Ho letto una cosa che mi ha allarmato parecchio, pare che in 45 Stati Americani non sia più previsto l’insegnamento e quindi la padronanza della calligrafia corsiva mentre invece si richiede la competenza ad utilizzare la tastiera alla fine della scuola primaria e precisamente dal terzo anno della primaria, con l’aiuto e il sostegno di un adulto, l’allievo utilizza la tecnologia per produrre e pubblicare propri scritti (in questo modo si sviluppa la sua competenza a servirsi della tastiera) come pure per interagire e lavorare con gli altri e quindi la scrittura a mano, in corsivo, viene perduta per sempre.

Scrivere a Mano

Nei paesi asiatici invece la calligrafia ha un valore culturale molto profondo, tanto che nelle scuole giapponesi e cinesi si affiggono in classe, nelle scuole primarie, le migliori pagine di ideogrammi. Le lezioni di calligrafia si prolungano ben oltre i primi anni della scuola primaria e ci sono corsi di calligrafia anche per adulti.

Anche nella cultura araba la calligrafia ha una rilevanza sostanziale; in Italia la scrittura in corsivo risale al cinquecento e molti documenti sono tutt’ora archiviati scritti in questo modo, perdere l’uso della scrittura in corsivo potrebbe essere una cosa deleteria per l’uomo ma scopriamone il motivo.

Scrivere a Mano

Molti studi dimostrano che scrivere a mano coinvolge aree del cervello più vaste di quante invece ne coinvolge la scrittura digitale; questo viene anche naturale da intuire perché scrivere a mano è complesso è un gesto che diventa istintivo solo dopo anni di insegnamento e allenamento, tutti ricordano le paginette che venivano scritte piene di A, B, C…. Era un modo per allenare il cervello a riconoscere le lettere e il corpo ad eseguirle correttamente, e attraverso la ricerca della precisione nel tratto vengono coinvolti i muscoli delle mani, braccia, collo e schiena.

Inoltre è anche dimostrato che chi scrive a mano impara a leggere più velocemente, riesce ad esprimere più idee e concetti di chi invece usa una tastiera e sicuramente aiuta l’apprendimento e la comprensione.

Lo psicologo francese Stanislas Dehaene spiega: “Scrivere a mano mette in moto un circuito neurale che ci farebbe gradualmente assimilare il gesto necessario a tracciare uno specifico segno. Ed è quel circuito a rendere più facili i nostri percorsi di apprendimento”.

Anche la psicologa Karin James descrive i risultati di un test effettuato nel 2012: ad alcuni bambini era stato dato il compito di riprodurre una lettera in tre differenti modi: su un foglio bianco, su una pagina che già conteneva un contorno tratteggiato della lettera e sullo schermo di un computer. Con l’ausilio di uno scanner cerebrale effettuato successivamente, fu chiaro che nel solo caso della scrittura a mano libera venivano attivate con intensità le stesse aree del cervello normalmente stimolate negli adulti alle prese con attività di lettura e scrittura.

Scrivere a Mano

Karin James spiega che è solo scrivendo a mano libera che il bambino deve in pratica imparare a compiere un percorso, senza disporre di nessun altro aiuto se non la possibilità di trarre tesoro dai propri errori: “All’inizio i risultati possono essere estremamente variabili ed è proprio in quella variabilità, e nella capacità di avvicinarsi sempre più al modello di riferimento richiesto, che risiede un altissimo potenziale di apprendimento”.

A rafforzare l’importanza della scrittura a mano c’è anche un altro studio di Virginia Berninger, dove a dei bambini è stato chiesto di scrivere in corsivo e con una tastiera, e anche in questo caso l’evidenza è che per farlo hanno stimolato aree del cervello completamente differenti: “Scrivendo a mano, i ragazzi non solo erano in grado di comporre più parole e più in fretta, ma anche di esprimere più idee e pensieri”.

Pare poi che una bella grafia attivi le stesse aree del cervello che vengono stimolate durante la memorizzazione.

Anche uno uno studio condotto da due psicologi, Pam A. Mueller di Princeton e Daniel M. Oppenheimer dell’Università della california dimostrerebbe che prendere appunti a mano, anziché col laptop o il tablet, potrebbe aiutare a fissare meglio i concetti e le nozioni. [Fonte Maria Konnikova – NY Times]

Anche la pedagogista Stephanie Müller ha preso a cuore il problema della scrittura a mano e in una sua ricerca è emerso che il  70% dei bambini che escono dalla materna non hanno i prerequisiti per imparare il corsivo per la loro mancanza di manualità e fisicità: “Oggi non si gioca più in strada, non ci si arrampica sugli alberi, non ci si allaccia le scarpe, non si corre e salta, non si infila un ago. Si premono tasti, o si tocca uno schermo, tutte cose che richiedono l’uso di altri muscoli rispetto a quelli per tenere in mano una penna, e che non consolidano la coordinazione necessaria a scrivere in corsivo”.

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Scrivere a mano è un’arte e rappresenta uno dei più immediati mezzi di espressione comunicativa, è pratico e non necessita di strumenti particolari, basta carta e penna o addirittura un gessetto e una lavagna ma anche un legnetto e della sabbia. La scrittura in stampatello o peggio ancora la scrittura attraverso una tastiera non è adatta per la mano e non facilita il gesto grafico, perché il gesto grafico viene continuamente interrotto e non favorisce né maggiore chiarezza né maggiore fluidità, continuità di tratto, rapidità ed efficacia nella scrittura.

Il corsivo (dal latino “currere”, che corre o scorre) è semplice ed efficace, valorizza il lavoro della mano e della mente, è una caratteristica personale e rivela l’identità di chi scrive, le sue attitudini, le potenzialità relazionali e affettive.

Scrivere a mano:

• è prendere coscienza di se,
• è espressione della propria personalità,
• è la più importante documentazione di se.

Non a caso la scrittura è come un’impronta digitale, personale ed unica, non esistono due grafie identiche, ognuno di noi ha la propria, ogni scrittura esprime qualcosa di noi, della nostra personalità e del nostro stato emotivo, che sia calma, rabbia o eccitazione.

Inoltre scrivere a mano tende a liberare la mente da altri pensieri, aiuta a concentrarsi su quello che si sta scrivendo e a liberare le tensioni e i nervosismi, a smussare la negatività e a rilassare mente e muscoli; durante l’atto dello scrivere ci si concentra sui movimenti sui tratti e sull’inchiostro che scivola sulla carta, e la mente è più creativa, libera, ogni forma di tracciato grafico personale: scarabocchio, scritto, disegno, ovunque fosse impresso: rivela sempre i mondi della propria coscienza e del proprio inconscio.

Scrivere a Mano

Scrivere un diario, per esempio, è liberatorio non perché lo si scrive sul pc con una tastiera ma perché si imprime su carta un po’ delle sensazioni del momento, si riesce a caratterizzare una frase, una parola, la si calca di più, la si sottolinea, la si ricalca, ed ogni parola rievoca un ricordo nel tempo che la si scrive e soprattutto la visione dei fatti si fa più chiara e i ragionamenti si sviluppano in modo più articolato. Non a caso quando si è arrabbiati viene suggerito di scrivere su un pezzo di carta una lettera con i motivi e sfogare così la frustrazione, una volta fatto ogni cosa prende una prospettiva diversa. Provate, in fondo la scrittura a mano è una costruzione artificiosa della propria immagine.

Valeria Bonora
Guarda il mondo attraverso i miei occhi