Cosa significa stare bene con se stessi? Alcuni esperti consigliano di circondarsi di buoni amici, altri di ritagliarsi del tempo solo per sè o imparare nuove lingue. Smettere di colpevolizzarsi. Pensare positivo. Vedere il bicchiere mezzo pieno. Ma stare bene con se stessi, secondo me, va oltre tutto questo. E non può dipendere da formule preconfezionate perché siamo individui unici e irripetibili.

Conosco persone profondamente innamorate della vita che trascorrono gran parte del proprio tempo in solitudine. Non sono misantropi. Semplicemente rispettano la propria inclinazione infischiandosene di ciò che è giusto o sbagliato secondo la società.

Per me lo stare bene con me stessa è strettamente legato all’autenticità. Quanto più riesco a essere autentica, a dispetto dei modelli propinati, tanto più sto bene. Il problema è che confondiamo spesso lo stare bene con uno stato di beatitudine. Ma essere se stessi può comportare delle sfide, talvolta difficili, ed è inevitabile che si alternino dentro di noi emozioni e sentimenti diversi. Tristezza. Gioia. Rabbia. Frustrazione. Meraviglia. Desiderio. Felicità. Penso che una persona che sta bene con se stessa accetti con maggiore disinvoltura questi cambiamenti assecondandoli in modo equilibrato. Senza bisogno di annullarli, reprimerli, ignorarli.

benessere

Raffaele Morelli afferma che sia importante osservare ciò che proviamo anche quando è spiacevole. Perché se nei “momenti no” ci auto-imponiamo di cambiare prospettiva, diventare positivi, reinventarci, rialzarci con il sorriso, ostacoliamo proprio il nostro benessere.

Quando siamo colpiti da qualcosa che ci fa soffrire, secondo Morelli dovremmo percepire il dolore, ascoltarlo. In questo stato di perdita si forma dentro di noi un senso di orientamento. “Non c’è da cambiare rotta. Non c’è da fare progetti. Non c’è da mandare via il dolore. Non c’è da guardare il dolore con gli occhi del rimpianto.” C’è da ascoltarlo perché grazie a questo ascolto avviene un azzeramento che consente al nuovo percorso di prendere vita.

Stare bene significa acoltarsi e aprirsi al mistero

Una persona che sta bene con se stessa, stando ai suggerimenti di Morelli, è una persona che vive la vita nelle sue innumerevoli sfaccettature aprendosi anche alle emozioni spiacevoli e alla magia del mistero. Ecco alcuni suggerimenti estrapolati dai video di Raffele Morelli per essere felici e stare bene con se stessi:

  • Più il personaggio che crediamo di essere, che abbiamo adottato diventa forte dentro di noi e più la felicità si allontana
  • il cervello preferisce la via misteriosa per produrre la felicità piuttosto che la via più facile
  • la felicità avviene perché tu imbocchi una via buia, in cui non hai certezze, in cui tutto può essere messo in discussione

Si ribalta quindi l’idea che il benessere sia amico delle certezze, le quali appaiono piuttosto come limiti. La ricerca ossessiva di sicurezza e stabilità è nemica del benessere e della vita che per sua natura è mutevole.

Per stare bene dovremmo vivere nell’adesso

stare bene con se stessi

Un altro “segreto” delle persone che stanno bene con se stesse sarebbe il vivere nell’adesso. Che tuttavia non è il carpe diem, il cogliere l’attimo, ma la capacità di godersi il presente, di vivere qui, sfruttando l’energia del momento. Senza ripensare continuamente al passato né proiettarsi continuamente nel futuro. In tal senso rimuginare sugli eventi o le persone del passato accusandole di ciò che ci accade o di come siamo nel presente è inutile. Perché è un atteggiamento auto-punitivo. Ma anche cercare soluzioni nel futuro non aiuta. Su Riza Psicosomatica leggiamo: “Percepire l’adesso” è la cosa più importante di tutte. Star bene significa stare nell’adesso. Nel momento in cui parli di qualcosa che non c’è, non sei nell’adesso. Nell’adesso, sono presenti le forze provvidenziali che ti porteranno alla completa maturazione…

Per stare bene al bando l’auto-giudizio e i preconcetti

Come dimenticare poi il concetto di fiducia in se stessi? Ma cos’è e come si coltiva? Ci si nasce o lo si diventa, fiduciosi? Secondo molti esperti il problema sta nell’auto-giudizio che ci infliggiamo. Esso infatti mina l’autostima. Come rimediare? Distraendoci e vivendo nel presente.

L’autostima si lega anche al concetto di equilibrio interiore, spesso immaginato come un mare calmo, in un certo senso “superiore” alle emozioni basse, negative, destabilizzanti. Invece queste ultime sono importanti e vanno semplicemente accettate. Persino l’invidia che è uno spauracchio per molti ha un suo perché. Raffaele Morelli a tal proposito racconta il caso di una donna che si sentiva in colpa per l’invidia provata nei confronti di un’amica: “…Le consigliai di lasciar transitare dentro di sé l’invidia, ogni giorno di più, sempre di più…e immaginare questa invidia come una donna, e di lasciarla crescere dentro di sé…Fin che un giorno la mia paziente mi disse una frase che mi colpì: “Dottore, ho capito che non posso fare a meno della mia invidia.” Questo dimostra che il vero equilibrio non deriva dalla lotta con se stessi ma dall’accettazione. E il benessere viene da sè.

Laura De Rosa
yinyangtherapy.it