Gardaland dei poveri: la curiosa storia del Luna Park “Osteria ai Pioppi”

Appena mi sono imbattuta nella cosiddetta Gardaland dei Poveri, sita a Nervesa della Battaglia (Treviso), sono rimasta folgorata. Lo ammetto, ho un debole per i Luna Park, specialmente quelli vecchio stile; pensare che da piccina, quando mi chiesero il mio sogno nel cassetto, dissi di voler trasformare il mio paesino in un gigantesco Parco Giochi, costellato di negozietti carichi di dolciumi. Non ci sono riuscita ma Bruno Ferrin sì. Il suo Parco immerso nella natura è un autentico sogno ad occhi aperti, scoperto dagli stranieri, oggi apprezzato da molti italiani.

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Le fantasmagoriche giostre sono state costruite da Bruno in 40 anni di lavoro, non per attirare clienti bensì per puro sfogo creativo. Ma si sa, quando una passione è autentica e nasce dal cuore, può attirare solo cose buone. Tant’è vero che le attrazioni partorite dalla mente geniale di Bruno, che ingegnere non è ma oste, hanno sempre portato gioia più che noie. Oggi, visto che il parco è visitato da moltissimi turisti, Bruno si è messo a norma facendo omologare le attrazioni dall’ingegner Scandiuzzi di Treviso.

Certo, non tutto è perfetto ma è questo il bello del suo luna park immerso nel verde, come lui stesso ha affermato in un’intervista rilasciata a “Il Giornale”: “L’adrenalina, la sfida con sé stessi. È la natura stessa che ci spinge a osare sempre di più. Sentiamo fino all’ultimo giorno il bisogno di superarci. Ci serve per dirci da soli quanto siamo bravi.” In realtà, pur costruendole da sole, Bruno non è uno sprovveduto, “no’ son miga mato”; a trasformare i suoi sogni in realtà ci pensa il disegnatore tecnico di Nervesa della Battaglia. Sebbene siano in molti a dubitare della sicurezza delle attrazioni, Bruno rassicura che giostre pericolose, nel suo parco, non ce ne sono, semmai lo diventano se usate male. Ma quali sono le attrazioni da urlo dell’Osteria dei Pioppi? E perché viene soprannominata la “Gardaland dei Poveri”?

Le giostre della Gardaland dei Poveri

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Il divertente soprannome non nasce a caso ma dal costo del biglietto di ingresso: zero. Esatto, non si paga l’entrata nel Parco di Bruno, è sufficiente mangiare qualcosa in osteria, fra l’altro molto economica, sebbene non sia obbligatorio. Il Parco è aperto sabati e festivi da fine marzo a fine novembre, dalle 15 alle 19. Quali le incredibili attrazioni? C’è di tutto per i patiti del divertimento: liane, pedane elastiche, scivoli a tre piste, ruote pedonali, altalene, teleferiche, montagne russe e molto altro ancora. Bruno è la dimostrazione vivente di come la creatività sia scevra da qualunque intellettualismo. Ne sa qualcosa lui visto che ha solo la quinta elementare, non sa scrivere né disegnare, ma possiede un’immaginazione talmente fervida da essere diventato un pioniere.

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Trovo che tutti dovremmo seguire il suo esempio: non c’è limite alcuno alla realizzazione dei nostri desideri, i limiti ce li mettiamo noi. Bruno, pur non avendo la minima preparazione, è riuscito a realizzare giostre pazzesche, partendo da sogni notturni illuminanti. Si sa che le intuizioni migliori giungono spesso nel sonno, quando la mente razionale finalmente tace. Ma c’è ancora di meglio perché le attrazioni dell’Osteria dei Pioppi rispondono perfettamente alla filosofia green tanto in voga al giorno d’oggi, difatti non funzionano a corrente elettrica, eccetto il pendolo che ha un motore di 7 cavalli necessario per portare a 30metri di altezza un vagoncino a 6 posti. E’ solo la forza umana a muoverle grazie a una serie di contrappesi, carrucole, funi metalliche e altro ancora.

La curiosa storia di Bruno Ferrin

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Tutto ebbe inizio nel 1969 quando Bruno faceva ancora il venditore di lievito ai fornai. Decise di affiancarvi una nuova attività aprendo l’Osteria ai Pioppi in un pioppeto acquistato vicino al Piave. Di lì a poco cominciò a costruire giochi per bambini, a partire da semplici altalene. Ma la sua fervida immaginazione non aveva limiti e nel corso degli anni presero forma progetti molto più elaborati. Se le giostrine più semplici venivano realizzate direttamente da lui con materiali di recupero, senza bisogno di ricorrere ad esperti, per le più elaborate si affidò a uno studio di ingegneria. Oggigiorno il luna park senza elettricità conta una cinquantina di attrazioni.

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Laura De Rosa

yinyangtherapy.it

Laura De Rosa

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avatar Articolo scritto da Laura De Rosa il 29/04/2016
Categoria/e: Primo piano, Viaggiando Eticamente.



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