Invecchiare in una società come la nostra è complicato. Potrebbe sembrare un’affermazione paradossale visto che oggi, in Occidente, possiamo beneficiare di trattamenti e cure miracolose, in grado di allungare la vita e preservare forma fisica e salute a dispetto degli anni che passano. Ma il problema sta nel bisogno ossessivo di rincorrere la giovinezza perduta, rifiutando questa inevitabile fase della vita, l’anzianità.

Solo parlarne fa pensare alla solitudine, a uno stato di tristezza e malinconia, probabilmente ricollegabile all’inutilità attribuita all’anziano, tendenzialmente escluso a meno che non si mantenga giovanile e iper-attivo.

In altre società questa esclusione non ha luogo perché l’anziano viene percepito come una figura saggia e importante per la comunità. Non perché aitante nonostante gli anni, ma proprio in virtù della sua età avanzata, che corrisponde a una maggiore esperienza di vita.

Abbiamo fatto questa premessa per introdurre il personaggio di oggi, Margaret Manning, una donna che all’età di 60 anni ha deciso di aiutare le coetanee a sentirsi bene nella propria pelle. Il progetto avviato dalla Manning si intitola “Sixty and me” ed è stato concepito per dare la possibilità alle sessantenni di testimoniare la propria vita, i propri obiettivi, la propria esperienza. Ma Margaret non si è fermata qui coinvolgendo nel progetto anche i giovani, per aiutarli ad apprezzare gli anni che passano e quelle inevitabili e bellissime rughe che segnalano il passaggio progressivo a una nuova fase della vita.

Margaret ha quindi raccolto nel corso del tempo alcuni consigli per uomini e donne che, compiuti i 30 anni, iniziano a sentirsi vecchi. Come a 30 anni? Ebbene sì, a detta dell’autrice, è proprio questa l’età in cui molte persone iniziano a percepire il “declino”.

I consigli di Margaret Manning per vivere bene

Alcuni dei consigli della Manning appaiono un tantino scontati ma possono senz’altro rivelarsi utili per le persone che faticano a guardare la vita in chiave positiva, e che tendono ad abbattersi facilmente o a vivere con rassegnazione. Altri suggerimenti sono invece validi per tutti perché la vita, come dice la Manning, è una sola e vale la pena viverla fino in fondo, nel bene e nel male.

Ed è proprio questo il primo consiglio di Margaret: la vita è una sola, inutile rovinarla preoccupandosi di cose senza importanza. Meglio godersi la quotidianità, vivere con passione ed entusiamo.

La Manning sottolinea poi l’importanza della positività e della valorizzazione del presente, il famoso qui e ora. Un consiglio che oggigiorno va di moda, complice la popolarità del pensiero positivo, secondo il quale guardando il mondo con le lenti rosa tutto funzionerebbe a meraviglia. Per quanto possa rivelarsi utile per chi, al contrario, vede tutto nero, una visione della vita di questo tipo tende a mettere in secondo piano l’importanza della tristezza e di tutte quelle emozioni scomode che spesso preferiamo tenere alla larga, nonostante siano fondamentali quanto la controparte “solare”. Ma è un discorso intricato che rimandiamo ad altra sede, intanto proseguiamo con i consigli dell’autrice.

Godetevi la natura e il vostro tempo libero. Non ponete troppi limiti alla vostra vita

prosegue Margaret, incoraggiando le persone a dedicarsi ad hobby piacevoli, e quando possibile ad esercitare professioni che le fanno sentire davvero soddisfatte. Questo è un punto importante visto che oggi il lavoro è considerato un dovere assoluto, indipendentemente dal fatto che piaccia o meno. Chi si ribella a questo sistema trovandolo ingiusto e fagocitante, viene tacciato in modo negativo, a meno che non riesca a costruirsi una propria professione autonoma. Abituati come siamo a lavorare perché si deve, non ci poniamo troppi interrogativi, dando per scontato che sia un obbligo, addirittura morale. Ma riflettere sull’importanza del lavoro come fonte di piacere, secondo i suggerimenti dell’autrice, è fondamentale per cambiare ottica e allontanarsi dall’idea del lavoro come sudditanza obbligatoria.

Altro consiglio, essere se stessi e non quello che si aspettano gli altri, per invecchiare, dice la Manning, con più dignità. Interessante anche questo suggerimento:

non evitate il passare del tempo e non ossessionatevi nell’intento di camuffare le rughe d’espressione, le zampe di gallina attorno agli occhi. Non abbiate paura. Siate felici di ogni anno che passa. Siete più degli anni che avete. Siete più di 32 o 42 anni. Siate sinceri con voi stessi. Invecchiare è un processo lento da cui si impara moltissimo. Tuttavia, è un’avventura che vale la pena vivere e se iniziate a vederla in questo modo, vi vedrete ancora più affascinanti ed attraenti.

E prosegue suggerendo che è importante conservare i ricordi belli e non aggrapparsi a quelli brutti, evitando gli stereotipi della società sull’invecchiamento perché invecchiare è bello e soprattutto inevitabile, quindi meglio iniziare a godersi questa fase dell’esistenza anziché rincorrerne un’altra.

A proposito delle rughe Margaret afferma:

perché ossessionarvi con le rughe? Sono la mappa della vostra vita, portatele con dignità.”

E per quanto riguarda i figli sottolinea l’importanza di farli quando se ne ha voglia evitando di rincorrere la perfezione, ma amandoli per come sono e sostenendoli. Infine suggerisce di vivere con entusiamo, semplicità e pienezza in modo che gli anni passino con maggiore integrità.

Non sappiamo se siano questi i segreti di una vecchiaia, e di una vita, felice, ma se siete persone che tendono ad abbattersi facilmente, i consigli di Margaret Manning potrebbero senz’altro rivelarsi utili.

Laura De Rosa

http://mirabilinto.com