d’amore e di un ambiente sano per svilupparsi. Se i suoi genitori sono troppo impegnati a farsi la guerra, non potranno concentrarsi sul loro figlio nel supportarlo nella sua crescita e nell’aiutarlo ad affrontare e risolvere i suoi problemi, visto che saranno presi dai loro propri problemi.

Se i vostri figli crescono in un ambiente caratterizzato da litigi quotidiani, urla, porte che sbattono, pianti soffocati a mezzanotte, piatti rotti e atti di violenza verbale e fisica, pensate davvero ai vostri figli: è meglio farli crescere in un ambiente calmo con genitori separati oppure continuare a costringerli a subire le vostre frustrazioni e la vostra incapacità di vivere assieme serenamente?

La paura di rimanere solo/a

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Le ultime coppie che rimangono infelici per sempre sono quelle in cui si resta assieme per non rimanere solo, anche se in realtà lo si è già: l’amore, la complicità e la voglia di stare assieme sono scomparsi da tempo, non si condivide più, si rimane sotto lo stesso tetto per abitudine, come due semplici coinquilini per evitare di invecchiare da soli.

“Se avete paura della solitudine, non sposatevi.”
— Anton Cechov

Non si può vivere una vita soddisfacente imprigionati nelle proprie paure e ferite infantili: è nostra responsabilità impegnarsi per guarire da queste ferite interiori che rischiano di compromettere la nostra esistenza, o peggio, essere trasmesse ai propri figli attraverso i nostri comportamenti.

Queste coppie non si basano sull’amore, ma sulla paura e le ferite interiori; ecco perché alcune problematiche emergono nel filo degli anni e l’infelicità prende sempre più piede: la coppia si sgretola perché le sue fondamenta sono troppo fragili per reggere il peso di due vite sofferenti.

→Leggi anche: “Come Affrontare il Dolore dell’Abbandono”

Tuttavia, attraverso un serio lavoro su di sé è possibile liberarsi da questi macigni che pesano sulla coppia e darsi la possibilità di ricominciare, riscoprirsi e riscoprire l’altro e se proprio non funziona, si riuscirà a girare pagina con più serenità e ad aprirsi ad una nuova vita, una nuova avventura.

 

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e shamanic storyteller
www.risorsedellanima.it

Sandra Saporito

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avatar Articolo scritto da Sandra Saporito il 01/07/2018
Categoria/e: Anteprima, Rassegna Etica.

Autrice di numerose fiabe di guarigione e shamanic storyteller, Sandra "Eshewa" Saporito scrive per passione e per lavoro. Ha pubblicato gli ebooks "Nonna Luna", "Il canto dei grandi alberi" e "Al tocco delle stelle", fiabe per aiutare i piccoli a crescere e i grandi a sognare.

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