In ogni bambino albergano almeno altri 7 bambini venuti prima di lui

Ogni bambino ha dentro di sè una storia. Cadremmo in errore però se pensassimo che conti solo la sua di storia, perché in realtà, in ognuno di noi, c’è molto di più…

Diversi studi dimostrano che le nostre cellule, la parte più genetica del nostro essere, viene influenzata da almeno 7 generazioni precedenti… quindi, ad onor del vero, nel nostro albero genealogico dovremmo partire da molto tempo prima della nostra nascita per comprendere le nostre origini, la nostra biologia e non per ultimo, i nostri comportamenti e le reazioni a certe dinamiche che si presentano nella nostra vita.

Quando dunque ci approcciamo ad un bambino, dobbiamo pensare che dentro di lui albergano almeno altri 7 bambini che sono venuti prima e tutta la loro storia…

Lo dico sempre ai genitori che decidono di partecipare al nostro progetto di crescita: quando un bambino entra nella nostra comunità non ci prendiamo in carico solo lui, ma la famiglia intera.

E se si partisse dalla storia della famiglia, si inizierebbe a spiegare in parte alcuni atteggiamenti che possono apparire strani o incomprensibili, come la paura incontrollata di alcuni rumori nonostante non ci sia una motivazione apparente, o scatti di nervosismo per cose apparentemente banali.

Al giorno d’oggi si etichettano i bambini con una facilità a dir poco spaventosa: bambini iperattivi, con disturbi dell’apprendimento, bambini violenti, cattivi, prepotenti… Il sistema in cui viviamo non si pone più alla ricerca della causa, ma crede di curare il sintomo. Nella realtà non fa nemmeno quello, ma questo è un altro discorso.

Quello di cui invece un genitore, un educatore, un insegnante e un essere umano, deve porsi come domanda è: qual è la causa? Da dove arriva questa reazione?

Perché se impariamo ad osservare i bambini, vedremmo delle realtà scomode, a volte drammatiche.
Un bambino che picchia gli altri costantemente, che tenta di prevalere in tutti i modi, può essere un bambino che a casa subisce violenza continua, che nella sua famiglia sono cresciuti a pane e sberle convinti che “due schiaffi non hanno mai ucciso nessuno”.
Il bambino che fa di tutto per essere al centro dell’attenzione, che esagera, che sembrerebbe “iperattivo”(per usare una delle tante etichette di moda oggi) , il più delle volte è un bambino che a casa viene spesso lasciato solo, poco considerato dai genitori, un bambino abbandonato o che si sente tale.
Il bambino che cerca in tutti i modi di farti perdere il controllo è il bambino che a casa ha un genitore che lo umilia…
Il bambino taciturno, sempre in disparte, può essere il bambino spaventato perché viene messo nello sgabuzzino al buio.
Penserete che siano situazioni limite, casi rari, ma ahimè, la realtà supera spesso la fantasia.

I bambini parlano in diverse forme… siamo noi che dobbiamo imparare a sentire le loro voci.

Quando i bambini giocano da soli riproponendo situazioni, per esempio nei classici giochi di ruolo, o anche con i pupazzi o con gli amici, mettono in scena le loro paure, i loro disagi, le loro rabbie… spesso lo fanno inconsciamente, ma questo è un grido silenzioso che deve avere orecchie attente che lo ascoltino.

Stanno attuando la loro guarigione, hanno bisogno di qualcuno che li “assista” in questo, senza giudizio, ma con grande collaborazione.

Se diamo fiducia ai bambini, se dimostriamo veramente amore, attenzione, rispetto, cura e comprensione verso di loro, tutte queste storie verranno a raccontarcele. Se hanno percepito un disagio, un’emozione inespressa, un tassello mancante nel puzzle, loro verranno a parlarcene. E nella situazione in cui un bambino ci racconta verità scomode della famiglia, il nostro ruolo deve essere quello di abbracciare il bambino, con corpo e anima, racchiuderlo in noi e donargli un posto sicuro in cui far sedimentare i sentimenti che prova.

Abbracciare la famiglia intera, aiutarla nel riconoscere ciò che è, senza giudizio alcuno, può portare la guarigione dell’intera famiglia.

L’interruzione di cicli di storie che si ripetono distruggendo sempre di più l’animo bambino di generazione in generazione è una ragione urgente da prendere in considerazione.  Per poter porre fine a questa ciclicità di situazioni si può ricorrere a diversi aiuti. Uno dei metodi che viene ritenuto molto efficace è quello delle costellazioni famigliari.

Vivere Montessori Vi ricorda l’importanza della famiglia, della sua storia, per la comprensione del bambino.

Un bambino veramente libero è un bambino che può iniziare a scrivere la SUA storia senza portarsi dietro i fardelli dei suoi antenati. Aiutiamoli a compiere questa grande rivoluzione!

Manuela Griso Educatrice

Educatrice Manuela Griso

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avatar Articolo scritto da Educatrice Manuela Griso il 08/04/2018
Categoria/e: Primo piano, Vivere Montessori.



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