Ogni giorno veniamo messi a dura prova. In particolar modo ciò che ci viene richiesto più spesso è di portare pazienza.

E cosa vuol dire?

Significa in realtà tantissime cose: saper attendere, non arrabbiarsi, controllare le proprie reazioni, dare poco peso alle cose anche se sono per noi importanti.

Un bel compitino ricco di insidie mi pare…una pretesa a volte troppo ardita. Perché se già nell’ambiente lavorativo dobbiamo attuare diverse strategie per non esaurire la dose quotidiana di “pazienza”, in famiglia dovremmo sentirci più liberi e meno “obbligati a controllarci”. Ma si sa che quando si hanno dei figli, cambia tutto.

         Cambia la dose di cui ci hanno naturalmente dotati e anche quella che siamo riusciti ad aumentare con l’esercizio costante.

Ce ne viene richiesta di più, ma ci viene donato in cambio un sacco di amore, di sorrisi, di abbracci cuore a cuore, di parole dedicate solo a noi.

Spesso però ci si sente schiacciati dal peso del dovere.

Devi essere paziente”, “devi comprendere”,”devi controllarti”.

Certo, sicuramente i nostri bambini non si meritano urla continue nè rimproveri incessanti, però diamo a Cesare quel che è di Cesare e diciamo anche che siamo esseri umani e non manuali di pedagogia! Arrabbiarsi, perdere le staffe, “sclerare”(come si dice al giorno d’oggi) è assolutamente umano e naturale. Questo dovere sempre presente, che ci tiene sotto scacco, è assai difficile da mantenere con un certo distacco e un certo self control.

I bambini hanno la peculiarità di tirare fuori i nostri lati più intimi, più bui, di riflettere una parte che non conoscevamo o che speravamo di aver perduto.

Questo mette davvero a dura prova. E ci sono giorni buoni in cui si riesce a mediare tra le nostre emozioni e le emozioni per il bambino, altre in cui sono talmente forti le prime che oscurano le seconde e parte il dramma domestico.

      Come fare per uscire dal circolo vizioso?

Perché a tutti piacerebbe essere sempre “perfetti”, non commettere mai un errore, uno scivolone con i propri bambini, soprattutto se questi portano a dei vissuti psicologici importanti, ma alcune tecniche per ripristinare il livello di pazienza consumato possono arrivare in nostro aiuto.

1) La tecnica dei 2 minuti senza far niente. Consiste nell’isolarsi, meglio se fisicamente, dal resto del mondo.

Dedicare due minuti a non fare assolutamente nulla sembra facile, ma in realtà non ci siamo abituati, perciò inizialmente li vivremo con impazienza, con ansia… poi piano piano inizieremo ad apprezzare il loro benefico effetto.  

Questa tecnica ci permette di disinnescare e di imparare l’attesa.

Disinnescare un meccanismo che si stava inceppando, un conflitto che si stava animando senza portare a nulla di buono. Perché se litigare “bene” fa bene, litigare male non porta a nulla di buono. Per questo, se non riuscite a pensare di andare semplicemente in un’altra stanza per due minuti, perché pensate che l’altra persona possa rimanerci male o arrabbiarsi ancora di più, provate ad andare in bagno. Nessuno si arrabbierà per questo! E voi avrete a disposizione i vostri 2 minuti per riallineare corpo, mente e spirito respirando con calma. Tentar non nuoce dico sempre io, perciò, tentate!!! Tanto i libri di pedagogia potete sempre consultarli dopo.

2) Respiro diaframmatico 

Non ci rendiamo conto che quando siamo arrabbiati il nostro respiro si fa più corto, più rigido e affannoso. Non a caso si dice: “mi è andato il sangue al cervello” quando si è arrabbiati… vuol dire che l’ossigeno non arrivava più in modo adeguato e tutto si è mosso per mantenere in buona salute il nostro cervello. Ricordarsi di respirare “con la pancia”, magari sdraiandosi un attimo, aiuta a riportare equilibrio fisico e psichico dentro di noi. Nel momento in cui sentiamo che sta salendo il livello , fare tre respiri lunghi e concentrarsi sul percorso dell’aria all’interno del nostro corpo, può aiutarci a ritrovare la calma necessaria per gestire la situazione attuale.

3) Pensare a ciò che di bello c’è nella nostra vita! 

Riflettere per un decimo di secondo su quello che di bello la vita ci offre, partendo proprio dal fanciullo che si  ha dinnanzi, può farci scappare un sorriso anche nella situazione più rabbiosa.

4) La fretta è nemica della calma. Cerca di averne il meno possibile! 

Se sai che dai di matto se non sei in orario per i vari appuntamenti che la vita sociale ci impone, evita di svegliare i tuoi bambini all’ult minuto, ma fallo invece con largo anticipo. Un’alzata presto non ha mai fatto danni a nessuno, mentre un continuo sentirsi urlare di sbrigarsi può creare problemi al rapporto, all’autostima del proprio bambino, alla sua capacità di autocontrollo nonché alla nostra e trasformerà in una lotta quotidiana una semplice uscita per andare, per esempio, a scuola.

5) Previeni il prevedibile! 

Ognuno di noi conosce un pochino se stesso. Evita le situazioni che sai già ti porteranno in uno stato di arrabbiatura. Sviale, guarda oltre… e se proprio non riesci ad evitarle sii consapevole che ci stai entrando.

6) Ricordati del Barattolo della Calma!

Uno strumento utile a ritrovare la calma che viene utilizzato con i bambini è il Barattolo della calma. Componilo come più ti piace, del colore che ti rilassa di più, con la forma che più ti aiuta a sentirti in armonia e nel momento in cui senti che stai per scoppiare gira i tacchi e corri a prenderlo. Siediti, osservalo, muovilo lentamente davanti ai tuoi occhi. Senti la calma che piano piano si fa spazio dentro di te…

7) Recita un mantra, canta una canzone, balla, disegna! 

L’arte insieme alla natura credo che sia la cura per tutti i mali del mondo. Recitare un mantra,cantare una canzone, ballare una musica o disegnare è come  mandare un messaggio a se stessi e all’universo, un modo per dire “va tutto bene”. Nei momenti di rabbia o di sconforto, di confusione, ritrovare il centro con questa tecnica credo che sia più semplice per come tutto risuona a livello cellulare. Il corpo che vibra per la preghiera o il canto o che si muove per la danza o la creazione di un immagine permette al nostro io interno di sentire davvero la vicinanza di quel corpo alla nostra vera essenza. La libera e la fa risuonare permettendole di gestire il disequilibrio che si è creato!

Ricordate che ai bambini non servono genitori perfetti, ma genitori veri, che si emozionano, che si arrabbiano o si rattristano, ma che sanno anche come tornare a sorridere!

Vivere Montessori Vi augura di trovare lo spunto per la tecnica migliore per voi per imparare a disinnescare ritrovando la pazienza perduta!

Educatrice Manuela Griso