Che cibo mangiare? Già se vi ponete questa domanda siete a buon punto.

Molte persone, infatti, comprano i prodotti alimentari senza porsi molti quesiti: acquistano in base al gusto personale e alla velocità di preparazione di quel determinato piatto. Altri, invece, sono più attenti a cosa mangiano, magari leggono attentamente le etichette sulle confezioni e scelgono di conseguenza.

Chi è più critico deve anche essere più informato: deve sapere la differenza tra cibo biologico e non, sa cosa sono gli additivi, i conservanti ed i coloranti, conosce le principali caratteristiche nutritive dei vari alimenti. Essere critici è più impegnativo ma vi è un guadagno impagabile sotto molti punti di vista: si vince la passività (sempre deleteria), la salute migliora, si dà un esempio educativo formidabile.

E quando ognuno ha deciso, dopo il proprio cammino di ricerca, cosa risulta più adatto mangiare per sè stessi come far passare questa conquista a chi ci sta vicino, figli compresi?

L’educazione al buon cibo è apparentemente complessa ma concretamente semplice.

Il nostro esempio, la spiegazione del perchè e l’intraprendenza nello sperimentare nuovi cibi cucinati in svariati modi sono gli ingredienti fondamentali per la riuscita di un’educazione alimentare adeguata.

Francesco Morricone, responsabile Diabetologia e malattie metaboliche dell’Irccs Policlinico San Donato, dichiara: “Prevale, tra i genitori, il concetto del: me lo chiede e dunque glielo dò. Nulla di più sbagliato. Vale su tutte, come regola base, usare il buon senso. Senza demonizzare. La merendina, talvolta, può anche essere usata, ma stando attenti a cosa contiene: quelle che apportano zuccheri semplici, cioè saccarosio e fruttosio, sono da evitare. Esiste uno studio pubblicato dal New England Journal of medicine che ci dice come le bevande zuccherate predispongano all’accumulo di grasso e all’obesità. Credo dunque che su questo punto si debba essere talebani: vanno evitate. Mentre all’interno dei prodotti preconfezionati spesso esistono molti grassi trans, tra i maggiori responsabili del grasso addominale, e dunque sarebbe sempre da preferire qualcosa di più naturale. Il tradizionale pane e marmellata, per intenderci”.

Nelle nostre case facciamo entrare, quindi, solo cibi sani e genuini. Usiamo il buon senso. Viviamo l’alimentazione nel modo più gioioso possibile. Ma nello stesso tempo prendiamo in mano la situazione: i bambini o i ragazzi non sono ancora in grado di decidere cosa è meglio per loro dal punto di vista nutritivo. Noi abbiamo il dovere di accompagnarli nel modo più adeguato possibile in questo cammino di crescita.