Quando parliamo di bambini l’immagine che ci viene in mente è sempre la stessa, quello della piccola creatura indifesa da proteggere e curare, in modo che possa crescere forte e sana, ma spesso non vediamo un altro lato da curare, più delicato, più fragile che è quello che si nasconde dentro ogni piccolo bambino: l’autostima che è l’immagine di loro stessi che viene proiettata ogni volta che si guardano allo specchio.

Questa immagine può rafforzare un bambino o può creare danni all’Ego, a volte anche irreparabili.

Ma non pensate che l’autostima si danneggi solamente dando addosso o criticando quello che viene fatto, immaginate un bambino o un ragazzino al quale sono state date solo lodi, crescerà credendo di essere un superuomo una persona in grado di fare qualsiasi cosa, eppure fallirà anche lui perché capita nella vita di tutti di non eccellere in qualcosa ma a differenza di altri che sapranno come affrontare la sconfitta, questo superuomo potrebbe cadere in depressione, sentirsi un fallito, un buono a nulla, potrebbe perdere completamente la fiducia in se stessi e distruggere in un attimo quell’Ego che ha caratterizzato la sua vita facendogli credere di essere invincibile.

Lodare i Bambini

Il bambino deve percepire che i genitori comprendono e apprezzano il suo sforzo ma che non sono solo interessati alla riuscita della ‘performance’.

Rosanna Schiralli, psicologa e psicoterapeuta spiega: “La lode è premiante e rafforzativa: il genitore riconosce i meriti del figlio, cioè l’impegno speso per ottenere un risultato. Il bambino deve sentire che il genitore si immedesima nei suoi stati d’animo: così si rafforza l’autostima. Una lode al momento giusto è indizio di una relazione in cui c’è un’autentica condivisione”.

Ci sono delle lodi che non andrebbero mai fatte al bambino, ma che andrebbero utilizzate dando un giusto peso alle parole e un valore differente a seconda dei casi. Ricordate che un bambino è un essere che assorbe come una spugna ogni cosa, ogni sfumatura e ogni sguardo, ascolta e immagazzina anche a sua insaputa, e rielabora secondo le sue conoscenze le informazioni ricevute, e di solito le sue conoscenze non sufficienti a dargli la giusta prospettiva delle cose.

“Le lodi, quando si trasformano in costante bisogno di affermazione, non alimentano un’autostima sana nel bambino, ma finiscono per sviluppare delle caratteristiche narcisistiche”

Alcuni esempi di lodi “sconsiderate” sono quelle date senza importanza solo per esaltare l’Ego del proprio figlio: “quanto sei stato bravo alla partita“, “eri il migliore in campo“, “sei stato eccezionale“, “sei perfetto“, “sei il più intelligente di tutti“….

E queste sono, secondo uno studio condotto da psicologi dell’Università di Utrecht, il 25% delle lodi che i genitori danno ai loro figli, e sono sicuramente eccessive, disturbanti soprattutto per quei bambini che hanno poca autostima e che con questo continuo assillare di elogi si sentono inadeguati, frustrati e a disagio.

Inoltre un altro studio condotto presso la Stanford University ha dimostrato quanto i bambini sentendosi migliori degli altri pensino più alla ricompensa che otterranno piuttosto che al lavoro svolto.

Il suggerimento in questo caso è quello di elogiare la vera fatica fatta, e puntare sulle caratteristiche che si vogliono sviluppare maggiormente come a perseveranza e la dedizione: una frase semplice come “buon lavoro!” accompagnata da un abbraccio a volte è molto più apprezzata che un superficiale “eccellente” oppure un “bravo, come ti sei impegnato!” lo aiuteranno a capire che è stato bravo ad impegnarsi e non solamente a raggiungere quel risultato.

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Anche quando si lodano i bambini per le proprie capacità naturali come il canto, la musica, lo sport o l’arte bisogna prestare attenzione, vanno lodati per la loro perseveranza non per una loro caratteristica, vanno lodati per una cosa in cui ci hanno messo impegno e dedizione, non per una cosa che a loro viene naturale.

Inoltre questi elogi fatti alle caratteristiche innate di un bambino possono portarlo a pensare di poterlo fare senza problemi e senza impegnarsi troppo, e quindi vanno spronati a scegliere sfide più difficili per dimostrare la loro attitudine senza la paura di fallire, bisogna motivare i bambini e invogliarli a eccellere non ad accontentarsi.

Altro errore da non fare è etichettare i bambini: “sei un artista“,”sei un atleta“, “sei il migliore“… è vero fan piacere ma vengono limitati a pensare che loro potranno essere solo quello che gli è stato cucito addosso, invece di fargli intendere di essere in grado di fare quello che vogliono se solo si impegnano, bisogna aiutarli ad espandere il loro potenziale, perché un artista lo sarà solo quando lui stesso deciderà di esserlo, non quando gli verrà cucito addosso.

Lodare i Bambini

Oltre alle lodi spesso i genitori affiancano anche una minaccia per esempio “vedi come sei stato bravo? continua a studiare o rovinerai la media e andrai malissimo“. Le minacce per i bambini sono sempre più forti che le lodi e del complimento ricevuto percepiranno solo la parte negativa e penserà sempre che per quanto si possa sforzare non sarà mai a sufficienza, questo atteggiamento potrebbe portare ad un senso di disperazione e disfattismo.

Quindi quando il piccolo raggiunge un obiettivo è importante fargli capire che lo sforzo che ha fatto ha dato i suoi frutti, ma non puntualizzare il fatto di cosa sarebbe accaduto se lui non si fosse impegnato.

E mi raccomando mai aggiungere pressioni alla lode, crea ansia e aspettative che spesso non riescono a raggiungere e possono anche creare depressione; una frase del tipo “bravissimo, vedrai che domani farai ancora meglio” installa nel bambino un senso di inadeguatezza e incomprensione, “se sono stato bravissimo perché dovrei fare meglio?” e qui la paura del fallimento mette radici…

Lodare i bambini è una cosa difficile da fare, bisogna concentrarsi sul fatto che il messaggio che deve arrivare a loro sia quello di aver fatto un buon lavoro e devono essere soddisfatti dell’impegno messo, devono fare un buon lavoro per loro stessi e non per ricevere gratificazioni e ricompense, devono esser soddisfatti e devono anche essere in grado di capire che quando non ricevono delle lodi non vuol dire che hanno fatto un pessimo lavoro, semplicemente è così, non sempre verranno lodati e non sempre riceveranno delle gratifiche per quello che fanno.

In questo modo cresceranno più sicuri di se stessi e fiduciosi del loro lavoro, si impegneranno al massimo e non si aspetteranno niente in cambio e quando falliranno non si sentiranno dei perdenti, e sapranno che può succedere.

Valeria Bonora
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