Ciclabile delle Dolomiti: la perla del cicloturismo in Italia

Il cicloturismo in Italia può vantare una perla: la ciclabile delle Dolomiti. Costruita sulla linea ferroviaria dismessa che univa Dobbiaco a Calalzo di Cadore, si snoda lungo 75 Km nell’incantevole scenario montuoso già riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, offrendo agli amanti delle due ruote la possibilità di ammirare cime maestose e di scoprire luoghi ricchi di storia, tradizioni, sapori e bellezze architettoniche.

La ferrovia fu costruita durante la Grande Guerra per le esigenze belliche del Regno d’Italia. Destinata in seguito a usi civili, ebbe un ruolo notevole durante le Olimpiadi invernali di Cortina del 1956, prima del declino e del definitivo abbandono nel corso degli anni Sessanta. Oggi quell’antico percorso è tornato a risplendere in tutta la sua bellezza, poiché l’83% del tracciato è stato riutilizzato per questo suggestivo itinerario ciclabile ricavato dal sedime ferroviario, che ha mantenuto in vita ponti, gallerie e altre infrastrutture dei tempi di guerra. Su quelle linee destinate a portare truppe e rifornimenti al fronte, dove gli uomini si affannavano per andare a morire, oggi si pedala in santa pace all’insegna della mobilità dolce e del turismo sostenibile.

La ciclabile delle Dolomiti si configura come un percorso straordinario, ben attrezzato e segnalato, adatto a tutti e con pendenze moderate. Un’esperienza unica «dalle Tofane alle Marmarole, passando ai piedi del Pelomo, del Sorapis e dell’Antelao, dove le guglie dolomitiche emergono da fitti boschi e si specchiano in laghi e corsi d’acqua», si legge sul sito ufficiale. L’itinerario tocca alcune delle più note località turistiche del bellunese e risulta ben collegato sia a nord con i centri della Pusteria e verso l’Austria, che a sud con Venezia tramite percorso ciclabile. Dalle Dolomiti al mare per una vacanza alternativa e spettacolare che parte da Dobbiaco, cittadina dell’alta Pusteria raggiungibile con sistemi di trasporto integrato treno-bici e autobus-bici. Vediamo nel dettaglio le caratteristiche principali delle quattro tappe.

Dobbiaco-Cimabanche (Km 17,40)

Dalla stazione, capolinea del servizio bici+bus, il percorso procede verso Brunico. In via Ladro inizia la cavalcata dolomitica, che una volta superato lo stadio di sci conduce al meraviglioso lago di Dobbiaco, noto per le sue acque cristalline. Siamo ancora nello scenario contrassegnato dalle linee dolci della val Pusteria: piacevoli e morbidi saliscendi introducono alla piana del lago di Landro, preceduto da una splendida vista delle tre cime di Lavaredo, che si stagliano imponenti sul basamento di roccia della val Rimbon, e dal passaggio intorno al piccolo cimitero militare di Nasswand. Dal lago di Landro si possono ammirare i monti Piana e Cristallo, prima che il tracciato torni a salire in modo più netto verso la rinomata località di villeggiatura di Carbonin. In questo tratto dell’itinerario ciclabile lo sterrato si presenta compatto, ben battuto e di alta qualità, garantendo una percorrenza piacevole e non troppo faticosa. Cimabanche si raggiunge dopo 350 metri di dislivello in salita: qui si trova un noleggio bici e vi sono possibilità di approvvigionamento idrico. Dopo lo scollinamento, sulla sinistra è visibile un laghetto con le montagne che cingono Cortina ben delineate sullo sfondo.

Cimabanche-Cortina (Km 13,6)

La discesa verso la “Regina delle Dolomiti” è davvero entusiasmante. Il percorso si insinua nel bosco, corre lungo un torrente e tocca Ospitale (un tempo luogo di sosta per viandanti) e Fiames, dopo aver superato alcuni speroni rocciosi, le gallerie della vecchia ferrovia e ponti sospesi. Protagonista assoluta un’incantevole natura con i suoi profumi, fruscii e colori. Prima di entrare a Cortina d’Ampezzo il fondo diventa asfaltato e si raggiunge la stazione degli autobus. A questo punto è immancabile una visita in quella che è una delle più rinomate ed esclusive località montane del mondo, una vera e propria perla. Corso Italia, la basilica minore dei SS. Filippo e Giacomo, l’edificio storico “Ciasa de Ra Regoles” che ospita  tre musei  (paleontologico, etnografico e d’arte moderna), i negozi del centro e i numerosi ristoranti tradizionali rappresentano le principali attrazioni, senza dimenticare le due spettacolari funivie per le Tofane e per il Faloria, importanti mete per lo sci alpino visto che ospitano le gare di coppa del mondo.

Cortina-Borca (Km 14)

Oltrepassata la stazione di partenza della funivia del Faloria si percorre l’affascinante ponte della ferrovia (occhio ai pedoni!), per poi proseguire lungo la pista ben segnalata. Nei pressi di Zuel merita attenzione il vecchio trampolino olimpico di Cortina. Inizia poi il falsopiano in discesa con lo splendido panorama delle vette dolomitiche (Croda de Lago, Pelmo, Croda Martora, Antelao ecc.) e della valle del torrente Boite. Si giunge quindi a San Vito di Cadore, importante centro turistico con buone attrezzature ricettive e impianti di risalita, noto per le sue bellezze storico-artistiche (citiamo le chiese della Beata Vergine della Difesa – fine XIV secolo –  e della Beata Vergine della Salute nel villaggio di Chiapuzza) e per il lago di Mosigo, circondato da boschi e ben servito da impianti sportivi e ricreativi. Lungo il percorso rimarrete deliziati dalle caratteristiche vecchie stazioni, che spiccano per il loro originale stile. Quella di Resinago, nei pressi di San Vito, è stata convertita in museo. La ciclabile in leggera discesa, sempre ricca di panorami mozzafiato, fa tappa poi a Borca di Cadore, che si estende tra i massicci dolomitici del Pelmo e dell’Antelao, là dove la valle del Boite si apre in ampi pianori di abetaie.

Borca-Calalzo (Km 23)

Dopo l’attraversamento di Borca di Cadore, la ciclabile corre lungo il corso del Boite che  prosegue verso sud. Il tragitto si arricchisce così di numerose mete d’interesse turistico, quali il mulino Varettoni a Vodo, il lago di valle di Cadore e il centro storico di Pieve di Cadore. Dopo Peajo  il percorso è movimentato da due brevi saliscendi e giunge a Venas di Cadore. Da qui si diparte la rotabile per Cibiana, il paese dei murales. Per una sua eventuale visita bisogna percorrere una deviazione di circa quattro Km, che raggiunge il fondovalle per attraversare il Boite e poi risale sino ai 1034 metri di altitudine del centro paese. Nel complesso l’itinerario ciclabile consente di raggiungere il traguardo di Calalzo in piena sicurezza grazie a sottopassaggi e ponti. Dopo l’ingresso a Tai di Cadore, è consigliabile seguire la strada principale verso Pieve, per concedersi una visita al vero centro storico, geografico e culturale del Cadore, posto fra i colli Contras e monte Ricco, alla confluenza dei fiumi Boite e Piave.

Questo comune di oltre 4.100 abitanti è anche il luogo di nascita del celebre pittore Tiziano Vecellio, a cui è intitolata la principale piazza cittadina, dove spiccano la statua di bronzo dell’artista e il bellissimo Palazzo della magnifica comunità del Cadore. Pieve ospita ben tre musei (Museo Casa Tiziano, Museo archeologico della magnifica comunità del Cadore e Museo dell’occhiale) e la Casa di Babbo Natale nel Parco comunale del Roccolo, meta adorata dai bambini di tutta Italia. Gli amanti della storia non possono invece lasciarsi sfuggire il forte che durante la Prima guerra mondiale ospitava le batterie tese a sbarrare la strada alle valli del Piave e del Boite, posto sull’altura di fronte a piazza Tiziano. Meta finale della ciclopista è Calalzo di Cadore, dove si trova anche la stazione ferroviaria che consente i collegamenti con il capoluogo di provincia Belluno e con la pianura veneta. Il traguardo della ciclabile delle Dolomiti coincide con una graziosa cittadina che oltre al patrimonio artistico (da non perdere la chiesa di San Biagio), presenta un interessante sito archeologico e offre molte possibilità di escursioni naturalistiche, tra le quali ci limitiamo a citare la cascata delle Pile in val d’Oten. Appena usciti dall’abitato vi accoglierà la meravigliosa veduta delle Marmarole, che si stagliano in tutta la loro altezza sulla conca del Cadore.

Il piacere delle due ruote e lo spettacolo delle Dolomiti: un’esperienza davvero unica per gli amanti dello sport e della natura.

Per maggiori informazioni visitate il sito internet www.ciclabiledelledolomiti.com

Marco Grilli

 

Marco Grilli

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avatar Articolo scritto da Marco Grilli il 06/06/2016
Categoria/e: Primo piano, Viaggiando Eticamente.



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