Il grandioso significato dell’Occhio di Kanaloa

La ricca mitologia hawaiana include molte divinità fra cui il famoso dio del mare, Kanaloa, simboleggiato dal calamaro o dal polpo, a sua volta associato a Kane, dio della creazione.

In Occidente la fama del dio del mare è dovuta al cosiddetto occhio di Kanaloa, simbolo che lo vede protagonista e che rappresenta l’uomo deificato, in cui aspetti materiali e spirituali hanno raggiunto l’armonia. In effetti Kanaloa nella lingua hawaiana significa armonia, equilibrio, salute, gioia e stando alle testimonianze occidentali, simboleggia anche il nucleo del Sè. Si narra che l’uomo nel centro dell’Io Sono, abbia accesso alle energie di cui ha bisogno. Per raggiungere questo equilibrio la tradizione hawaiana afferma che sia necessario pregare tramite il processo detto Haipule.

Come premesso, il dio Kanaloa è anche rappresentato dal simbolo del calamaro dall’occhio sveglio, da cui è tratto il famoso occhio di Kanaloa, simbolo della spiritualità hawaiana. Al centro del simbolo c’è l’Io Sono, difatti i due triangoli centrali sovrapposti rappresentano l’equilibrio fra maschile e femminile, mentre la stella che viene a formarsi dalla sovrapposizione rappresenta 7 principi base. Il numero 7 è considerato sacro perché il nome corrispondente, Hiku, è formato da Hi, principio femminile, e Ku, principio maschile.

Occhio di Kanaloa

I 6 pallini centrali simboleggiano invece le leggi dell’energia, l’arcobaleno, le Pleiadi e le isole Hawaiane. I 4 centri concentrici si riferiscono ai livelli di percezione della realtà, che si ampliano esercitando la compassione e la conoscenza. Le linee ondulate rappresentano il flusso energetico eterno e il movimento nella vita, l’abbondanza e le vie a disposizione dell’uomo per trasformare e agire. In definitiva il simbolo rappresenta la ragnatela cosmica in cui ogni cosa è collegata. Quando l’individuo raggiunge un’elevata consapevolezza, come nel caso dello sciamano, diventa tessitore della propria realtà e non più vittima inconsapevole.

L’universo per com’è inteso nella tradizione hawaiana, e come si può dedurre analizzando nel dettaglio l’occhio di Kanaloa, ha a che fare con il famoso concetto del “Tutto è Uno” che tuttavia è molto più elaborato di quanto sembri. Basti pensare che sempre secondo la tradizione hawaiana la realtà è suddivisa in 4 livelli di visione, come i 4 cerchi del simbolo, che si chiamano Papakahi (oggettivo), Papalua (soggettivo), Papakolu (simbolico), Papaha (olistico), ognuno dei quali ha la medesima dignità a dispetto delle diversità.

Nella visione oggettiva l’uomo si approccia alla realtà con i 5 sensi sentendosi separato dal resto, nella visione soggettiva si accorge che è influenzato dalle emozioni e dai blocchi energetici, nella visione simbolica capisce che la realtà è un riflesso della propria interiorità e ne trae insegnamento, nella visione olistica intuisce la percezione dell’Unità. Come dicevamo nessuno di questi livelli è considerato migliore degli altri ma è l’armonia semmai a fare la differenza.

Perché l’occhio di Kanaloa è famoso in Occidente

In Occidente l’occhio di Kanaloa è diventato famoso perché lo si ritiene un forte catalizzatore energetico e si dice che posizionandolo per esempio in casa si amplifichino le vibrazioni positive di prosperità e amore, equilibrando nel contempo le energie emotive. Non nego questa possibilità ma ritengo che un simbolo completamente decontestualizzato perda parte del suo valore per quanto parli una lingua accessibile (potenzialmente) a tutti. Senza contare il rischio di travisarne il significato originario adattandolo al nuovo contesto, trasformandolo a proprio uso e consumo.

Simboli potenti e importanti come l’occhio di Kanaloa non dovrebbero ridursi a semplici gadget portafortuna, impiegati per ribadire i soliti concetti: l’importanza di essere coscienti di noi stessi qui ed ora, il fatto che tutto sia uno e che ogni cosa sia pertanto collegata, il fatto di avere una parte divina e la possibilità di diventare ragni cosmici in grado di tessere la propria tela. Idee magnifiche la cui portata non va esclusa ma che tendono a essere banalizzate a fini utilitaristici, per esempio per raggiungere il tanto osannato Benessere.

Per quanto meravigliosa sia l’idea che attraverso la ragnatela cosmica si possano riconoscere le diverse informazioni e spostare la propria attenzione e consapevolezza espandendo la coscienza, presumere di poterlo fare improvvisando qualche meditazione sull’occhio di Kanaloa o su simboli mutuati da tradizioni simili non è forse riduttivo?

E’ importante approfondire le tradizioni di altri paesi sia per curiosità che per ampliare le proprie prospettive, purché il fine non si riduca a desideri egoistici. Penso che un simbolo della portata dell’occhio di Kanaloa meriti un interesse sincero, un desiderio puro di conoscenza e di espansione, che troppo spesso viene confuso con altro. Prima di pregarlo rifacendovi a fonti incerte, addentratevi nella sua storia, nella realtà a cui appartiene, nella mitologia hawaiana da cui deriva. Ovvio che non è possibile farlo in un solo articolo ma se l’argomento vi interessa, vi incoraggio ad approfondirlo attraverso lo studio di ricercatori che hanno realmente vissuto a contatto con queste realtà.

Laura De Rosa

mirabilinto.com

Laura De Rosa

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avatar Articolo scritto da Laura De Rosa il 17/09/2017
Categoria/e: Primo piano, Rassegna Etica.



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