Sesto chakra: i sogni sono i nostri maestri spirituali!

Terzo occhio, illusioni, risveglio spirituale, velo di Maya, simboli, sogni…Avete presente quel gioco in cui si devono collegare dei puntini?
É una sorta di puzzle: il disegno appare solo unendo i punti seguendo un ordine numerico, alfabetico o simbolico. Mi piaceva molto giocarci da bambina.
All’inizio, sulla pagina, vedevo solo questa serie di puntini, ma via via che li univo tra loro, si formava un’immagine che ero in grado di indovinare ancora prima di averli collegati tutti.
Mi ricordo bene la sensazione che provavo, mi sentivo una super eroina dalla “super vista”, che riusciva a vedere oltre gli occhi fisici!

Ora pensiamo al sistema dei chakra: i primi cinque ci portano delle informazioni, mentre il sesto combina queste informazioni secondo dei modelli significativi per noi.

Diciamo che Ajna, o il nostro terzo occhio, ha il compito di “unire i puntini” per farci “vedere” il Disegno Completo.

Non appena riconosciamo uno schema, possiamo intuire ciò che diverrà e indirizzare le nostre azioni di conseguenza: questo è l’inizio della saggezza.
Per esempio: se ci troviamo all’interno di una relazione che rivela una dinamica che abbiamo già visto prima, non c’é bisogno di continuare tutta la relazione per scoprire che cosa potrà accadere.
Possiamo scegliere di allontanarci dall’amante distante e traditore non appena il modello si rivelerà chiaro.
Quando riconosciamo gli schemi, troviamo la strada per l’introspezione.
L’introspezione é la capacità di vedere all’interno, lo scoprire uno schema, il vedere come si lega al disegno più ampio, il vedere cosa significa e questo ci conduce verso la totalità, trovando il significato profondo di ogni cosa.

Quando entriamo nel sesto chakra, ci giriamo a guardare i passi dietro di noi in modo nuovo.
Una volta che abbiamo visto che cosa sta diventando lo schema, possiamo intuire i passi necessari per completarlo. La vista ci fa da guida. Siamo in grado di vedere dove siamo stati, dove siamo ora e dove stiamo andando.
Questa consapevolezza ci mette in condizione di sapere che cosa fare.
Senza la visione, le nostre azioni sono dei semplici impulsi ma, grazie alla visione, diventano atti creativi della volontà al servizio della trasformazione.

Il sesto chakra é in relazione con il terzo occhio, l’organo della percezione interiore.
Il terzo occhio può vedere lo schermo interiore su cui si intrecciano, in uno spettacolo senza fine, memorie, fantasia, immagini, archetipi, intuizione e immaginazione.
Guardando i contenuti di questo schermo, creiamo un significato e lo portiamo alla coscienza. Scopo del sesto chakra è quello di vedere la via e portare la luce della coscienza a tutto ciò che esiste dentro e attorno a noi.
Via via che la vista interiore si sviluppa, le illusioni svaniscono, i sogni vengono integrati, inizia la chiarezza e la coscienza si estende di un altro passo, al di là di quello che era disponibile solo attraverso i cinque chakra inferiori.
Questa visione più ampia ci permette di vedere la via verso il nostro completamento.

Le illusioni sono il demone del sesto chakra, che deviano la nostra attenzione dalla visione a mente aperta fissandola su un’immagine congelata, statica e per questo irreale.
L’essere attaccati all’illusione che abbiamo di come qualcosa dovrebbe essere, ci lega a qualcosa che di fatto non è e ci spinge fuori dal presente, dove potremmo vedere in modo realistico, chiaro e autentico.
Quando ci fissiamo su un’immagine, tutto diventa nutrimento per abbellirla, questo lega la nostra energia e perpetua l’attaccamento.
Più é forte l’attaccamento, maggiore é la quantità di energia che dobbiamo investire, l’illusione si trasforma in un’ossessione che come una droga, continua ad attirarci verso la sua falsa promessa.
Bloccati dentro, siamo intrappolati in cicli ripetitivi che ci impediscono di comprendere in modo autentico.

Si dice che prima dell’alba le tenebre siano sempre più profonde.
É la tenebra che ci fa immergere nelle profondità della nostra anima, oltre il punto in cui siamo arrivati in quel momento, per poter creare una nuova realtà.
Può accadere in ogni momento della vita.
Improvvisamente vediamo con occhi nuovi, sperimentiamo una profonda introspezione, cambiano le nostre prospettive ed attitudini oppure abbiamo una nuova visione.
Per questo ci si riferisce allo sviluppo del sesto chakra come ad un risveglio spirituale.
Durante questo risveglio cade il “velo di maya”, vengono dissipate le illusioni e le ossessioni che non ci consentivano di vedere la scintilla divina che c’é in noi.
Con l’espansione della coscienza, il sesto chakra ci conduce ad un meraviglioso mondo di colori e simboli, sogni e fantasie, archetipi e immagini.

Il simbolo emerge quando riconosciamo uno schema. Lo spirito non ci parla sempre con un linguaggio verbale, i simboli veicolano una comunicazione spirituale.
I simboli emergono dall’inconscio sotto forma di sogni, creazione artistica e incontri casuali.
I sogni collegano la mente conscia a quella inconscia, i chakra inferiori con quelli superiori, liberano il mistero che unisce anima e spirito, individuale e universale.
Sono il contributo del sesto chakra allo scopo della realizzazione, che determinerà il nostro passo finale sul Ponte dell’Arcobeleno, verso l’ultimo colore da conquistare nel settimo chakra.

Spesso i sogni ci offrono delle risposte a dei problemi che la nostra coscienza non riuscirebbe a risolvere, trasformandosi così in potenti maestri spirituali.
L’ aspetto più potente per iniziare lo sviluppo del sesto chakra é il lavoro sui sogni.
I sogni ci insegnano a pensare per simboli, a vedere e a integrare ciò che é nascosto e ad accedere al regno degli archetipi che vive all’interno e all’esterno.

Il primo passo nel lavoro con i sogni é quello di imparare a ricordarli.
Se la mattina non possiamo ricondurli alla coscienza in stato di veglia, significa che non stiamo attraversando come dovremmo questo collegamento essenziale del ponte tra la coscienza e l’inconscio. Ecco alcuni suggerimenti:
Fare una dichiarazione, quando state per addormentarvi ogni notte, che volete ricordare i vostri sogni.
Prima di addormentarvi, rivedete al contrario la vostra giornata, iniziando con l’avvenimento più recente e risalendo via via fino all’inizio della giornata.
Quando vi svegliate, non cambiate posizione prima di aver rivisto mentalmente il sogno, nello stato semiconscio in cui vi trovate. Solo quando avrete rivisto interamente il sogno, lasciate che il vostro corpo si muova. Se vi siete già girati, tornate nella posizione in cui dormivate e il sogno potrebbe riaffiorare.
Tenete vicino al letto il necessario per scrivere e prendete l’abitudine di scrivere tutto ciò che ricordate, anche solo frammenti. Una volta che la psiche sa che viene prestata attenzione ai sogni, il loro ricordo migliorerà in modo sorprendente.

Quando mettete per iscritto i vostri sogni, scriveteli al presente, come ad esempio: “Sto scendendo le scale della cantina. Vedo venire verso di me una figura incappucciata. Ho paura e voglio scappare, ma non posso muovermi.”
Riportate il numero maggiore di dettagli possibili, descrivete i colori, i sapori, i suoni e soprattutto le sensazioni. Quando é possibile, disegnate simboli e immagini.
Considerate i sogni come un composito della vostra stessa psiche.
Nel sogno ogni persona, animale o cosa é un aspetto di voi, compresi gli elementi inanimati come automobili, case, rocce, corsi d’acqua, strumenti o qualunque altro strano oggetto che possa comparire. Spesso le automobili sono il veicolo che usiamo per muoverci nella vita e le case la struttura della nostra psiche, ma guardatevi dall’interpretazione standardizzata dei simboli, é molto più significativo quello che il sogno significa per voi.

Anche persone che conoscete nella vita quotidiana possono simboleggiare delle parti di voi.
Amici, bambini, partner, genitori o nemici odiati (specialmente!) possono rappresentare aspetti del sé, quali l’alleato interiore, il bambino interiore, l’anima o l’animus, il genitore interiorizzato o l’ombra. Gli elementi ombra, figure scure e spaventose o persone che ci sono fortemente antipatiche, vanno resi amici piuttosto che essere banditi o sconfitti, poiché hanno delle cose da insegnarci. Chiedete loro perché sono lì e cosa vogliono da voi.
Chiedetevi se nel sogno siete spaventati, eccitati, perplessi, arrabbiati.
Che cosa cercate di ottenere nel sogno. Come vi comportate nel farlo. Che cosa blocca questa realizzazione.
Inscenate un dialogo tra le diverse parti del sogno, tra voi e il tostapane, l’albero o il demone che vi insegue. Ascoltate quello che questi elementi del sogno dicono attraverso di voi. Quello che vi viene da dire é la cosa giusta, non invalidatevi.
Infine é utile raccontare il sogno a qualcuno. Se dormite con qualcuno, fatene un rito del risveglio di raccontarvi i reciproci sogni, se così non é registrate un vocale raccontando il sogno ad un amico. Un amico può aiutarvi a mettere in scena in modo più esauriente i vostri sogni e vedere gli aspetti che vi sono sfuggiti.
Fate dei vostri sogni un serbatoio artistico, disegnate delle immagini, scrivete poesie o racconti.
Siate creativi nel portare i vostri aspetti onirici nella vita quotidiana.
Svilupperete un prezioso linguaggio che vi permetterà di comunicare sia con il vostro sé più profondo che col mondo dello spirito.
In questo modo allenerete, il vostro terzo occhio, la vostra “super vista” e “unendo i puntini” riuscirete a vedere il Grande Disegno che siete nati per realizzare!

Chiara Benini

Bibliografia
“Il libro dei chakra”, Anodea Judith, Neri Pozza Editore

Chiara Benini

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avatar Articolo scritto da Chiara Benini il 09/05/2018
Categoria/e: Chicche di Yoga, Primo piano.

Chiara Benini, educatrice di Asilo Nido, insegnante di yoga, di pilates e di danza moderna per bambini. Quello che cerca di insegnare a tutti i suoi allievi è ad aprire il proprio cuore perchè quando il cuore è aperto tutti i luoghi sono "casa" e tutte le persone sono "amici". Su Eticamente cura la rubrica "Chicche di Yoga".

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