Ho un’amico che sta da cercando, da tanto tempo, un posto che lo faccia “sentire a casa”.
Sono certa che la sua ricerca finirà nel momento esatto in cui riuscirà a perdonare chi abitava con lui nella sua casa d’origine.

Il “perdono” è il più bel dono che possiamo farci per lavare il nostro Karma.
Il perdono è lo strumento che permette la conquista della vera libertà.
Il risentimento lega al passato e impedisce il fluire verso il futuro, l’atto del perdonare è collegato con il lasciare andare e porta ad accettarsi con amore: riattiva l’energia del chakra del cuore.
Perdonare è un sentimento di comprensione profonda.
Perdonare non vuol dire tollerare; la tolleranza infatti non permette alla persona che ci ha fatto del male di accettare la responsabilità di ciò che può averci inflitto.
Perdonare vuol dire abbandonare tutte le speranze di un passato migliore: perdonare permette di cominciare a vivere nel presente.
Abbandonare i risentimenti legate alle passate relazioni permette di aprirsi alle infinite possibilità.
Decidere di non perdonare significa scegliere di soffrire.

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Il perdono cancella il passato e permette di vivere il presente che è l’unica realtà.
Se riflettiamo sulla nostra vita passata una cosa sola impedisce di trovare la pace interiore: i rapporti non risolti.
Le popolazioni delle Hawaii ritengono che i rapporti non risolti tra due persone leghino mediante sottili fili eterici invisibili la schiena di una persona con quella dell’altra, per cui tra gli umani ci sarebbe una rete inestricabile di fili che impedisce il movimento inteso come libertà interiore.
Secondo la legge del Karma, infatti, ogni relazione non risolta crea un cordone che ci lega alla persona verso cui proviamo rancore.
L’energia che viene spesa nel portare dietro questi legami potrà essere impiegata, grazie al perdono, in modo da farci evolvere.

Ecco in sintesi in cosa consiste il perdono: finora ho provato risentimento nei tuoi confronti, adesso taglio questo legame, ti lascio libero e mi rendo libero.

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Il perdono è anche un mezzo per trovare pace nelle relazioni.
Perdonare se stessi è ancora più importante di perdonare gli altri.
Il perdonare non deve essere un processo mentale, ma deve venire dal cuore, dai sentimenti; in altre parole il perdonare non può essere ridotto a un processo decisionale, ma deve essere la risultante di una serie di esperienze emotive.
Perdonare libera da ogni pretesa di pagamento: libera dai sensi di colpa.
Ogni volta che ci si sente in colpa o si fa sentire qualcuno in colpa, gli si nega l’innocenza originaria.
Il perdono é il mezzo attraverso cui ritroviamo la nostra innocenza originaria.
Il perdono é il mezzo attraverso cui ritroviamo la nostra innocenza e quella degli altri.
Solo dopo aver perdonato, si scopre che non c’é nulla da perdonare.
L’illusione é che ci sia qualcosa da perdonare.
Perdonare libera dalle illusioni, mentre coloro che perdonano si legano a esse.
Il perdono è il mezzo con cui le illusioni svaniscono.

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La mente che non perdona é piena di paura e non offre spazio all’amore affinché sia se stesso.
La mente senza perdono é triste e senza speranza di sollievo e libertà dal dolore.
La mente senza perdono é tormentata dal dubbio, confusa su se stessa e su ciò che vede.
La mente senza perdono ha paura di andare avanti.
La mente senza perdono non crede che dare e ricevere sia la stessa cosa.
Senza perdono, la mente é in catene e crede nella sua futilità.
Naturalmente bisogna perdonare sempre al livello adatto a noi.
Se non siamo pronti a perdonare qualcuno che ci ha fatto del male non sentiamoci colpevoli, ma abbiamo fiducia, che lo potremo perdonare in un secondo tempo. Questo é importante perché il vero perdono non si fa con la testa, ma con il cuore.
Ho consigliato al mio amico la Dieta del Perdono.

Dieta del Perdono

É stata ideata da Sondra Ray e si basa sul Vangelo di Marco: “Non perdonerai sette volte, ma settanta volte sette.”
Nella numerologia il settanta è il numero del completamento:
scrivi in maniera istintiva, di getto, l’elenco dei torti che hai subito dalla persona che vuoi perdonare.
Scrivi per settanta volte ogni giorno per una settimana questa frase:

“Io (scrivi il tuo nome) perdono (nome della persona da perdonare) completamente.”

É necessario scrivere ogni giorno, se un giorno si salta si deve ricominciare da capo.
É una sorta di preghiera, un rituale: il saltare un giorno manifesta delle resistenze inconsce, per questo é importante ricominciare da capo, probabilmente c’è bisogno di più tempo di pratica per riuscire a perdonare questa persona.

Ovviamente l’ottimo sarebbe seguire per filo e per segno la tecnica, ma personalmente vi consiglio, al posto di abbandonare la pratica, almeno di leggere 70 volte la frase scritta per una settimana.

Comincia cosí l’avventura di un ritorno a casa tanto sospirato, il fedele viaggio attraverso le terre del perdono nel calore di abbracci che commossi, respirano il singhiozzo di una gioia ritrovata.
Comincia così, nel volto di un bambino che rinviene a casa, la stagione della libertà senza confini, dove restare insieme è un girotondo di sguardi e di mani che si stringono…per non lasciarsi mai più…!
Comincia così, sotto l’arcobaleno di un radioso sorriso frutto dei temporali del passato, la stagione della pace.
Ed è un canto che, come una ninna nanna, si diffonde lento e dolce, raccontando di orchi tramutati in padri fragili…di streghe trasformate in madri infelici…di storie di adulti tiranni, ingiusti, freddi o severi che, a ben osservare, hanno fatto del loro meglio…E che di più proprio non potevano fare.
Comincia così, la pioggia di occhi umidi di calde e liberatorie lacrime che scioglie i nodi della rabbia in una riconciliazione profonda, dove tutto è davvero al posto giusto.
Comincia così, il racconto dei silenzi in cui ci si era barricati a trattenere il respiro, nel titanico sforzo di cacciare via lo spasimo del cuore.
Comincia così, il dondolio di un’anima che non ha mai smesso di pregare e di rimanere appesa, con le sue tenere manine, ai bordi del cielo per cercare, nel tempo delle ore più scure, di tirarlo giù, a mantenere vivo il desiderio d’infinito.
Comincia così un nuovo giorno di spalle finalmente leggere, dove dirsi ti amo è amore vero, dove prendersi per mano è il viaggio di tutta una vita!

Chiara Benini

Bibliografia
“Lavaggio emozionale REM”, Osvaldo Sponzilli, Enza Carifi, Edizioni Mediterranee
“Impariamo ad amare”, Pietro Lombardo, Casa Editrice Vitanuova