Questa la denuncia di  Giacomo Dell’Omo, presidente Ornis italica (un’associazione no-profit di ricercatori naturalistici): “E’ morto per mano di un bracconiere sullo Stretto di Messina, Pilar, l’ultimo di cinque bianconi, grandi rapaci molto rari, seguiti tramite trasmettitore satellitare da un gruppo di ricercatori che ne stavano studiando le rotte migratorie”.

Egli aggiunge:”il cento per cento di mortalita’ ‘giovanile’ del campione seguito dal gruppo e’ un dato molto preoccupante per la conservazione della specie. Gravissimi i danni all’ecosistema dovuti ai bracconieri”.

Parole giustamente forti che devono portare alla riflessione e alla soluzione di questa problematica.

Il biancone è un rapace bellissimo e raro, chiamato anche “Aquila dei Serpenti” perchè ne è un abile cacciatore.

Ma i bracconieri puntano le loro armi anche su altre specie protette come l’ibis eremita, i fenicotteri, i cigni e le cicogne bianche e nere. Una strage che deve essere fermata!

La caccia non può più essere considerata uno sport, è una pratica che deve essere abolita e le motivazioni sono molteplici: per la salvaguardia dell’ambiente, degli animali, delle vite umane (gli incidenti mortali dall’apertura della caccia quest’anno sono stati numerosi) e perchè è una pratica violenta ed ingiustificata.

Fonte: Ansa.it