Si parla tanto di educazione, pedagogia, metodi di apprendimento e chi più ne ha più ne metta. Ma chi può dire davvero ciò che è giusto per noi e per il nostro bambino? Chi ha la “verità” in tasca?
Nessuno.
Nessuno può sapere cosa può “funzionare” per la nostra situazione.

Ma ci sono delle leggi universali, che meritano di essere abbracciate e fatte nostre da tutti. Le leggi sulla dignità umana per esempio sono patrimonio mondiale e dovrebbero essere rispettate da tutti.

Allo stesso modo Maria Montessori aveva dedicato al bambino e al suo sviluppo, una vita intera. E certe parole, non possono venire dimenticate.

Le frasi che ho raccolto oggi per voi sono parte dell’essenza dei suoi insegnamenti.

1) “L’educazione è un processo naturale effettuato dal bambino, e non è acquisita attraverso l’ascolto di parole, ma attraverso le esperienze del bambino nell’ambiente. L’ambiente deve essere ricco di motivi di interesse che si prestano ad attività e invitano il bambino a condurre le proprie esperienze.”

Due riflessioni in merito a questa frase: quando pensiamo “non mi ascolta”, è vero, ma non perché vuole farci un dispetto, ma perché è reso immune da tali insegnamenti che manderebbero il suo maestro interiore fuori rotta. Per questo dobbiamo parlare al bambino attraverso l’ambiente. Un ambiente che sia pronto ad accoglierlo nei suoi bisogni.

2) “Quando la mano si perfeziona in un lavoro scelto spontaneamente, e nasce la volontà di riuscire, di superare un ostacolo, la coscienza si arricchisce di qualcosa di ben diverso da una semplice cognizione: è la coscienza del proprio valore.”

Quanti adulti conosciamo, se non direttamente noi stessi, che si sentono di valere poco? Di non essere abbastanza? Per crescere adulti sicuri di sè e del proprio valore dobbiamo permettere loro di sperimentarsi e di provare e riprovare fino alla riuscita per far sì che quel processo termini in modo positivo.

3) “E’ necessario che l’individuo adulto cerchi di acquistare una intelligenza delle necessità infantili e sappia frenare il proprio orgoglio di plasmatore.”

Troppe volte noi adulti e genitori ci crediamo onnipotenti. Pensiamo di sapere tutto, di conoscere cosa sia meglio o peggio per un’altra persona, compresi i nostri bambini. Bene, Maria Montessori ci dice: “fate un passo indietro. Lasciate che il bambino si manifesti per ciò che è e non lasciatevi trascinare dal fascino dell’onnipotenza.”

4) “Il silenzio acuisce le nostre sensibilità. Stando in silenzio non solo possiamo ascoltare con maggiore attenzione la parola dell’altro, e quindi “incontrarlo”, ma riusciamo a cogliere profondamente la realtà che ci circonda. E’ importante allora permettere al bambino di vivere anche questa dimensione, preservando sempre nei suoi confronti una relazione di accoglienza e supporto.
Favorire il silenzio non significa tuttavia imporlo, zittendo il bambino, ma piuttosto creare le condizioni affinché esso si manifesti spontaneamente: offrendo al bambino un ambiente non rumoroso, non interrompendolo verbalmente quando svolge con interesse un’attività, permettendogli di osservare un insetto che cattura la sua attenzione o un sassolino raccolto per terra, senza voler essere sempre interpreti con le nostre parole dei suoi pensieri.”

Quanto pesa il silenzio? Agli adulti moltissimo… Abbiamo perso la dolcezza e la necessità del silenzio. È rimasta viva la parte negativa della parola, inteso come un’assenza e non come un dono. Tutto è frenetico, scorre veloce, non c’è tempo per stare lì fermi a godere di sè stessi e del paesaggio. E stiamo a riempire anche i silenzi dei bambini con parole inutili, fastidiose, che distolgono il bambino dal suo vero lavoro :costruire l’uomo. Lasciamo che il silenzio entri nella nostra vita e lasciamo che i bambini godano del dono del silenzio che permette di ascoltare davvero la realtà che ci circonda e quella che custodiamo nel cuore.

5) “Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo. Rendiamoci conto che il bambino è un operaio e che il fine del suo lavoro è di produrre l’uomo.” 

Un mondo nuovo si può costruire soltanto partendo dalle fondamenta. Il bambino che in sè ha già tutte le risposte, bisogna lasciare che si manifesti e che compia il suo immenso lavoro senza disturbarlo.

6) “La prima premessa per lo sviluppo del bambino è la concentrazione. Il bambino che si concentra è immensamente felice.”

Il lavoro dà felicità. La concentrazione è come uno “sballo sano”, dal quale quando si esce, ci si sente rinati. A tal proposito ritorna importante il tema del silenzio. Quando un bambino è concentrato nel suo lavoro e silenzia, non interrompiamolo nè distogliamolo dalla sua condizione con parole, gesti o suoni, lasciamolo godere della sua felicità .

7) “Mai aiutare un bambino mentre sta svolgendo un compito nel quale sente di poter avere successo.”

Qui si ripropone sempre il tema fondamentale del :Aiutami a fare da solo. Mantra della Montessori che richiama il concetto di cui abbiamo parlato sopra. Se ho successo in quello che faccio sento di avere valore. Se tu lo fai al posto mio, capisco di non essere in grado e quindi la mia autostima si abbasserà notevolmente.

8) “Una prova della correttezza del nostro agire educativo è la felicità del bambino.”

Lo dico sempre.. l’importanza del sorriso è uno degli aspetti su cui batto di più. In un mondo in cui i sorrisi si contano sulle mani, e numerosi studi confermano quanto sia salutare sorridere, è fondamentale contribuire alla felicità dei nostri bambini e il sorriso è uno di quegli atti spontanei che ci permettono di capire se una persona è felice o no.

9) “Dicono che bisogna insegnare ai bambini ad amare la madre, il padre, la maestra; bisogna insegnar loro ad amare tutto e tutti. E chi è questo maestro di amore, che vuole insegnare ai bambini ad amare? Colui che giudica capricci tutte le loro manifestazioni e che pensa alla propria difesa contro di loro? L’adulto non può diventare maestro d’amore senza un esercizio speciale e senza aprire gli occhi della coscienza. Dobbiamo essere educati, se desideriamo educare.”

È proprio così… queste parole di Maria Montessori sono molto chiare. Come si può “insegnare” l’amore? Maestro d’amore si ritiene l’adulto che giudica, intima e scoraggia? Prima di pensare di educare all’amore dovremmo pensare di educare noi stessi all’accoglienza dell’Amore, che è il Bambino.

10) “Più dell’elettricità, che fa luce nelle tenebre, più delle onde eteree, che permettono alla nostra voce di attraversare lo spazio, più di qualunque energia che l’uomo abbia scoperto e sfruttato, conta l’amore: di tutte le cose esso è la più importante.Il bambino è una sorgente d’amore; quando lo si tocca, si tocca l’amore.”

Voglio lasciare che siano le sue sole parole a parlarvi, a farsi sentire da Voi tutti, nel corpo e nell’anima.

Abbiamo tra le mani l’amore che creerà l’uomo e la donna di domani:stare in silenzio, preparare un ambiente adatto ad accogliere lui e il suo immenso lavoro, permettergli di concentrarsi senza interromperlo, lasciarci educare da questo Maestro, sono il minimo che possiamo fare per aiutarlo nel suo compito di ricostruzione dell’umanità intera.

Vivere Montessori Vi augura sorrisi, silenzi, amore e tanta consapevolezza!

Educatrice Manuela Griso