Mangia, Prega, Ama e… Non Contare i Carboidrati

Il best-seller “Eat, Pray, Love” (Mangia, Prega, Ama), dell’autrice Elizabeth Gilbert, ha contribuito a cementare l’idea, già quasi pietrificata ormai da strati e strati di miti calcificati, che siano i carboidrati a farci ingrassare.

Questo è il messaggio che milioni di lettrici in tutto il mondo hanno ricevuto nel leggere la prima parte del suo libro, quella che segue le orme dell’eroina fino in Italia, alla ricerca del “piacere”.
Anche nel film omonimo questa idea viene consolidata  già nei primi minuti del trailer.
This is my no-carb-left-behind experiment“, esclama la splendida Julia Roberts nei panni dell’autrice.
Questo è il mio esperimento in cui non lascerò indietro nessun carboidrato“.

Davvero è di carboidrati che Elizabeth, detta Liz, si riempie in Italia?
Non c’è il minimo dubbio.
Tutta quella pizza, quelle brioche, quella pasta nominata ogni due per tre.
Per forza sono stati i carboidrati.
E alla fine, nel film, Julia Roberts non riesce più a entrare nei suoi jeans.
Torniamo al libro però e cominciamo a leggere con senso critico:
Il primo pasto che ho mangiato a Roma non era niente di che… della pasta alla carbonara e un contorno di spinaci saltati in padella e aglio“.

E già scopriamo che la pasta fatta a mano era ben condita, come da tradizione, con tuorli d’uovo, guanciale e pecorino, i classici ingredienti della carbonara, e tutto fuorchè “carboidrati”.
Facciamo due conti.
Dei normalissimi spaghetti integrali contengono mezzo grammo di grassi per 100 grammi di porzione.
100 g di spaghetti alla carbonara e i nostri grassi salgono già a 9.
Non sono raddoppiati, sono aumentati di 18 volte!

Ma il pranzo di Liz non era finito lì.
Poi dei fiori di zucchina con all’interno del formaggio. Dopo gli spaghetti, ho provato il vitello. Oh, e ho anche bevuto una bottiglia di vino rosso… E ho mangiato del pane caldo, con olio d’oliva e sale“.

Aggiungiamo la fettina di scaloppine  e i grassi salgono già a 26 g.
Vogliamo considerare almeno un cucchiaio di olio d’oliva, tra quello che ha messo sul pane e quello usato per le verdure saltate?
E il formaggio fuso nascosto nei fiori di zucchine, quale potrà mai essere?
Mozzarella? Scamorza? Fontina? Solitamente sono questi i più utilizzati.
Andiamo con la mozzarella e stiamo leggeri.
Calcoliamo un 50 grammi?

Ora ricontrolliamo il totale dei grassi. Siamo già a 52 grammi.
E questo era solo il pranzo.
Cosa si mangiava a colazione?
Lo ripete spesso nel libro: caffè, brioche o pastine varie.
Una classica brioche di 100 g alla crema e siamo già a 400 calorie, e ben 18 grammi di grassi.

Insomma, non suonavano neppure le campane delle tre, e i grammi di grassi di una giornata media potevano essere già circa una settantina!

Quanti grammi è salutare mangiare in un giorno?
L’OMS dice di non scendere sotto il 15% del totale calorico e di non superare il 30-40%,  ma alle persone che vogliono poter mangiare carboidrati impunemente (come i fruttariani o i diabetici), e alle persone con problematiche cardiache,  viene consigliato da medici come Neal Barnard, Mc Dougall e Ornish, di provare a stare intorno al 10%.
Ma lasciamo pure il 15% come limite salutare.
Poniamo che il fabbisogno calorico di una donna adulta, alta e magra come Elizabeth, sia di 1.800 calorie al giorno. Il 15% di queste calorie sono quindi 270 calorie.
Ogni grammi di grasso sprigiona 9 calorie, quindi – per evitare di mettere su peso e mangiare tutti i carboidrati che voleva – non avrebbe dovuto superare i 30 grammi di grassi al giorno.
E possibilmente di grassi buoni. Grassi vegetali, da cibi integri, e grassi non saturi.

A quanto eravamo tra colazione e pranzo, si diceva?
70 grammi. Più del doppio. E manca ancora la cena.

Ma testiamo un altro pranzo tra quelli descritti nel libro (fingendo di non vedere i tanti gelati leccati con gusto tra una passeggiata e l’altra, e che tutto sono fuorché un cibo magro).

Quello che abbiamo mangiato includeva dell’agnello, del carpaccio arrotolato intorno a della mousse di nocciole“.

Ricapitolando:  carne cruda di manzo, carne cotta di un agnellino e una mousse, cioè un dessert fatto generalmente con tuorli d’uovo e panna da montare.
Altri grammi di grasso.
Poi però diciamo che è il pane a fare ingrassare…
O la pasta.
O la frutta.
Oltre al danno la beffa.

A Trastevere, in una trattoria, Liz ordina “un assortimento di bruschette” (possiamo dubitare fossero tutte vegane), “degli spaghetti cacio e pepe e poi un piccolo pollo arrosto”.
Grassi, grassi e ancora GRASSI.

Da Roma si sposta poi a Bologna e nota quanto tutto lì sia ancora più “burroso”.
Ordina anche lì del gelato, ovviamente, e poi una pizza con sopra fette di prosciutto che sembrano “un velo di pizzo delicato sul cappello di una signora” e poi… “ovviamente c’è il ragù alla bolognese“…

100 g di un normale sugo di pomodoro sono solo  0,3 grammi di grassi.
100 g di ragù di carne alla bolognese? 13 grammi.

Quand’è che nel suo peregrinare per il mondo Liz ritrova il suo peso giusto, si sente in splendida forma, sia fisicamente che mentalmente, si descrive finalmente rinata, serena, in equilibrio, ottimista e in pace con sè stessa?
Dopo mesi e mesi passati in un ritiro spirituale in India a meditare.
E qual era la dieta servita in questo posto, ogni santo giorno?

Il cibo qui è vegetariano, leggero, salutare, eppure delizioso”.

Insomma,  mangiate, pregate, amate… ma non date la colpa ai carboidrati se ingrassate!

 

Aida Vittoria Eltanin

(autrice del libro In Frutta Veritas)

 

Aida Vittoria Éltanin (E.V.A.)

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