Santi e maestri, uomini di corte e amanti, signori e tiranni, alchimisti e uomini di scienza hanno cercato, in tutti i tempi, la risposta alla domanda sulla vita e la morte, la giovinezza e l’invecchiamento, fino all’immortalità.
Possiamo respirare, muoverci, mangiare, pensare, parlare, avvertire sensazioni, essere creativamente attivi solo perché l’energia anima i nostri corpi.
Da due millenni yogi e Lama tibetani hanno sviluppato tecniche ed esercizi idonei ad attivare questa energia all’interno e all’esterno del corpo.

Uno dei metodi più facili ed estremamente efficaci per recuperare e conservare la salute, la longevità e vitalità e per attivare il nostro potenziale creativo è costituito dai Cinque Tibetani.

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Questi semplici riti, provenienti dai monasteri del Tibet e rivelati al mondo occidentale da Peter Kelder negli anni 30, sono un elisir vitale, una misteriosa porta per accedere alla longevità e alla fonte della giovinezza.
Il rito è un’azione fatta con coscienza, una meditazione corporea che ci riconduce a noi stessi.
I cinque tibetani ci consentono di “tornare a casa”, di entrare in ogni angolo del nostro corpo per incontrare di nuovo noi stessi nel centro del cuore e nel nucleo di ogni singola cellula.
Questa meditazione corporea è fatta di movimenti consapevoli durante i quali è importante rimanere presenti in ogni momento, stare “qui e ora” con tutti i sensi e con tutta la nostra attenzione.

I cinque tibetani lavorano sui sette chakra principali e su tutte le ghiandole ad essi collegate, ma anche su tutti i meridiani della medicina tradizionale cinese e sulle emozioni ad esse collegate.

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L’attenzione e la consapevolezza del movimento fatti in connessione con il respiro determinano diversi effetti:
– a livello mentale i cinque tibetani sgombrano la mente aiutando il cervello a ricercare cause e a elaborare soluzioni;
– a livello emotivo aiutano a sciogliere le emozioni non espresse che sono rimaste imprigionate nel corpo aiutandoci ad accettarle e a perdonare;
– a livello energetico provocano l’aumento del flusso di energia nei canali aiutando l’intero sistema;
– a livello fisico equilibrano circolazione e linfa, migliorano il sistema immunitario e tonificano il corpo, rimuovendo le contratture.

Se ti ho incuriosito e li vuoi provare ti do’ qualche consiglio che durante la pratica fa la differenza.

1- Se ti è possibile esercitati ogni giorno.
2- Trova nel corso della giornata l’ora giusta, possibilmente prima dei pasti.
3- Dovresti essere digiuno da almeno due ore, meglio ancora se da quattro ore.
4- Prenditi dieci-quindici minuti solo per te.
5- Fà in modo di non essere disturbato dal telefono, dal cellulare o dal campanello di casa.
6- All’inizio ripeti ogni posizione per tre volte.
7- Ripetile ogni settimana una o due volte in più, fino a raggiungere le ventuno volte.
8- Cerca però di non sforzarti mai troppo.
9- Fa’ in modo che siano la saggezza e l’intelligenza del tuo corpo a decidere quale sia il numero di esercizi adatto per te in quel momento.
10- Rispetta la successione degli esercizi; si supportano e si completano l’uno con l’altro.
11- Ogni movimento, estensione o piegamento serve ad equilibrare il precedente.
12- Fa’ molta attenzione ad accompagnare ogni movimento con una corretta respirazione.
13- Un ciclo di respirazione corrisponde ad un movimento completo.
14- Il tuo ritmo naturale di respirazione guida il movimento.
15- Respiro e movimento si accordano tra di loro in maniera semplice, armonica e ritmica, come in una danza giocosa.
16- Procedi con ogni estensione fino al limite della tua capacità di movimento.
17- Assieme alla flessibilità del tuo corpo si dilata e si sviluppa la tua percezione e cresce la tua consapevolezza.
18- Raccogliti nel tuo centro; cerca di capire se il tuo centro si trova nel basso ventre, nel plesso solare o al centro del cuore.
19- Considera i cinque riti come se fossero un tipo di meditazione corporea.
20-Ricordati in ogni momento di far sì che il movimento accada secondo questo percorso: dal voler esercitarsi al lasciare che l’esercizio avvenga, fino al farsi guidare dall’esercizio.
21- Questa sequenza garantisce i migliori risultati.
22- Per eseguire i cinque riti come se fossero un tipo di meditazione corporea ti raccomando di tenere gli occhi chiusi durante l’esercitazione.
23- Nel corso dell’esercizio concentra la tua attenzione esclusivamente sul tuo corpo e sulla respirazione. Questo consentirà alla tua mente di rimanere tranquilla.
24- Una respirazione profonda e consapevole ti aiuterà in questo compito.
25- Ricordati che la tua natura “IO SONO” è saggia e sconfinata, al contrario della ragione con tutte le sue proiezioni e aspettative su te stesso, come anche sugli esercizi e sui loro effetti.
26- Presenza e consapevolezza in ogni momento costituiscono la chiave per “tornare a casa”, la chiave per il tuo corpo. Esse ti portano negli angoli più segreti del tuo cuore e ti guidano verso te stesso, alla verità e all’essenza di cui tu sei effettivamente costituito. Esse ti collegano con l’energia vitale dell’universo che scorre potente e risanatrice attraverso di te.

Pratica

Primo tibetano

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In piedi con le gambe leggermente divaricate porta le braccia aperte ai lati del corpo con le mani rivolte verso il basso e le dita unite. Gira su te stesso in senso orario (verso destra) dalle 3 alle 21 volte a seconda del tempo da cui pratichi.
Appena finito unisci i piedi, metti le mani sui fianchi ed esegui la Respirazione Purificatrice.
Inspira con il naso ed espira con la bocca formando una “O” con le labbra.
Questa respirazione contrasta il senso di vertigini e/o nausea che il primo rito può portare.
(Questo movimento rotatorio é lo stesso che viene eseguito dai Dervisci che ruotano per entrare in connessione meditativa con il divino.)

Secondo tibetano

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Sdraiato sulla schiena con le braccia lungo il corpo inspira ed espirando solleva la testa, con il mento basso, e contemporaneamente solleva le gambe portandole perpendicolari al pavimento. Ritorna a terra lentamente inspira e ripeti il movimento.
Questo esercizio si può eseguire con le gambe piegate e sostenendo con le mani la testa in caso di problemi alla colonna vertebrale.

Terzo tibetano

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In ginocchio, porta le mani sui glutei e il mento vicino al petto. Inspirando inclina testa, spalle e schiena all’indietro. Apri la bocca inarcandoti, per distendere meglio i muscoli anteriori del collo, poi torna in avanti espirando attraverso il naso o la bocca.

Quarto tibetano

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Siediti a terra con le gambe tese e i piedi divaricati alla larghezza del bacino.
Appoggia le mani sul pavimento ai lati del bacino.
Inspira aprendo il petto in avanti e solleva il bacino in modo da formare un angolo retto con le ginocchia. La testa segue il movimento rimanendo in linea con la colonna vertebrale.
Torna alla posizione iniziale espirando.

Quinto tibetano

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Per prendere le misure siediti sui talloni e allunga le braccia avanti appoggiando le mani a terra con le dita ben aperte. Inspira ed espirando stendi le gambe, ruota il sedere verso l’alto, avvicina le scapole e abbassa le spalle, tieni la testa in linea con la colonna vertebrale, in questo modo assumerai la forma di una V rovesciata (posizione del cane a testa in giù). Inspirando scendi con la pancia, apri il petto, porta lo sguardo verso l’alto e spingi i talloni indietro (posizione del cane a testa in su).

Chiara Benini

Bibliografia
I cinque tibetani”, Maruscha Magyarosy, Edizioni Mediterranee
“I cinque tibetani e il sì che guarisce“, Maruscha Magyarosy, Edizioni Mediterranee
Lo yoga dei cinque tibetani”, Irene Roman, Bruno Editore