Ammettiamolo. I formaggi sono tra i prodotti di origine animale che più si fa fatica a lasciare. Nessun problema con la carne e il pesce, nel giro di 21 giorni senza se ne perde il desiderio. Anche le uova diventano presto un lontano ricordo (anche vagamente nauseabondo).
Latte e formaggi invece tendono a mandare per mesi un forte richiamo, soprattutto alle donne.
Come mai?

Foto di Antonella Guiducci (Raggio di Sole)

Prima di tutto, quando il nostro corpo vuole del formaggio, in realtà ci sta chiedendo qualcosa di molto grasso, saporito e cremoso. Se quindi gli diamo una mela o un’insalata scondita, non soddisferemo di certo questa sua voglia. Per fortuna il mondo vegetale però è ricco di alimenti grassi e cremosi e quindi basta trovare il mix giusto.
Per qualcuno è sufficiente aggiungere più olio a una ricetta, o aggiungere dell’avocado  o un pizzico di sale in più (i formaggi sono tra gli alimenti più salati di tutti!).

FORMAGGI ANIMALI: PERCHE’ POSSONO CREARE “DIPENDENZA”

Per qualcuno  lasciare i formaggi equivale a patire vere e proprie “crisi d’astinenza”. Sembra quasi che il loro corpo abbia bisogno di una dose di qualcosa che aiuti a combattere lo stress e che calmi i nervi.
Abbiamo detto dose, sì.
Come spiega il medico vegano Michael Greger  il formaggio prodotto con latte vaccino non ci fa ingerire solo caseina ma beta-caseomorfina biologicamente attiva: La caseomorfina è uno dei composti oppiacei che si formano nel nostro stomaco quando beviamo il latte di mucca, spiega questo brillante dottore.
Se siete donne, non vi stupirà sapere che questa sostanza può avere proprio un effetto sedativo e calmante. (Scommettiamo che avete più voglia di formaggi quando siete stressate o sotto ciclo mestruale?)
C’è un motivo per cui la natura ha creato il latte così, spiega il Dottor Neal Barnard.  E’ un modo perchè il vitellino sia felice di tornare dalla mamma invece di perdersi nei prati, e si addormenti sereno.  Noi però non siamo vitellini, eppure continuiamo a bere latte animale anche da adulti (e nessun animale in natura lo fa).
In teoria il nostro corpo sa liberarsi senza troppi problemi di questa caseomorfina per fortuna, quindi “don’t panic”, ma secondo la teoria dell’eccesso di oppioidi alcune persone “che soffrono di un aumento della permeabilità della mucosa intestinale  hanno delle perdite di queste proteine dall’intestino. Le proteine quindi passano nel cervello dove disturbano le sue funzioni normali.”

E’ quindi stato ipotizzato, soprattutto per chi abbia un  metabolismo più sensibile a questa proteina del latte (non tutti, lo ripetiamo), che il formaggio possa avere “effetti simili a quelli della morfina”.

Noi ci fermiamo qui, perché la cosa si fa troppo complessa, e andiamo direttamente al sodo quindi: che sia fisica o psicologica, come si spezza questa dipendenza da formaggi?
Gli esperti come il medico vegano Neal Barnard (PCRM) suggeriscono di smettere di mangiarli del tutto per almeno 21 giorni e dare tempo al corpo (e alle papille gustative) di recuperare e di creare nuove abitudini.

E nel frattempo? Come la plachiamo la voglia?

FORMAGGI VEGETALI: Sì, no, forse

Non siamo qui a volervi convincere che i formaggi vegetali confezionati siano tutti buoni o che possano sostituire il formaggio animale allo stesso modo.
Non stiamo neppure dicendovi che dovreste perlomeno assaggiarli.
Ci sono pareri discordanti tra i vegani infatti. Anche se non è affatto necessario sostituire il formaggio  durante il passaggio a una dieta vegana,  per alcune persone è utile averne in casa o fare la conoscenza di quelli vegetali, proprio per soddisfare quelle “voglie matte”. Per altri invece potrebbero rivelarsi una delusione.
Ecco due pareri diversi per darvi un’idea:

“Da ex-formaggio dipendente i primi mesi di veganesimo ho provato a far formaggi in casa e son pure andata a una dimostrazione di cucina vegana di formaggi: mi hanno fatto tutti schifo! La mente aveva ancora chiaro il gusto dei formaggi con latte di mucca e col cavolo che c’erano paragoni! Trovo quindi poco utile fissarsi all’inizio su sostituti proprio perché si rischia di entrare in una situazione mentale di “vorrei ma non posso” e di continui confronti coi sapori lasciati. Prima “disintossicatevi”, poi ne riparliamo!”  (Christine D.)

A me i formaggi vegetali hanno fatto molto comodo all’inizio, da tenere in casa al posto di quelli tradizionali. Detto questo, non sono partita con l’idea che avrei trovato gli stessi sapori dei formaggi di prima. Ero pronta ad assaporare qualcosa di diverso. Anche a me all’inizio non hanno detto molto, ma adesso, vegana da due anni, devo ammettere che li apprezzo moltissimo!”  (Barbara T.)

Foto di Gabriella T. passeggera dell’Arca di Eva & friends

Per fortuna esistono vari formaggi vegetali in vendita on-line o che si possono trovare anche nei supermercati: dal Formais light,  di  ArtigianaVegana, che fonde sulla pizza, al cremosissimo  Strachicco (marca Verys), che ricorda molto lo stracchino ed è fatto con riso integrale, e molti altri. A voi la scelta!

Se però volete provare a farvene uno in casa super rapido, cremoso e da spalmare già domani evitando colesterolo, crudeltà e carenza di fibre, eccovi una ricetta tratta dal libro “L’Arca di Eva & Friends“, da cui tutti questi consigli sono stati tratti e dove si trova un intero capitolo dedicato a come sostituire burro, latte, panna e ogni sorta di latticino, e più di 200 ricette raccolte dalle migliori food-blogger vegane di tutta Italia, tutte senza tofu e seitan.

Credetemi, l’ha provato anche mia mamma che non ama le ricette complicate e le è venuto squisito!
Quando me l’ha fatto assaggiare mi sembrava fosse stracchino!
Serve lasciarlo in frigo un giorno, ma per il resto si fa in pochissimi minuti!

VEGRINO  O CAPRINO VEGETALE ALLE ERBE

Delle food-blogger e Tutor dell’Arca di Eva:  Monica Kircheis (L’onda Armonica),  e Rita Ferrante
Ingredienti
250 ml di yogurt di soia
Un cucchiaio di succo di limone
Un pizzico di sale
Erbe aromatiche a piacere (fieno greco)

Preparazione

Allo yogurt aggiungete il sale, il limone e un pizzico di fieno greco (optional, ma gli dà un sapore formaggioso). Lasciatelo scolare per circa 24-48 ore versandolo in un panno a sgocciolare o in una fuscella in frigorifero. Abbiate cura di mettere una tazza o un recipiente sotto il composto per catturare il liquido che verrà perso.

Finito il tempo di riposo lo yogurt avrà cambiato consistenza e risulterà più compatto, come uno stracchino.
Insaporite il composto con un po’ di sale e aromi a piacere: non resta che personalizzare. Potete aggiungere ad esempio un po’ di aglio, olio, erba cipollina, santoreggia etc, ma è ottimo anche semplice o al basilico o alle olive, al pepe e così via.

Fotografia della Tutor Antonella Guidicci

Buon appetito!
E alla prossima tappa con i consigli su come fare dei dolci vegani da urlo!

Aida Vittoria Eltanin & la ciurma dell’Arca di Eva