Il silenzio interiore è il dono più bello che possiamo fare a noi stessi, alla nostra persona.
É solo attraverso il silenzio interiore che riusciamo a conoscerci veramente, a dialogare con noi stessi e a capirci.
É grazie al silenzio che riusciamo ad ascoltare.
Ascoltare i nostri pensieri, ascoltare i pensieri degli altri dentro di noi, ascoltare le loro parole, e, soprattutto, percepire i nostri stati d’animo, le nostre sensazioni.
Solo facendo esperienza del silenzio interiore possiamo percepire noi stessi: ascoltare i sussulti, i battiti del nostro cuore, i tremiti del nostro corpo.
Solo accogliendo tutto ciò che proviene da noi stessi potremo avvicinandoci alla parte più vera e profonda di noi.
Solo attraverso il silenzio interiore potremo ascoltare quello che la nostra anima ha da dirci, entrando in contatto con la nostra vera essenza.
Solo ascoltando la voce del silenzio potremo sentirci di nuovo un tutt’uno a livello fisico, emozionale, mentale e spirituale e poi un tutt’uno con l’intero Universo.

Esiste una pratica yogica che può guidarci a raggiungere tutto questo ed é lo Yoni Mudra.
Yoni significa “grembo o fonte” intesa come la Fonte di tutta l’esistenza.
La parola Mudra significa “gesto”, ed indica una pratica fisica che produce un effetto sulla nostra mente.
Lo Yoni Mudra é stato anche chiamato Sanmukhi (San significa “sei” e muchi invece “orifizio o bocca”) ed indica che i sei orifizi del corpo (vale a dire: occhi, orecchie, naso, bocca, ano e genitali) vengono chiusi per allontanarsi dal mondo esterno e rivolgersi verso il proprio mondo interno.

Ma ora vediamo in cosa consiste la pratica del metodo elementare:

1. Siediti con le gambe incrociate, oppure nella posizione del fior di loto o su una sedia mantenendo i piedi ben appoggiati a terra e la schiena dritta.

2. Solleva i gomiti a livello delle spalle, in modo che siano ad angolo retto con il corpo, sporgendo da entrambi i lati.

3. (a) Tappati le orecchie con i pollici infilandoli dentro bene.

(b) Chiuditi gli occhi con gli indici, ponendoli lungo le palpebre inferiori per tenere ferme le ciglia
superiori.

(c) Mettiti i medi su in ciascun lato del ponte nasale, lasciando le narici aperte per respirare.

(d) Premiti il labbro superiore, in modo da tenerlo chiuso con gli anulari, le due dita si toccano.

(e) Premiti il labbro inferiore, e tienilo chiuso con i mignoli, le punte delle dita si toccano.

(f) Attiva il pavimento pelvico chiudendo gli orifizi di ano e genitali, “come se dovessi trattenere la pipì e la popó”.

4. Mantieni un respiro lento e regolare mentre ti concentri su immagini visive, punti o colori che possono comparire.

Se appaiono dei punti, visualizzali mentre si contraggono e si espandono.
La posizione dovrebbe essere mantenuta per almeno cinque minuti fino ad un massimo di 15. Dopo l’esercizio, noterai che i colori appariranno più luminosi e seguirà un senso di tranquillità. Esegui questa procedura per almeno una settimana prima di tentare la tecnica avanzata.
Il condizionamento iniziale prevede di imparare a tenere le braccia in alto con i gomiti alzati ai lati, all’altezza delle spalle, il disagio tende a scomparire entro una settimana.

Ricorda che i pollici possono essere usati per tappare le orecchie in due modi:
1. Se le unghie sono corte, inumidisci di saliva i pollici ed infilali, con un movimento simile ad un cavatappi, in ciascun orecchio.


2. Se le unghie sono lunghe, premiti fermamente con i polpastrelli la linguetta del trago in moto da coprire il canale uditivo.


I pollici inumiditi infilati nel canale uditivo costituiscono il più efficace isolamento sensoriale dalle vibrazioni sonore; infatti, questo semplice espediente offre in pratica una chiusura stagna.
Anche usare il trago come “botola” per chiudere il canale uditivo é un sistema piuttosto efficace; in entrambi i casi si ottiene un intenso stimolo alla componente del rilassamento (parasimpatico) del sistema nervoso autonomo, attraverso lo stimolo riflesso di una diramazione del nervo vago chiamata “nervo di Alderman”.
Per questo alcuno psicologi definiscono lo Yoga come “la coltivazione del sistema nervoso parasimpatico”.

Gli indici, invece, dovrebbero essere posti delicatamente sopra agli occhi chiusi (dopo aver tappato le orecchie con i pollici), in modo da mantenere le palpebre superiori bloccate su quelle inferiori. Fai attenzione a non esercitare alcuna pressione sul bulbo oculare con le dita.
Per capire se la pressione é corretta cerca di aprire piano gli occhi.
Se gli indici sono nella posizione giusta, le palpebre superiori saranno bloccate delicatamente dalla leggera pressione degli indici sulle ciglia.

Benefici del metodo elementare:

I cinque sensi sono esclusi meccanicamente, e ciò produce uno stato semiautomatico di Pratyahara (il controllo dei sensi).
Il sistema nervoso é rinvigorito, specialmente per la diminuzione di immissioni sensoriali grossolane, ottenute attraverso il blocco degli occhi e delle orecchie, per mezzo, rispettivamente, dell’indice e dei pollici. Le rimanenti dita producono un blocco sensoriale parziale (tattile) attraverso la pressione sulle diramazioni del nervo trigemino.
L’omeostasi psicofisiologica, o equilibrio, viene indotta attraverso la pressione sulle Nadi (canali psichici dello yoga).
Si ottiene la cooperazione tra la mente ed il corpo, dopo aver conseguito il condizionamento dovuto alla disciplina necessaria a mantenere la posizione.
Sì dà alla mente la possibilità di volgersi all’interno e di provare una completa astrazione da ciò che può essere un ambiente fastidioso.

Nella fase avanzata, con la pratica, si può raggiungere l’auto-realizzazione o un’intensa esperienza di Unione con il Tutto.

Metodo avanzato

Ripeti il metodo elementare fino alla terza fase compresa.
Comincia la respirazione alternata con le narici, premendo con il dito medio della mano sinistra contro il setto della narice sinistra, ed inspirando lentamente e regolarmente attraverso la narice destra. Dopo un respiro pieno, premi la narice destra contro il setto con il medio destro, poi apri la narice sinistra ed espira lentamente e regolarmente attraverso di essa. Inspira piano con un ritmo regolare attraverso la narice sinistra, chiudila, apri la narice destra ed espira attraverso di essa. Continua a ripetere questa sequenza di respirazione alternata attraverso ciascuna narice.

Dopo aver stabilizzato il ritmo regolare del respiro, comincia la ripetizione mentale del mantra “So Ham” che significa “Io sono IO SONO” e rappresenta il collegamento profondo che ognuno di noi ha con l’intero Universo. Viene chiamato anche “Mantra del respiro”: “So” si ripete mentalmente quando si inspira e “Ham”invece al momento dell’espirazione. La “japa” (ripetizione) del mantra deve essere effettuata insieme alla respirazione consapevole alternata, da ciascuna delle narici. Questo mantra particolare avrà un effetto molto profondo sul subconscio e allo stesso tempo calmerà la mente cosciente, guidandoci verso uno stato di profonda connessione con noi stessi, con tutto ciò che esiste e di cui facciamo parte, con i nostri bisogni veri e con la nostra vera natura. Questo respiro cosciente “ferma la mente” e ci fa stare nel qui e ora che é la chiave di tutte le trasformazioni interiori.
Immergiti sempre di più nell’esercizio, con la prospettiva di provare quello che potrebbe forse essere descritto al meglio come un momento cosciente di “Non pensiero”.
Questa fase avanzata dovrebbe essere effettuata per 15 minuti, che dovrebbe poi arrivare a 30.

Effetti del metodo avanzato

L’integrazione della respirazione a narici alternate ha un profondo effetto sul rapporto mente-corpo.
Il ciclo respiratorio rappresenta il principale collegamento tra l’attività fisica e quella mentale degli essere umani.
Una persona che è eccitata a livello emotivo: arrabbiata, oppure spaventata, respirerà con un ritmo rapido.
Ovviamente ogni tentativo di controllare la respirazione produrrà allo stesso tempo un effetto calmante ed equilibrante sia sul corpo che sulla mente.
Non solo l’effetto fisiologico di un metabolismo armonizzato attraverso la respirazione controllata induce al rilassamento, ma trasmette segnali respiratori lenti e regolari, e pace e tranquillità nella mente inconscia.
Potremmo paragonare la mente ad una scimmia che salta costantemente da un posto all’altro, senza mai fermarsi per rigenerare o concentrare la sua energia dispersa, a meno che non si pianti una pertica nel terreno su cui possa arrampicarsi per riposare.
Nelle prime fasi dello Yoni Mudra la mente è stata esclusa da stimoli sensoriali esterni e da agitazione mentale, ed è stata ulteriormente calmata dalla respirazione profonda regolare.
In questo momento la mente ha bisogno di una pertica; ad esempio un punto su cui concentrarsi, se ci si vuole innalzare verso più alti stati di coscienza.
La pertica o punto focale nel nostro caso, é rappresentata dalla composizione del mantra “So Ham”, “Io sono IO SONO”
“IO SONO” é la fonte eterna di tutti gli esseri, Brahman, l’Assoluto: direi che non potremmo avere una leva o un punto focale più potente da cui spiccare il volo verso elevati stati di coscienza!
Attraverso questo canto silenzioso si passa dal vero Pratyahara al Samyama (concentrazione, contemplazione e meditazione).
Lo Yoni Mudra é la chiave per le siddhi (poteri psichici) della chiaroveggenza e la chiaraudienza.

Effetti psicosomatici dello Yoni Mudra

La mente arriva ad un punto di concentrazione rilassata ripiegata in se stessa. Ne segue il Pratyahara o torpore dei sensi. Questo stato, probabilmente é prodotto dalla pressione delle dita su nervi specifici, queste pressioni determinerebbero:
Inibizione di alcuni degli impulsi afferenti o sensoriali, che normalmente disturbano, stimolano e distraggono la mente.
Induzione di un leggero intorpidimento negli impulsi afferenti tattili e dolorosi della pelle, che favorirebbero ulteriormente l’effetto psicologico o la tendenza all’introversione e all’astrazione dell’ambiente esterno.

1.La combinazione di questi due fattori aiuterebbe la mente ad arrivare allo stato di equilibrio monoideistico, che di solito si ottiene con la pratica dello Yoni Mudra.

2. Lo Yoni Mudra ringiovanisce il sistema nervoso e dà l’illusione di una percezione sensoriale acutizzata. Ciò si può attribuire alla preservazione dell’energia attraverso la chiusura degli impulsi afferenti al nervo ottico, unita alla consapevolezza psicologica di diventare lentamente attivi dopo aver trascorso un periodo di temporanea inattività.

3. A volte si può notare un’eccessiva sudorazione o aritmia cardiaca. Ciò può dipendere dai riflessi oculo vagali, come accade nel caso di pressione sui bulbi oculari durante uno Yoni Mudra errato.

4. Lo stimolo dei nervi vagali ( il decimo cranico) é di riflesso provocato dalla pressione sul canale uditivo con i pollici. La stimolazione vagale, così provocata, favorisce senza alcun rischio il controllo del sistema nervoso parasimpatico, riducendo il battito cardiaco, la pressione sanguigna e agevolando i processi digestivi.

5. La posizione delle braccia favorisce la coordinazione neuromuscolare e ottimizza la disciplina ideomotoria,

Ogni lungo silenzio nella mia vita mi ha sempre preparato a qualcosa di altrettanto grande, e altrettanto importante per me.
É da questi silenzi, che ho contemplato e vissuto dentro di me, che sono diventati parte di me, che hanno preso forma le scelte o gli incontri più importanti della mia vita.

Chiara Benini

Bibliografia
“Manuale dei chakra e della Kundalini”, John Mumfort, Hermes Edizioni
“Pensieri, parole scritte, lunghi silenzi”, Monica Cardarelli, Sovera Editore