Karni Mata in India: il Famoso Tempio dei Topi

Lo visitai una decina di anni fa dopo essere partita con zaino in spalla per uno di quei viaggi che se non ti cambiano la vita, rimangono per sempre impressi nella memoria a lungo termine. Era una delle ultime mete prima del rientro in Italia, una tappa imperdibile, decisamente originale.

In Occidente i topi, per non parlare dei ratti, suscitano ribrezzo e repulsione forse più di qualunque altro animale, ma non tutti nel mondo la pensano allo stesso modo. Fatta eccezione per chi, i ratti, li mangia, e non è una cosa tanto rara, c’è anche chi li venera.

Il tempio dei topi Karni Mata, ai confini del Rajastan, a una trentina di Km da Bikaner, ne è un esempio concreto: qui il topo è Sua Maestà, nutrito con latte (ghee), burro chiarificato e prasad, un composto fatto con semolino, zucchero, ghee, cardamomo e uvetta, che è assimilabile all’ostia cristiana.

Karni Mata

I coraggiosi che oltrepassano la soglia si ritrovano a camminare a piedi scalzi tra i topini, che tanto “ini” non sono, a migliaia sparsi tra le varie aree del luogo sacro. Chi vede l’esemplare albino si dice avrà grande fortuna. Invece ammazzare accidentalmente un topo è presagio di sventura. Si va anche dicendo che mangiare il cibo rosicchiato dai ratti sia un onore tant’è che alcuni visitatori comprano il cibo all’esterno del Tempio per offrirlo ai topi, farlo rosicchiare e mangiarne un po’ subito dopo.

Le offerte che si possono fare al Tempio sono chiamate in due modi: “Dwar-Bhent”, destinate ai Sacerdoti Charan, e “Kalash-Bhent”, che servono per la manutenzione e lo sviluppo del Karni Mata.

Gli Indiani gironzalano con disinvoltura, gli occidentali si guardano intorno preoccupati, provvisti spesso di imbarazzanti calzini per evitare incontri funesti. Sarà che ho sempre avuto un’indole da incosciente ma ricordo di esserci entrata scalza. I topi dal canto loro hanno un atteggiamento noncurante, abituati alle visite degli esseri umani scorrazzano tranquilli avanti e indietro, con un’espressione soddisfatta.

Nel Tempio vengono svolti rituali in cui i devoti offrono alla murti, ovvero all’icona sacra della divinità,  la luce ottenuta accendendo stoppini imbevuti di ghee o candora. Il rituale prende il nome di Aarti. Subito dopo i fedeli fanno offerte votive ai topi.

Il luogo forse più curioso, e sicuramente il più temuto dai turisti, è la sacra cripta dove i topi si arrampicano su spalle e braccia dei fedeli, felicissimi di ricevere la loro visita. Lo ammetto, nonostante l’incoscienza, non ebbi coraggio di penetrare nell’antro sacro, lo ricordo buio e infido. L’idea di ritrovarmi circondata da testa a piedi da centinaia di topi mi fece rabbrividire.

Le leggende del Tempio

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Fonte: http://www.vanamaliashram.org

Secondo una delle leggende che vedono protagonista questo Tempio, Karni Mata chiese un giorno a Yama il Dio della morte di far rivivere il figlio di un cantastorie che era morto. Il Dio della morte rispose di non poterlo fare perché il bambino si era già reincarnato.

Karni Mata si arrabbiò molto e condannò tutti i cantastorie, dopo la morte, a rivivere temporaneamente in un topo prima della reincarnazione, in modo che il Dio non potesse prenderli.

Un’altra leggenda curiosa narra che Laxman, figliastro di Karni Mata, fosse morto annegato in un lago mentre cercava di dissetarsi. Karni Mata chiese allora al Dio della Morte Yama di riportare in vita il figliastro finché Yama decise di accontentarla. Permise al ragazzo di reincarnarsi in un ratto insieme agli altri figli maschi di Karni Mata.

Secondo un’altra leggenda ancora alcuni ragazzi disertarono una battaglia ma sapendo di incorrere per questo a morte certa, fuggirono a Deshnoke per invocare l’aiuto di Karni Mata affinché li perdonasse trasformandoli in topi e offrendo loro un Tempio come dimora. Karni Mata accettò e i soldati per ringraziarla le giurarono eterna fedeltà.

Infine un mito afferma che Karni Mata fece un patto con il dio della morte, Yama, chiedendogli che per ogni offerta fatta a un topo, si reincarnasse un bambino in roditore.

La storia del Tempio

Tempio dei Topi

Fonte: lovethesepics

Karni Mata, da cui prende il nome il tempio dei topi, era una Saggia Indù vissuta, si dice, fra il 1387 e il 1528, la bellezza di 151 anni, venerata perché ritenuta l’incarnazione della Dea Durga, divinità tutelare dei regnanti e della casta dei charan. A dedicarle il Tempio fu il Maharaja Ganga Singh di Bikaner che lo fece costruire nel XV secolo, sebbene abbia subito diverse rivisitazioni nel tempo.

L’architettura che concilia stile Moghul e Rajput si contraddistingue per la presenza di topi incisi sulle finestre della costruzione in marmo antistante il tempio. All’interno invece si possono ammirare porte e pannelli raffiguranti la dea cui è dedicato il luogo sacro. La pavimentazione in piastrelle bianche e nere conferisce al Tempio un’aura misteriosa ed elegante.

Insomma, il Tempio dei Topi è davvero un luogo insolito e curioso, meta imperdibile per chiunque si avventuri nel Rajastan.

Laura De Rosa

mirabilinto.com

 

 

Laura De Rosa

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avatar Articolo scritto da Laura De Rosa il 28/07/2017
Categoria/e: Primo piano, Rassegna Etica.



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