OGM: siamo noi umani le vere cavie

E’ notizia di pochi giorni che  l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) ha bocciato lo studio francese che metteva in dubbio la sicurezza del mais geneticamente modificato, giudicando inattendibili tanto i risultati quanto il metodo dello studio, pubblicato mercoledì 19 settembre, dove i risultati di questa ricerca “allarmante”, potrebbero scuotere l’industria alimentare francese (e mondiale).

Il dibattito che da anni accende le file di chi è pro e di chi è contro gli OGM (organismi geneticamente modificati) sta diventando sempre più “caldo“.

Da anno gli OGM sono commercializzati e molti ne continuano a difendere la loro sicurezza.

La ricerca condotta dai francesi di Caen è stata fatta su ratti, alimentati con del mais geneticamente modificato NK603, prodotto dalla Monsanto, associato all’erbicida Roundup.

Il professor Gilles-Eric Séralini e il suo team conducono dal 2009 uno studio indipendente sulla potenziale tossicità del MAIS OGM NK603 sulla la salute dei mammiferi.
I topi hanno sviluppato tumori grandi anche più di 7 cm, nelle femmine, si manifesta con tumori mammari a catena che arrivano fino al 25% del loro peso. Nei maschi sono gli organi depuratori, fegato e reni, che sono colpiti con anomalie importanti o gravi. Con una frequenza di due a cinque volte superiori rispetto ai roditori alimentati con mais non-GM.
A questo punto, non c’è più bisogno di statistiche, biologiche o mediche” dice il professor Séralini.
L’unico problema però è il tipo di ratti scelto per la ricerca che è particolare perché predisposto a sviluppare spontaneamente tumori. Il test, inoltre, è avvenuto su animali di quasi 2 anni, quindi già alla fine del loro ciclo biologico.

E così che la LAV attraverso la biologa Michela Kuan fa sapere che:

Dietro questo studio non ci sia un metodo scientifico attendibile e utile per l’uomo, ma solamente l’interesse di pubblicare, fare notizia e alimentare il business legato al commercio e all’agricoltura.

A farne le spese sono gli animali, indegnamente usati fino allo sviluppo di tumori di grandezza ben oltre i limiti concessi dalle linee guida sul benessere animale, e gli uomini, che da anni utilizzano un prodotto di cui non si conoscono gli effetti a lungo termine.

Il cibo geneticamente modificato (soprattutto mais e soia) ha invaso i campi e le nostre case, siamo noi il test più attendibile! Basterebbe fare delle serie indagini epidemiologiche e studiare gli effetti di tali modificazioni con il nostro DNA e la nostra espressione genica, unica per la nostra specie e assolutamente non paragonabile a quella di un ratto.

Basti pensare che ogni persona differisce dall’altra per 1/1000 di DNA, quindi esistono 3’000’000 di possibilità di variazioni. Persino tra noi e uno scimpanzé la differenza è 6 volte maggiore arrivando a 18’000’000 di differenze, figuriamoci tra noi e un roditore!

Ora ci manca che qualcuno dica che bisogna fare più studi su animali per conoscere veramente gli effetti degli OGM, e ho il sospetto che qualche “luminare” ci stia già pensando!

 

Queste parole fanno riflettere, siamo noi le vere cavie, anche se non rinchiuse in gabbie di laboratorio, siamo noi che accettiamo di cibarci di cibi geneticamente modificati senza sapere le vere conseguenze che avranno a lungo termine sul nostro organismo e sui nostri figli. Diciamo no alle colture OGM e alla sperimentazione di esse sia sugli animali che sull’uomo.

 

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Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 15/10/2012
Categoria/e: Animalismo, Notizie dalla Lav, Primo piano.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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