Spiritualità

La Missione Dei Nati Sotto Il Segno Dell’Ariete, I Pionieri Dello Zodiaco

Di Sandra Saporito - 21 Marzo 2021

Secondo l’astrologia, le stelle e i pianeti avrebbero una grande influenza su di noi. Il segno solare indicherebbe l’Io, il nostro modo di essere, mentre gli altri pianeti, in base alla loro posizione nel tema natale che illustra la carta del cielo al momento della nascita, rappresenterebbero gli altri aspetti della nostra personalità (i talenti, l’energia creativa, le aspirazioni professionali, il nostro modo di porci nelle relazioni, ecc.). Il segno solare ci parlerebbe quindi della nostra interiorità, di ciò che conta davvero per noi.

Se ognuno di noi contiene potenzialmente le 12 energie archetipiche raffigurate dai 12 segni zodiacali, il segno solare, che segna la posizione del Sole al momento del nostro primo grido, è l’energia archetipica manifesta, la nostra porta d’ingresso nel mondo.

I nati sotto il segno dell’Ariete: i pionieri dello Zodiaco (21 marzo – 20 aprile circa)

L’entrata del Sole nel segno dell’Ariete segna l’inizio della primavera, del momento in cui la vita che fremeva sotto terra durante gli ultimi mesi invernali esce con forza allo scoperto, in un mondo nuovo. La natura ci svela quindi il compito dell’Ariete: è il pioniere dello zodiaco. La sua energia si manifesta nel primo passo in un nuovo mondo, nel primo grido di una vita che nasce, nel primo passo di un lungo cammino.

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L’Ariete è il primo segno dell’anno astrologico, primo segno di fuoco, primo segno cardinale. Questa posizione in primo piano è riservato a questo segno in quanto è colui che spalanca le porte. Tutti questi nuovi inizi non riuscirebbero mai a vedere la luce se non fosse per i doni di cui è custode: l’audacia, l’intraprendenza, il coraggio, l’entusiasmo, la spontaneità, la vivacità.

Le sfide dei nati nel segno dell’Ariete

L’Ariete è un segno cardinale di fuoco, governato da Marte, pianeta legato alla forza, all’energia e alla combattività. In questo segno il Sole è in esaltazione: il simbolo dell’identità mostrerà qui i suoi lati sia positivi che negativi. Venere, pianeta dell’affettività e delle relazioni vi si trova in esilio: la sua espressione sarà minore in questo segno che per sua natura tenderà forse un po’ all’individualismo. Saturno vi è in caduta: difficilmente i nati del segno potranno contare sulle sue doti di pazienza, essenzialità e concentrazione.

I pianeti che sull’Ariete hanno un’influenza debole o opposta alla loro natura indicano la vera sfida dei nati sotto il suo segno, quella di riuscire a conquistare le qualità a loro più lontane: la pazienza e la razionalità di Saturno che equilibreranno la loro impulsività, l’attenzione agli affetti e la ricerca dell’armonia di Venere, qualità che potranno mitigare l’influenza del Sole che tenderà a renderli a volte un po’ “arieto-centrici”.

Le lezioni che i nati dell’Ariete possono insegnare a tutti noi sono preziose. La loro audacia, il loro coraggio e la loro capacità di non fermarsi di fronte agli ostacoli sono i doni più preziosi che possono portare a tutto lo zodiaco.

Lo sforzo che svilupperanno nell’integrare le energie a loro opposte (la ricerca dell’armonia con gli altri della Bilancia) o “in quadratura” (l’attenzione alle emozioni del Cancro e la pazienza e concentrazione del Capricorno) li porterà a vivere in maniera più armoniosa e, spiritualmente parlando, li aiuterà ad ultimare ciò che ogni segno è chiamato a compiere: la conoscenza dei segreti del mondo nell’integrazione dei 12 archetipi zodiacali.

Il compito karmico del segno dell’Ariete

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Secondo l’astrologia karmica, il segno solare rappresenta la porta che attraversa la coscienza per incarnarsi nel mondo e sarebbe portatore di doni, talenti ma anche di sfide, di una missione che le sarebbe propria.

Nel suo libro Astrologia Karmica, nodi lunari e reincarnazione, Martin Schulmann illustra il compito karmico dell’Ariete. Secondo il racconto dell’autore, un giorno, Dio riunì i 12 segni per affidare ad ognuno di loro un seme di vita. Si avvicinarono uno ad uno a lui per ricevere i doni che egli aveva assegnato a loro. L’Ariete fu il primo a presentarsi al suo cospetto, così Dio gli disse…

“A te, Ariete, io do il mio seme per primo, affinché tu abbia l’onore di deporlo in terra. Per ogni seme che pianterai ne raccoglierai a migliaia. Sarai il primo a penetrare nel terreno della mente umana con il Mio Pensiero, ma non è di tua competenza mantenerlo, né porti alcuna domanda in merito. La tua vita consiste nell’azione e l’unico tuo compito è di cominciare a rendere gli uomini coscienti della Mia Creazione. Per la buona riuscita della tua missione ti regalo la Stima di Te Stesso”.

Se il segno dell’Ariete è il pioniere dello zodiaco, è tuttavia importante che ricordi il valore della collaborazione: nessun seme può essere piantato e germogliare se prima non vi è stato un raccolto, se il terreno non è stato curato prima.

Il mito della costellazione dell’Ariete: il vello d’oro

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Il mito legato alla costellazione dell’Ariete ci giunge dall’antica Grecia e narra la storia del figlio di Poseidone e di Teofane, una principessa che il dio trasformò in pecora per unirsi a lei dopo aver preso le sembianze di un ariete. Da questa unione nacque Crisomallo, l’ariete alato dal vello d’oro, dotato della parola, che Zeus posizionò tra le stelle, dando nascita alla costellazione dell’Ariete.

Secondo il mito, le avventure di Crisomallo iniziano con la nascita di Elle e Frisso, figli del re Beota Atamante, e Nefele, una ninfa delle nubi. Nefele, per aiutare i suoi figli a scappare dalla follia omicida di Ino, seconda moglie del re che voleva ucciderli per permettere ai suoi propri figli di salire al trono, invocò l’aiuto di Era. La dea le rispose mandandole in aiuto Crisomallo, l’ariete dal vello d’oro, che portò via i suoi figli in groppa, verso una terra ancora sconosciuta; ma durante il viaggio, Elle cadde in mare e morì. Da quel giorno, quello stretto prese il suo nome: Ellesponto.

Crisomallo riuscì tuttavia a salvare Frisso e lo portò in Colchide, nella città di Ea, una terra mai toccata dai Greci. Lì, Frisso sacrificò Crisomallo a Zeus, che lo depose tra le stelle rendendolo immortale, e regalò al re di Ea il suo vello prodigioso, che aveva il potere di curare tutti i mali. Il vello d’oro divenne in seguito lo meta del viaggio di Giasone e degli Argonauti. Ma questa, è un’altra storia ancora…

Fonti:

Alla conquista del vello d’oro
Astrologia Karmica, vol.1, nodi lunari e reincarnazione, i pianeti retrogradi, Martin Schulmann, ed. Mediterranee.
Dictionnaire des mythes, mémoire de l’humanité: notre héritage collectif, Nadia Julien, ed Marabout.
L’Ariete, l’archetipo dell’iniziativa

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e operatrice in Discipline Bio-Naturali
www.risorsedellanima.it





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