Taranto: aumentano i tumori per colpa dell’Ilva

A Taranto, nel quartiere Tamburi, si trova l’Ilva, uno stabilimento enorme di acciaieria. E proprio in questa zona gli abitanti hanno il timore di controllarsi la salute, paura di scoprire di essere ammalati.

Sì perchè una volta su due la malattia c’è e può essere un tumore, un polipo maligno, una leucemia.

Francesco Fanelli ha visto la propria famiglia ammalarsi e morire di questi mali. Ma quando è toccato alla figlia ammalarsi di leucemia è scappato. Ha fondato un’associazione chiamata “9 luglio 1960″, una data che segna un confine significativo: è la data dell’inizio delle operazioni di costruzione dell’Ilva, è “il giorno in cui giardini, frutteti, ruscelli e una fresca aria curativa hanno lasciato il posto a questa grande industria”.

I veri e propri veleni rilasciati dall’acciaieria si infiltrano in ogni dove e le persone si ammalano e poi muoiono.

Fabio Matacchiera, attivista del Fondo Antidiossina Taranto Onlus, racconta: “Già vent’anni fa prelevammo dei campioni di sedimento marino davanti agli scarichi dell’Ilva. Il responso clinico fu impietoso: si trattava di rifiuti tossico-nocivi. Tra questi spicca la massiccia presenza di benzo(a)pirene. E’ un contaminante categoria 1 presente nella quantità di oltre 92mila microgrammi per chilo di peso secco. Il contatto con questo inquinante , per dare un’idea, equivale a fumare circa duemila sigarette in un anno”.

Vogliamo concludere questo articolo con le parole del primario di Ematologia all’ospedale S. Annunziata di Taranto: “Qui abbiamo il doppio di incidenza di leucemie acute nei bambini rispetto al resto d’Italia. Come si fa a non rendersene conto? Provo sconforto perché sono dieci anni che denuncio l’aumento di queste malattie ma l’unica risposta che mi è stata data negli anni dalla politica e dalle autorità è che sono un medico terrorista. Ora dovrebbero sapere che il 40% di questi bambini affetti da leucemie acute non ce la fanno a sopravvivere. Muoiono dopo qualche mese. E spesso si tratta di bambini che non hanno nemmeno un anno di vita”.

 

Fonte: Corriere.it

 

 

Dott.ssa Elena Bernabè

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avatar Articolo scritto da Dott.ssa Elena Bernabè il 27/09/2012
Categoria/e: Ambiente, Inquinamento, Primo piano.

Responsabile della redazione. Laureata in psicologia, appassionata di tematiche ambientali, animaliste ed equosolidali. Assetata di verità e disposta a tutto per ottenerla. Ama scrivere e creare in tutte le sue forme

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