Noi mamme si sa a volte siamo iperprotettive verso i nostri pargoletti, eppure dovremmo imparare a dare molto meno peso ai piccoli incidenti che accadono durante il percorso della loro vita. Siamo sempre a preoccuparci se avrà caldo, avrà freddo, avrà sete avrà fame, si farà male, si prenderà il raffreddore… ma dovremmo veramente imparare ad aspettare che se la cavi da solo in modo da imparare per poter poi affrontarle nuovamente con la saggezza che deriva proprio dall’esperienza.

lettera

In rete gira una lettera che viene attribuita ad un bambino e di sicuro rende bene l’idea del fatto che dobbiamo imparare a lasciare liberi i bambini di fare le loro esperienze, solo così riusciranno a diventare adulti in grado di comprendere il pericolo, di rispettare le proprie idee e di perseguirle, di diventare uomini o donne forti e capaci di scegliere.

Le mamme hanno un compito fondamentale nella vita dei figli ma non è quello di proteggerli sempre, è quello di insegnargli a crescere, di lasciarli sperimentare, di giocare insieme a loro, di lasciarli liberi di essere quello che vogliono con le loro modalità e i loro tempi.

Leggete questa lettera e capirete che il ruolo della mamma è più difficile di quanto sembri.

lettera

❝Mamma, lasciami crescere come cresce un bambino, se non imparo dalle esperienze non saprò affrontare al meglio la vita.

Mamma, lasciami correre e poi sbucciare un ginocchio, dopo aver pianto imparerò che cadere vuol dire farsi male, imparerò a stare attento, imparerò dal pericolo ad essere prudente.

Mamma, lasciami imbrattare di colore la scrivania, lascia che le mie mani si sporchino di tempera, di colla e adesivo, imparerò coi colori a dipingere il mio mondo.

Mamma, lasciami sporcare la faccia di sugo, lascia che con le mani io scopra il cibo, lascia che io scopra i sapori, lasciami provare, non mi imboccare! Se tu insisti io mi arrendo e cercherò  te ogni volta che non avrò voglia di mangiare da solo.

Mamma, lasciami piangere ogni tanto, non correre da me appena accenno un lamento, prova ad aspettare, io devo imparare a cavarmela da solo! Cosa farò quanto dovrò affrontare le difficoltà e tu non sarai al mio fianco?

Mammina, lascia le tue faccende ogni tanto, sporcati la faccia di marmellata come me, imbratta le tue mani di tempera, costruiamo insieme grandi castelli, enormi vascelli, piramidi di Lego, se ti siedi vicino a me io ti sento più vicina.

Mamma, non fare quella faccia quando ho la febbre, io mi devo ammalare, i batteri e i virus mi devono fortificare, smettila di andare nel panico, vivrò nella paura se tu hai sempre troppa paura per me.

Mamma, se mi lasci dalla nonna non è la fine del mondo, anche loro hanno bisogno di me ed io ho bisogno di loro! Vai pure fuori e mangiati una pizza, non morirò di fame e non impazzirò dalla solitudine, imparerò dalla lontananza a non dipendere sempre da te.

Mamma, se vado piano tu non correre, non sono una macchina e ho bisogno di tempo per imparare. A te sempre facile ciò che per me è incomprensibile, ricordi quando eri bambina? E’ successo anche a te di non capire le cose semplici.

Mamma, fidati di me, io sono piccolo ma sto imparando a vivere! Lasciami la mano qualche volta, fammi correre, fammi nascondere, fammi giocare, se mi imbottisci con quel maglione io quasi non posso respirare!

Vivi mamma e lascia che io viva, lasciami vivere a modo mio, rispetta i miei tempi, i miei spazi e i miei sogni! 

Mamma, non lo so se sarà ingegnere e non lo so se sarò uno chef, dammi la libertà di scegliere, di sbagliare, di capire a mio modo ciò che voglio diventare.

Mamma, non scordarti del bacio della buona notte e nemmeno dell’imbocca al lupo quando vado a scuola, un giorno rimpiangerai ciò che sbadatamente non sei riuscita a darmi ed io per sempre rimpiangerò ciò che davvero mi serviva da te.  

Io ti adoro e tu mi ami, ma se ti fidi di me io mi fiderò del mondo.
Mamma questo è anche il mio mondo ed io voglio scoprirlo con te.❞

lettera

Questa lettera è diventata virale in rete perché il suo messaggio è forte e chiaro, i bambini di oggi non hanno più la possibilità di sbucciarsi un ginocchio, sporcarsi i vestiti e apprendere nei loro tempi, c’è sempre la mamma (o il papà) dietro ad aiutarli a soccorrerli appena cadono e magari anche mentre cadono, non gli è permesso comportarsi da bambini, devono apprendere velocemente, fare mille attività didattiche o  sportive che per carità sono molto belle e costruttive ma stancano il bambino che non ha più tempo per esserlo, non ha più tempo da dedicare alle sue scoperte, non ha tempo di imparare a cadere e a rialzarsi da solo, ha solo la possibilità di imparare che per qualsiasi problema c’è mamma o papà pronti ad aiutarlo o peggio a fare le cose per lui.

Io mi rivolgo principalmente alle mamme, perché la lettera è di un bambino che parla alla madre, ma lo stesso discorso vale anche per i papà o per i nonni: Lasciate crescere i vostri bambini come bambini e non come piccoli adulti, state loro vicini ma non siate onnipresenti, non soffocatelo con le attenzioni, non preoccupatevi per un ginocchio sbucciato o un maglione sporco, preoccupatevi se vostro figlio non è felice, solo quello è importante!

Articolo scritto da Valeria Bonora – valeria2174.wix.com