Abbiamo perso, completamente perso la nostra parte più istintuale, quella che ci connette con la nostra anima, il nostro corpo, il mondo intero. Per fortuna l’abbiamo solo persa ed essa si trova ancora lì, soffocata da mille strati di informazioni, paure, divieti… ma possiamo farla riemergere e farla tornare a vivere. Basta un bel po’ di buona volontà!

Siamo arrivanti al punto in cui per capire se stiamo male oppure no dobbiamo misurarci la febbre e il risultato può cambiare completamente come ci sentiamo: se abbiamo un malessere e la febbre non c’è allora non c’è giustificazione al nostro stare male, ce lo facciamo passare e continuiamo la giornata come se niente fosse; se invece il termometro segna una temperatura più alta del normale allora il nostro malessere è giustificato e possiamo prenderci del tempo per riposare e per stare ancora più male.

Abbiamo bisogno di misurazioni oggettive della realtà che ci possano guidare da una parte o dall’altra del nostro cammino. Se questa lettura oggettiva della realtà è utile in determinati casi, in molti altri ci fa perdere il contatto con noi stessi: non possiamo affidare la scelta a strumenti esterni a noi, dobbiamo assumerci la responsabilità di decidere seguendo il nostro sentire… già il nostro sentire, questo sconosciuto!

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Ognuno di noi ha in se’ una guida istintuale potente e importantissima. Non è solo una parte istintuale selvaggia, quella che appartiene all’animale, quella che porta la mamma gatta a cercare un rifugio per partorire e che da sola, senza che nessuno glielo abbia insegnato, dà alla luce i suoi piccoli. Parlo anche di tutta quella parte istintuale che è più consapevole, che non hanno gli animali perchè a loro non serve!

Ritornando all’esempio della febbre. Se oggi non mi sento in forma e non mi affido al termometro, cerco di sentire il mio corpo e i messaggi che vuole inviarmi. Mi lascio trasportare dalla stanchezza e cerco di non soffocarla: cosa vuole comunicarmi?

Tutto ha a che fare con la capacità di vivere l’attesa e con la tendenza contraria odierna a fare tutto di fretta. La misurazione con il termometro oltre a darci una lettura oggettiva della realtà lo fa nell’immediato, annulla l’attesa e tutto ciò che essa porta con sé (la riflessione, la scoperta di vie nuove, il ripensamento, l’agitazione, il coraggio… lo sviluppo del sentire).

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Che faticoso ai giorni d’oggi vivere l’attesa! Invece di immergerci in essa accogliendola a braccia aperte con la curiosità di nuove scoperte, la uccidiamo sul nascere perché non la sappiamo più gestire, non sappiamo più vivere il presente, non sappiamo più gustarci la bellezza del non sapere focalizzandoci invece sul sentire! Quante cose così che ci perdiamo, quante meraviglie che non riusciamo a scorgere, quanto tempo sprecato a cercare di raggiungere certezze di cristallo…

Per sentire la nostra anima e quella degli altri vi consiglio di provare a vivere in mille modi l’attesa: è un gioco difficile ma bellissimo ed esercitandovi ci prenderete gusto e non potrete più farne a meno! E vedrete che pian piano si apriranno in voi sensibilità che non avete mai sperimentato.

Lunga vita all’attesa allora! Eccovi alcuni esercizi che potete fare per risvegliare il vostro sentire:

1- Se vi sentite male non andate nell’immediato a dare un nome medico al vostro malessere, ascoltatelo senza definirlo, fatevi trasportare dal messaggio che vuole donarvi quel sintomo.

2- La gravidanza è un periodo di attesa obbligata: per fortuna non è possibile non viverla! E’ un’opportunità bellissima per ritornare a sentirvi: non fiondatevi subito a fare un test per capire se aspettate un bambino, gustatevi alcuni giorni di attesa, sentite il vostro corpo, i messaggi che vuole trasmettere la vostra anima. Custodite nel cuore il segreto del sesso del bambino, non è importante saperlo prima della sua nascita, attendete che sia lui stesso a rivelarvelo! Cercate di vivere i 9 mesi con naturalezza e se ansia o agitazione vi avvolgono prendeteli come segnali, come messaggi per voi che vi guidano a cambiare delle cose.

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3- Non dite e non chiedete i dettagli, filo per segno, di un evento importante come un matrimonio o una festa speciale: viveteli al momento!

4- Mantenete i vostri segreti e quelli degli altri: custodirli in voi è un modo di rispettarli e di vivere con saggezza il momento che precede la loro possibile rivelazione.

5- La vita si può definire come una lunga attesa: meglio trascorrerla volendo che passi in fretta o gustandola pian piano con le mille meraviglie che può donarci?

Vi auguro una miriade di attese costruttive che vi porteranno sicuramente a sentire e a conoscere il vostro vero Io…

Elena Bernabè