Godiamoci gli ultimi giorni di autunno in Giappone.

Ebbene si, in Giappone, un mondo straordinariamente complesso, multiforme, pieno di sfumature e di contrasti. In questo periodo anche là come in Italia si stanno godendo gli ultimissimi giorni di autunno ed in particolare si sta vivendo la cosiddetta “caccia alle Momiji”( Momijigari 紅葉狩り), le foglie d’acero giapponesi. In queste ultimissime settimane le persone vanno nei parchi o nei boschi a contemplare le foglie che diventano rosse per poi cadere a terra.

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Si racconta che nelle ultime giornate d’autunno di molti secoli fa, i nobili si ritrovavano sotto le foglie rosse degli aceri per cantare, suonare o recitare poesie d’amore, trovando ispirazione nella contemplazione di queste tonalità purpuree meravigliose. Più tardi poi questa usanza si è diffusa tra la gente comune ed è rimasta viva anche fino ai giorni nostri.

Osservando la natura tutto acquista un significato e proprio perché breve, la vita va vissuta pienamente e con gusto, esattamente come si può ammirare una bella foglia che sta per cadere da un momento all’altro sulla terra. Ovviamente non si va a “caccia” delle foglie per raccoglierle, questo un giapponese non lo farebbe mai! Si va a caccia di alberi tinti di rosso semplicemente per godere del magnifico spettacolo che offrono.

In tutta la società giapponese troviamo sempre e ovunque chiaramente manifesta una profonda reverenza per la natura. La natura non solo è concepita come vivente, ma come illuminante di spirito, quindi in qualche modo partecipe diretta della divinità. Ad un livello di credenze popolari nulla è morto, inerte, non esiste la materia bruta, persino le foglie lentamente crescono, cadono e si trasformano.

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La contemplazione delle foglie d’acero poco prima della loro caduta è un rito che si ripete ogni anno, ogni anno in maniera diversa e sempre più intensa perché i colori delle foglie sono infinitamente vari e di mille sfumature. Questo dipende infatti dal clima: più il passaggio dall’autunno all’inverno è drastico ( dal caldo al freddo) maggiori saranno i contrasti di colore che offriranno; viceversa se l’ inverno arriverà con passaggi di temperature meno rigide, le foglie offriranno sfumature di colori più tenui. Una sorpresa sempre nuova e diversa ogni anno quindi.

L’acero giapponese è stato uno dei temi più importanti e presenti nelle opere d’arte. Alcuni dei più famosi dipinti di  Ukiyo-e (浮世絵 “immagine del mondo fluttuante”) rappresentano le foglie di acero in caduta nella loro piena gloria. Soprattutto durante il periodo Edo (1603-1868) maestri come Hokusai hanno realizzato una serie di stampe raffiguranti le campagne giapponesi ricoperte di foglie rosse di questi alberi meravigliosi.

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Alla base di tutta questa tradizione dobbiamo evidenziare il particolarissimo rapporto che unisce i giapponesi alla natura, considerata come divina e piena di spirito. La Natura ( Shizen 自然 ) letteralmente significa ” generato da sè stesso”, essere così come si è. Specialmente nello Scintoismo, tradizione religiosa molto legata alla natura, gli dei non sono altro che manifestazioni e forze naturali che vivono in stretto contatto con l’uomo.

Le foglie d’acero sono vive, possiedono un’anima dove i kami, le divinità, vi risiedono per poi spiritualizzarsi sulla terra dopo la loro caduta.

Tra poco tempo e forse inaspettatamente la pioggia autunnale diventerà neve, le foglie non si vedranno più per poi rifiorire splendidamente più avanti, in primavera.
Nelle stazioni ferroviarie i giapponesi corrono a comprare gli ultimi dolcetti ispirati alle foglie d’acero o sacchetti di foglie d’acero fritte. Si, avete capito bene, con le foglie d’acero si fa anche uno squisito tempura.

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Buoni ultimi giorni d’autunno a tutti!

Barbara Baccini