Operation CALDERON, il filmato dei test di armi batteriologiche

E’ stato desecretato un video poco tempo fa che mostra un esperimento condotto in Gran Bretagna sulle armi batteriologiche, un video che risale ai tempi della guerra fredda, un video del 1952 dove 83 macachi e 3500 porcellini d’india vennero sacrificati per testare la potenza di una nuova arma.

Vivisezione degli anni 50, non è più così… forse.  Il video è stato reso pubblico grazie alle pressanti richieste di Mike Kenner, un attivista inglese.

Il video mostra delle scimmie costrette in delle casse da cui fuoriesce solo la testa e i porcellini d’india chiusi dentro delle scatole. Gli animali sono caricati su una nave da uomini vestiti di tute anticontaminazione. Dopo qualche minuto si vede un’esplosione e una nuvola, carica di agenti patogeni della peste bubbonica, avvolge gli animali.

Tutti gli animali moriranno nel giro di pochi giorni. Secondo quanto rilasciato dal ministero della difesa, gli esperimenti vennero compiuti al largo di Lewis Island, a nord ovest della Scozia. I test vennero condotti per preparare una risposta ad un potenziale attacco nucleare sovietico, cui la Gran Bretagna avrebbe risposto utilizzando appunto armi chimiche e batteriologiche.

Durante gli esperimenti si verificò anche un incidente: il peschereccio Carella attraversò l’area contaminata dagli esperimenti. I marinai furono seguiti per 21 giorni, senza però essere informati dell’esposizione alle micidiali armi chimiche. Fortunatamente nessuno dei marinai si ammalò, e i militari distrussero tutti i documenti relativi al caso. Il ministero della difesa avvertì i pescatori del pericolo corso solo 50 anni dopo, quando il segreto militare decadde.

[fonte LaStampa.it]

Di seguito il filmato dell’esperimento e le spiegazioni… e a voi le considerazioni…

ATTENZIONE! Questo filmato, “Operazione Calderone 1952“, contiene immagini che alcuni spettatori potrebbero trovare sconvolgenti.

 

Nel 2008, il Ministero della Difesa ha chiarito che gli eventi ritratti in questo film 60 anni [compreso l’uso di animali vivi] in nessun modo rappresenta la pratica corrente. Si tratta di un record storico di procedure sperimentali UK Biological Warfare research che erano in uso più di 60 anni fa, e deve essere considerato come tale.

Operation CAULDRON

Nel 1951, furono presentate proposte dal Centro Studi microbiologica, Porton Down (il UK Government’s Chemical and Biological Warfare research facility) di effettuare una vasta serie di esperimenti a cielo aperto di Biological Warfare (BW), ovvero armi biologiche.
Questa serie di esperimenti coinvolgeva due serie di esperimenti di armi batteriologiche con due agenti “caldi” : la Brucellosi (Brucellosis) e l’ Yersinia pestis (Plague). L’intera serie di esperimenti prese il nome di “Operation CAULDRON.

Il sito scelto per lo svolgimento disi trovava a mezzo miglio dalla costa, nei pressi di Tulsta Head e Cellar Head, a nord-est dell’isola di Lewis. Il luogo sembrava ideale perché li in un anno medio ci sarebbero stati 28 giorni giusti nei mesi tra giugno-settembre in cui le prove sul campo potevano avere luogo. Il permesso di utilizzare questo sito è stato autorizzato dal Segretario di Stato della Scozia.

L’idea centrale dell’operazione è stato l’uso di un “isola galleggiante”, ormeggiata sul posto. Fu utilizzato n “Spud Pontoon” opportunamente modificato: in sostanza, si trattava di una scatola rettangolare,di 200 piedi per 60, con 24 compartimenti stagni.

Alcuni comparti furono inondati, in modo che il pontone mantenesse un profilo basso in acqua e poi riempito fino a quando il bordo di bolina non fu a livello con l’acqua: veniva così ​presentato al vento un piano inclinato che degradava, in questo modo l’aria non creava disturbi.

Un “arco” di cavie (animali vivi, porcellini e macachi) e dei punti di campionamento, alla distanza di 25 m di raggio, furono istituiti sul ponte: il centro di questo “arco” era a 25 m oltre il bordo basso e la fonte veniva sostenuta da una boa galleggiante. La fonte dei virus era o una bomba o di un dispositivo spray.

I compartimenti, non necessari per le inondazioni, furono modificati per tenere gli animali e le attrezzature di campionamento; altri scomparti sono stati richiesti per macchinari usati per inondazioni.

La procedura proposta era quella di portare a bordo, su di una piccola barca, le attrezzature e gli animali per 2 o 3 prove, istituita per la prima prova e mettere il resto in camera “pulita”, lasciando gli uomini nei compartimenti stagni con l’apparato di radiocomando a distanza: gli uomini sul pontile avrebbero poi rapidamente modificato il layout per essere pronti ad un’altra prova.

I laboratori, gli alloggi per gli animali “puliti” (sani) e “sporchi” (malati, contagiati, assassinati n.d.r.), e gli alloggi per tutto il personale sono stati forniti tramite una modifica relativamente semplice della nave di controllo, HMS Ben Lomond, che giaceva ormeggiata a breve distanza, ma in sicurezza.

La prima prova sul campo fu condotta il 26 maggio 1952 – l’ultimo alla fine di settembre 1952. Il personale civile e di servizio che furono coinvolti in CALDERONE ammonta a 158 anime. Circa 45 visitatori hanno partecipato per 2-5 notti durante il processo.
Come il film dimostra, almeno in un’occasione, dignitari locali dell’Isola di Lewis visitato la nave di controllo (HMS BEN LOMOND) durante le prove.


Nel 1953, gli scienziati tornarono sull’isola di Lewis per condurre una nuova serie di prove biologiche in campo militare. Queste prove sul campo, nome in codice Operazione Espero, comportarono la diffusione di due tipi di agenti batteriologici: la Brucellosi e la Francisella tularensis (o Pasteurella tularensis).

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Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 02/10/2012
Categoria/e: Animalismo, Primo piano, Sfruttamento, Vivisezione.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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