Chicza: dal Messico l’unico chewing-gum 100% biologico e biodegradabile

La maggior parte dei chewing-gum oggi in commercio sono prodotti industriali tutt’altro che sani e pericolosi per l’ambiente. Non ci rendiamo conto che mastichiamo plastica e moltiplichiamo i rifiuti, perché le nostre amate gomme sono composte per lo più da polimeri a base di petrolio, si degradano in un tempo non inferiore ai cinque anni e comportano costi pubblici notevoli per la loro rimozione. Una sana alternativa esiste: si chiama Chicza, è prodotta in Messico secondo criteri eco-solidali dai veri guardiani della foresta maya (i chicleros) e si presenta come l’unico chewing-gum al mondo certificato biologico e biodegradabile al 100%.

A differenza delle tradizionali gomme da masticare che sono composte solo per il 5% da gomma base naturale o ne sono del tutte prive, il prodotto del duro lavoro dei chicleros messicani ne contiene il 40%, è del tutto vegetale e naturale, non presenta additivi chimici e una volta a terra si comporta come una foglia caduta da un albero, essendo solubile in acqua e non adesiva. Priva di glutine, coloranti e antiossidanti e adatta ai pazienti nefropatici grazie ai bassi valori di fosforo (tra 1 e 9 mg/100g) e potassio (tra 21 e 81,9 mg/100g), Chicza è pure certificata Kosher (un marchio di qualità rilasciato dalla comunità ebraica) ed ha già ottenuto importanti premi e riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. In Italia è importata e distribuita dal 2010 da EcolBio.

«Ogni persona che mette in bocca una tavoletta di Chicza in qualsiasi parte del mondo, contribuisce direttamente e personalmente al benessere dei produttori di gomma dalle foreste pluviali del Messico meridionale e quindi a un Pianeta più verde», sostengono i chicleros.

Chicza deve il suo nome all’albero da cui viene estratta la gomma naturale (o chicle) necessaria a produrla, il chicozapote, che può raggiungere i 30 metri di altezza e popola la seconda foresta più grande al mondo, il Gran Peten. Dopo l’Amazzonia, il più importante polmone verde del pianeta sito nel Messico del sud e in America centrale, che i chicleros contribuiscono a proteggere con il loro lavoro cooperativistico, grazie alle pratiche sostenibili messe in atto per la coltivazione e lo sfruttamento dell’albero della gomma.

Nate nella prima metà del Novecento, le cooperative del chicle si sono progressivamente ampliate e consolidate ed oggi mantengono la loro forza e indipendenza, nonostante il rischio corso negli anni Settanta, quando per ragioni politiche le cooperative agricole hanno rischiato di scomparire. Il Consorzio chiclero costituitosi all’inizio del nuovo millennio si è liberato dallo sfruttamento delle multinazionali, ormai interessate principalmente ai derivati del petrolio, e ha inaugurato un nuovo modo di produzione, che ha i suoi pilastri nella tutela dell’ambiente, nella dignità del lavoro e nella sicurezza alimentare. I chicleros hanno sestuplicato i loro guadagni rispetto a quando erano asserviti alle multinazionali interessate all’estrazione del lattice dall’albero Sadopilla, mentre le foreste tropicali negli Stati messicani di Quintana Roo, Campeche e Yucatan sono prosperate fino a coprire gli 1,3 milioni di ettari di oggi, laddove invece in altre regioni del Paese l’80% di questi polmoni verdi è scomparso a causa dell’agricoltura intensiva e della deforestazione selvaggia.

«L’esuberanza di queste foreste smonta la tesi che afferma che la conservazione e la preservazione ambientale sia dovuta all’assenza dell’uomo. Quando le comunità sono consapevoli dell’importanza della protezione ambientale come fonte di ricchezza e realizzano una gestione sostenibile delle attività economiche, non solo si arriva a vivere in armonia con la natura ma le comunità stesse sono le prime a salvaguardare le proprie risorse», sostiene EcolBio, che per prima in Italia ha capito la bontà di questo progetto.

chewing-gum

La realizzazione di Chicza parte dall’estrazione del chicle grezzo nella foresta del Gran Peten, mediante delle incisioni a zeta operate con un machete sulla corteccia degli alberi senza danneggiarli, in modo che possano tornare produttivi dopo un periodo di riposo di cinque-sei anni. Ogni chicozapote garantisce dai tre ai cinque chilogrammi di lattice fresco e genuino prima del raccolto successivo. La linfa scende e riempie lentamente le borse poste alla base dell’albero, che vengono ritirate il mattino successivo e portate in un campo chiclero, dove gli operatori provvedono a cuocere il lattice girando l’impasto con un bastone apposito, chiamato chasmol. Una volta raggiunta la giusta densità, il composto viene posto a raffreddare e solidificare in dei contenitori rettangolari (marquetas), identificati da un’etichetta (Forest Stewardship Council – FSC) che consente di risalire all’identità del chicle e all’esatta posizione della pianta.

Tracciabilità e sicurezza sono dunque i punti di forza di questo prodotto, commercializzato in otto o 12 quadratini pre-tagliati a seconda del formato (15 o 30 grammi), disponibili nei gusti menta, menta verde, lime, cannella e frutti rossi tropicali. Ogni mattoncino è facilmente divisibile e rappresenta un simbolo di fratellanza e condivisione, valori imprescindibili per questi antichi custodi della foresta, che oggi rappresentano il riscatto della cultura maya. Ogni forma di chicle è accuratamente ispezionata e controllata per verificarne compattezza e genuinità, al fine di garantire la massima qualità al consumatore. L’unico stabilimento autorizzato alla produzione si trova a Chetumal (Quintana Roo) e segue criteri ecosostenibili. Prima di diventare Chicza, la base di gomma naturale, ancora calda, viene mescolata con edulcoranti organici e aromi naturali e dolcificata con lo sciroppo biologico d’agave, a basso indice glicemico e ricco di fruttosio. Nessun dolcificante artificiale come l’aspartame è contenuto in questa rivoluzionaria gomma da masticare dall’intenso aroma naturale.

Questi i suoi ingredienti 100% bio: gomma base biologica, succo biologico di canna da zucchero evaporato in polvere, glucosio biologico, sciroppo biologico di agave, aromi biologici di menta, cedro, menta verde, cannella e frutti rossi tropicali.

chewing-gum

Amica dell’ambiente, Chicza proviene dalla terra e ritorna alla terra, dopo aver assicurato benefici agli oltre 2mila chicleros che ogni giorno la producono in modo sostenibile tutelando il Gran Peten. Solo in Italia si consumano circa 23mila tonnellate l’anno di chewing-gum, per un totale di 300 milioni di astucci e 500 milioni di stick. Gomme di produzione industriale che nella maggior parte dei casi finiscono per esser gettate a terra, comportando un pericolo per l’ambiente e alti costi per la loro rimozione, che se fosse attuata in pieno comporterebbe una spesa di 16,4 miliardi di euro l’anno solo in Italia. Secondo uno studio condotto dal Green Management Institute in collaborazione con Comieco, la sostituzione dei chewing-gum industriali con quelli biodegradabili annullerebbe tali costi ed eviterebbe la produzione di 14.544 tonnellate di rifiuti, con un risparmio calcolato in 1,45 milioni di euro. Come è evidente, questa innovativa gomma da masticare riduce drasticamente l’inquinamento ambientale, così come i rifiuti e i costi a carico delle amministrazioni comunali per il loro smaltimento.

Un vero esempio di green economy che ha catturato l’attenzione di alcuni imprenditori italiani, dal 2010 attivi nell’importazione e distribuzione di Chicza prima in Italia e a Malta e poi anche in Portogallo, fino alla costituzione nel 2014 di una nuova società, denominata EcolBio. Un’attività pioneristica ad alto valore aggiunto, così come è stata definita, che nel suo piccolo dimostra che un altro mondo è possibile.

«Molto spesso ci accorgiamo che le leggi del mercato e gli interessi di pochi “potenti” vanno a discapito di molti nel modo che fa più male: in assoluto silenzio. Quando siamo venuti a conoscenza del bellissimo progetto che i nostri amici messicani di Chicza stavano portando avanti, abbiamo voluto dare una mano concretamente e diventarne la voce e la mano in Italia, per comunicare a tutti i benefici di questo mondo etico e naturale e per distribuire direttamente un prodotto tanto sano, affascinante e buono. Buono in senso lato, una bontà che parla di amicizia, condivisione, fratellanza, pace e riscatto sociale.  Masticando Chicza, secondo noi, il consumatore consapevole dopo un po’ perde il gusto del lime, della menta o di altri aromi ma guadagna quello molto più intenso ed indelebile del rispetto ambientale e del prezioso lavoro dei chicleros. E se è vero che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce, noi, mai come oggi, siamo amanti del silenzio», sostiene EcoBiol.

Forse non l’avreste mai pensato, ma perfino il semplice gesto di masticare una gomma può assumere un profondo valore etico.

Marco Grilli

 

 

Marco Grilli

Vuoi ricevere i nuovi articoli di EticaMente comodamente nella tua casella email?

Iscriviti alla Newsletter di EticaMente
avatar Articolo scritto da Marco Grilli il 15/05/2017
Categoria/e: Alimentazione, Ambiente, Inquinamento, Salute, Scelte Quotidiane, Soluzioni Ecologiche.



Newsletter di EticaMente

Ricevi le nostre Notizie nella tua E-Mail


SpotLight

Favole e Fantasia
Accedi | Copyright 2010-2017 Eticamente.net è un progetto CiancioLab sas WebAgency - Partita IVA 04201560655