Le Orionidi non sono stelle comete ma uno sciame meteorico generato dal passaggio della Terra nella scia della cometa di Halley; questo sciame è visibile tra 2 ottobre e il 7 novembre, con la massima attività intorno al 20-23 di ottobre e quest’anno il punto massimo di visibilità sarà proprio stasera, il 21 ottore quando sarà possibile osservare fino a 25/30 meteore l’ora.

Il nome Orionidi deriva dal fatto che il punto dal quale sembrano partire le meteore si trova in una zona intorno alla costellazione di Orione; la prima volta che fu visto lo sciame fu nel 1839, da E.C. Herrick del Connecticut,ma solo il 18 ottobre 1864 venne condotta un’osservazione attenta dello sciame da Alexander Stewart Herschel il quale stabilì che la pioggia di meteore si originasse  a est della costellazione di Orione, non lontano dalla stella Betelgeuse.

Per la precisione, il radiante delle Orionidi si trova a Ascensione Retta 06h 20m e Declinazione +16°, in una zona di cielo corrispondente al punto indicato nella mappa.

Mappa Orionidi

Questo sciame di meteore che si può osservare solo in autunno illuminerà il cielo come fanno le Perseidi in estate, peccato che questa serata magica sarà disturbata dalla presenza di una bella una piena, come sapete le le “stelle cadenti” si osservano bene quando il cielo è completamente buio, ma Paolo Volpini, dell’Unione Astrofili Italiani (UAI), spiega che con un po’ di pazienza sarà possibile oservarle aspettando il culmine della notte, intorno all’una, quando le costellazioni si trovano nel punto più alto del cielo e la Terra incontra la parte più consistente del flusso di polveri lasciate dalle comete.

Questo autunno il cielo sarà comunque ricco di passaggi stellari sono infatti previste anche le piogge di meteore del delta Aurigidi, uno sciame di velocissime meteore ma di debole luminosità, e delle Tauridi, provenienti dalla regione a Nord della Balena.

Orionidi
Il passaggio delle Orionidi sotto della Via Lattea (fonte: TheBrockenInaGlory)

Le comete non sono altro che “avanzi della creazione del Sistema Solare” che si disgregano dando origine a questi sciami di piccole particelle che rimangono nella scia della cometa e sono distribuiti più o meno uniformemente lungo tutta la sua orbita ed entrando in collisione con la Terra, l’attrito con l’atmosfera da origine a queste scie luminose che amiamo chiamare stelle cadenti.

Quindi mentre aspettiamo la vera Cometa di Halley che passerà vicino a noi solo il 29 luglio del 2061 (il suo ultimo passaggio fu nel 1986), possiamo goderci lo spettacolo di questo sciame che passerà ad una velocità media di circa 238mila Km orari (Fonte NASA) sulle nostre teste!

La leggenda di Orione

Visto che vedremo qualche scia luminosa partire da Orione è giusto capire chi fosse questo personaggio che da vita ad una delle costellazioni più belle.

Orione

La leggenda narra che Giove, Nettuno  e Marte, giunti a Tanagra (vicino a Tebe in Beozia), furono ospitati e rifocillati da un povero contadino, Ireo, il quale si accorse della loro presenza divina e volle onorarli con il suo bene più grande, un bue. Gli Dei riconoscenti decisero di esaudire un suo desiderio, il quale non avendo più moglie avrebbe però desiderato un figlio; gli Dei si fecero portare la pelle del bue, lo irrorarono della loro “divina” urina e la seppellirono accuratamente, assicurando che, dopo 9 mesi ne sarebbe scaturito un bimbo, Orione.

Orione, in pochissimo tempo, divenne un gigante di straordinaria bellezza, tanto alto che, mentre scendeva da una montagna appoggiato ad un olmo, la sua testa era nascosta tra le nubi; Diana si innamorò di lui e lo prese al suo servizio facendolo ministro del suo culto e con lui andava a caccia.

Fino che un giorno Apollo, contrariato dall’amore che sua sorella Diana provava per il mortale Orione, decise di fare in modo che Diana stessa uccidesse con l’inganno Orione; ma visto il dolore della sorella a quella perdita decise di accogliere Orione e Sirio, il suo fedele cane, in cielo.

Dopo la sua morte, Orione ebbe a brillare in cielo formando la Costellazione di Orione, la più luminosa dell’Emisfero boreale. Una linea immaginaria, passante per le stelle della Cintura di Orione e prolungata verso sud-est, incontra la stella Sirio della costellazione del Cane Maggiore, il fido compagno di Orione.

Anche i sumeri avevano una loro versione della leggenda di Orione, il quale veniva individuato nel dio Uru-anna (luce del cielo) che, ogni anno, affrontava il toro celeste, Gud-anna, nell’allegorico scontro tra divinità da cui originava l’alternarsi  delle stagioni.

Ora che sapete tutto non vi resta che aspettare col naso in su le “stelle cadenti” ovvero le Orionidi ed esprimere i vostri desideri!

Valeria Bonora
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