In tutti gli Stati Uniti i cani e i gatti che dopo circa 15 giorni in canile o in gattile non vengono adottati o reclamati dal proprietario, vengono soppressi.

E ciò avviene per legge: a tutti i canili pubblici viene imposta la soppressione. Fortunatamente sono sorti anche dei rifugi “no-kill” gestiti da associazioni animaliste che non uccidono gli animali ospitati.

Ogni anno negli Stati Uniti vengono uccisi circa 4 milioni di randagi: un vero massacro!

Anche da noi era prevista la soppressione dei randagi fino al 1991, anno in cui un decreto l’abolì.

Di recente un un deputato democratico della Virginia, Jim Moran, ha presentato una mozione al Congresso dal seguente titolo “Opposizione all’uso del monossido di carbonio, biossido di carbonio, azoto, argon e altri gas per l’eutanasia degli animali abbandonati e aiuto a quegli Stati che decideranno per il metodo più umano dell’iniezione letale”.

Questo deputato mira alla soppressione meno dolorosa dei randagi: è già qualcosa ma andrebbe fatto molto di più! E’ davvero necessaria la morte di questi animali? Non è possibile pensare ad una soluzione alternativa?

Fino ad ora la soppressione avveniva  in modo davvero crudele: animali ammassati nella camera a gas che riescono a sopportare anche una mezzora di vera e propria agonia. Alcuni non morivano nemmeno così ed era necessario gettarli nell’inceneritore ancora un pò coscienti.

Moran è riuscito a sostituire la camera a gas con l’iniezione letale (in questo modo si perde coscienza prima di morire): dal 14 agosto, infatti, la Contea ha proibito la morte di massa dei randagi tramite la camera a gas.

Ma è davvero una vittoria per gli animali coinvolti?

Fonte: http://www.corriere.it