Fiaba di Cenerentola e terzo chakra: 3 grandi insegnamenti di vita

Ho amato la favola di Cenerentola fin da bambina: un viaggio alla scoperta della bellezza, della libertà e del tentativo di mutare un destino.
Oggi la uso spesso con i miei allievi per parlare del terzo chakra e di come curarlo.

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Cenerentola è una ragazza nobile che viene umiliata e avvilita dalle pretese della matrigna e delle sorellastre che la costringono, sacrificando i suoi interessi e senza riconoscerle nessun merito, alle mansioni più servili del focolare.
Tutto questo fino a quando la fanciulla decide di tentare un difficile percorso di liberazione e cambiamento passando da serva a regina.
Per farlo Cenerentola si rende disponibile a “cambiare d’abito”, ad entrare in contatto con il mondo della morte, nascosto nel buio del suo focolare e nell’icona distruttiva del fuoco, disponibile a morire da schiava per rinascere regina riconoscendo il proprio valore personale.
Attraverso le prove che deve superare Cenerentola rafforza la sua autostima, la sua ambizione personale, la sua capacità di agire, di affrontare problemi, il suo coraggio, la sua generosità e la sua forza di carattere liberandosi dalla paura di essere criticata, rifiutata, di sentirsi stupida, brutta e non all’altezza.
Nel suo viaggio Cenerentola impara a guarire il suo terzo chakra e quando questo accade si crea dentro di lei un sano senso di potere.
Questo promuove un approccio fiducioso, caldo, responsabile e perseverante nei confronti della vita.
Mi piace pensare che la matrigna e le sorellastre siano state delle grandi maestre di vita per Cenerentola perché senza i loro insegnamenti il suo cambiamento e la sua trasformazione non sarebbero stati possibili.
Ecco i tre grandi insegnamenti ricevuti da Cenerentola che possono aiutare anche noi a liberarci dalla schiavitù diventando i re e le regine che siamo tutti in potenza.

1) Rinunciare alla sicurezza

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La prima cosa da fare per sviluppare un terzo chakra equilibrato é rinunciare ad essere attaccati alla sicurezza. Ossia rinunciare a volere che tutto sia assicurato in anticipo e accettare che si possa essere criticati, sfidati, fraintesi, respinti e che si possa fallire.
Se la sicurezza può rivelarsi importante per quanto riguarda la sopravvivenza e per sviluppare le emozioni, se tutto ciò che facciamo è privo di qualsiasi rischio reale, questo non costituisce una sfida alla nostra potenza.
Nell’attaccarci alla sicurezza e alle certezze rimaniamo dei bambini impotenti, che vogliono che il mondo sia fatto a loro uso e consumo.
La sfida della potenza è quella di maturare, di accettare le responsabilità e di forgiare la forma del nostro futuro usando la proattivitá che ci aiuta ad accrescere la nostra potenza accettando le sfide e risolvendole con successo.
Dobbiamo accettare di correre dei rischi, di avventurarci nell’ignoto e di sfuggire alla forza di gravità di ciò che ci è familiare, per poterci espandere verso l’alto e verso l’esterno.

2) Lavorare con la rabbia

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La rabbia esprime un’energia che ci spinge a fare, é il tentativo che il nostro corpo fa, aumentando la propria carica, per consentirci di affrontare una sfida.
Se la sensazione che ci provoca la rabbia si verifica di frequente, ci troviamo a vivere in uno stato di sovraccarico. Se quella energia non può essere espressa, la carica nel corpo si accumula e rimane bloccata nei muscoli sottoforma di ipertensione, attività compulsiva o la necessità di operare il controllo.
La rabbia bloccata é spesso uno dei fattori dell’obesità, che può essere considerato un difetto metabolico.
Liberare la rabbia bloccata spesso migliora il metabolismo e aiuta a stabilizzare i problemi di peso, talvolta senza cambiare, o quasi, la dieta.
Per tirare fuori la rabbia, bisogna andare a vedere che cosa l’ha provocata, esaminare le situazioni che siamo stati costretti a sopportare e recuperare il diritto di opporsi a quegli abusi di potere che ci hanno ferito o oppresso. Se prendiamo consapevolezza della nostra rabbia verso questi aspetti del passato riusciremo a liberare energia disponibile per le sfide del presente.
Imparando ad esprimere la nostra rabbia man mano che si forma, le impediremo di diventare eccessiva o dannosa e aumenteremo invece la nostra sensazione di accresciuta forza.
Liberare la rabbia ci rende meno rabbiosi e ci permette di vivere in modo più efficiente.

3) Liberarsi dal demone della vergogna

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Spesso la vergogna viene sperimentata come una spirale di energia che si avvolge all’interno della pancia anziché all’esterno verso la vita.
La vergogna crea un blocco tra la mente e il corpo, che scinde la persona dal centro del sé.
Poiché il terzo chakra ha un rapporto così profondo con lo sviluppo dell’ego, il senso di vergogna e il senso del sé si fondono.
In questo modo non consideriamo che sono le nostre azioni ad essere imperfette ma consideriamo noi stessi imperfetti come produttori di queste azioni.
Non solo, ma qualunque errore successivo non fa che rafforzare questo convincimento di base diventando una profezia che si auto realizza.
Noi adeguiamo il nostro comportamento al concetto che abbiamo di noi stessi e nel terrore di compiere degli errori non osiamo avventurarci all’esterno e ci manteniamo piccoli e limitati, fornendoci giusto la causa per il nostro senso di inferiorità.
Per liberarsi dalla vergogna è importante mostrare compassione per il bambino che siamo stati, quel bambino che magari ha imparato a fare delle cose da solo perché nessuno gliele ha insegnate. E anche se ha sbagliato non merita di essere criticato o punito, ma solo incoraggiato a riprovarci e a fare sempre meglio.

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Cenerentola diventa regina non grazie ai suoi privilegi di nascita, ma grazie alla bellezza della sua anima che ad un certo punto non ha più paura di mostrare.
Cenerentola impara a convivere con il fuoco del suo focolare che può bruciare e divorare le cose riducendole in cenere, ma anche liberarle da vecchie forme, convinzioni, schiavitú aiutandola a riscrivere la sua storia personale dove il finale: “…e vissero per sempre felici e contenti” é d’obbligo!

Chiara Benini

Bibliografia

“Anatomia dello spirito”, Caroline Myss, Anima Edizioni
“C’era una volta cenerentola”, Giuseppe Errico, Franco Angeli Editore
“Il libro dei chakra“, Anidea Judith, Neri Pozza Editore

Chiara Benini

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avatar Articolo scritto da Chiara Benini il 28/02/2016
Categoria/e: Chicche di Yoga, Primo piano.

Chiara Benini, educatrice di Asilo Nido, insegnante di yoga, di pilates e di danza moderna per bambini. Quello che cerca di insegnare a tutti i suoi allievi è ad aprire il proprio cuore perchè quando il cuore è aperto tutti i luoghi sono "casa" e tutte le persone sono "amici". Su Eticamente cura la rubrica "Chicche di Yoga".

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