Sta diventando sempre più reale il fatto che i bambini abbiano degli zaini più pesanti di loro quando vanno a scuola, e in effetti in qualsiasi cartella si guardi ci sono davvero tanti libri, quaderni, astucci tanto da arrivare ad avere dei pesi considerevoli; è per questo motivo che un’altra scuola si aggiunge alla lista di quelle “Senza Zaino”, un modello di scuola nato in Toscana all’inizio degli anni 2000, la primaria Don Caustico di Grugliasco che oltre ad aderire all’iniziativa ha anche fornito agli alunni una borsa in jeans fatta dalle maestre per portare lo stretto necessario da casa a scuola e viceversa.

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La dirigente Elena Sorrisio, la responsabile del plesso Maria Sofia e la maestra che ha seguito il progetto Gabriella Boscolo si dicono soddisfatte dell’iniziativa che per partire le ha viste coinvolte per un anno intero.

Scuola Senza Zaino

Il sindaco di Grugliasco Roberto Montà ha partecipato all’inaugurazione dell’anno scolastico della scuola Don Caustico che da quest’anno basa il suo insegnamento su tre valori fondamentali: la comunità, la responsabilità e l’ospitalità.

“Inaugurare l’anno scolastico con una nuova scuola è sempre emozionante […] L’ultimo investimento portato a termine che quest’anno scolastico si concretizzerà è il progetto “Scuole senza zaino” che si sperimenterà a partire da oggi nella nostra scuola primaria Don Caustico a borgata Lesna. Innovazione e progettualità che aiuteranno a favorire l’apprendimento e porteranno benefici ai nostri piccoli studenti. Benefici sia fisici perché non dovranno più caricarsi chili e chili di zaini sulla schiena, sia comportamentali visto che il progetto prevede la condivisone e la responsabilizzazione”.

Anche l’assessore all’Istruzione Gianna Pentenero è intervenuta il primo giorno di scuola e ha spiegato:

“Il progetto “Scuole Senza zaino”, realizzato alla primaria Don Caustico di Grugliasco, è un esempio di buona pratica che contribuisce a migliorare la qualità del rapporto scuola-famiglia è la dimostrazione concreta della capacità della scuola piemontese di innovarsi, adottando metodologie didattiche sperimentali, in grado di incidere positivamente sull’apprendimento degli studenti. Si tratta di una delle tante piccole e grandi iniziative che concorrono a fare della nostra una buona scuola, da tutelare e valorizzare. Il mio plauso va in primo luogo alla preside e al personale docente, per essersi messi in gioco e impegnati nella realizzazione del progetto, e all’amministrazione comunale, per averlo sostenuto. Nelle prossime settimane la Regione Piemonte, in collaborazione con l’ufficio scolastico regionale, dedicherà un convegno rivolto a tutte le scuole interessate a sperimentare questa interessante modalità didattica, a cui fino ad oggi hanno aderito una quarantina di classi”.

Scuola Senza Zaino

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Elena Sorrisio, dirigente del plesso scolastico afferma:

“Il nostro Istituto ha da sempre fatto dell’accoglienza e dell’inclusione la propria mission: “Senza zaino” rappresenta il modo migliore per realizzarla in modo completo e concreto. Gli spazi dell’aula e quelli della scuola, infatti, valorizzano l’idea di comunità, consentendo l’incontro e il lavoro insieme dei docenti e degli studenti: vengono arredati con mobilio funzionale e dotati di una grande varietà di strumenti didattici sia tattili sia digitali. Ciò permette agli alunni di acquisire indipendenza e autonomia, di essere protagonisti del proprio apprendimento attribuendosi le proprie responsabilità”.

Scuola Senza Zaino

“Un gruppo di insegnanti della nostra scuola ha compiuto il percorso di formazione per applicare il modello Senza zaino alle classi della scuola Don Caustico a Borgata Lesna: seguendo le indicazioni dei formatori, i docenti hanno sperimentato con successo la didattica innovativa proposta. Da quest’anno scolastico, a seguito delle delibere ufficiali degli Organi collegiali e soprattutto grazie all’Amministrazione comunale di Grugliasco che ci ha supportato nell’acquisto degli arredi, entreremo a far parte della Rete Senza Zaino”.

In pratica la scuola diventa una comunità dove ogni individuo collabora con gli altri pur mantenendo intatta la sua identità, le aule sono organizzate in modo da avere i banchi riuniti in isole da quattro alunni, con penne e pennarelli in condivisione, e palline da tennis sotto le sedie per attutire i rumori; ma ogni bambino ha il proprio nome sul banco e uno scomparto in una libreria dove custodire libri e quaderni senza doverli portare più sulle spalle.

Questo tipo di scuola oltre ad alleggerire il peso sulle spalle dei bambini, li carica di empatia verso i compagni, insegna la condivisione e aiuta l’organizzazione, a casa si porta solo il diario e magari un quaderno o un libro per finire i compiti o ripassare, in questo modo la responsabilità e la capacità di mantenere ordine vengono insegnati già da piccoli.

Valeria Bonora
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