“Love”, l’opera che invita ad ascoltare il bambino che è in ognuno di noi

Aleksandr Milov ha esposto al Festival Art Burning Man 2015 in Nevada, la sua ultima installazione: Love.

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L’Art Burning Man Festival è una manifestazione artistica che si tiene in Nevada, nel deserto, dove artisti di ogni nazionalità hanno la possibilità di esprimersi e comunicare attraverso le loro opere.

La location è perfetta, il deserto del Nevada, dove la creatività dell’artista ha al tempo stesso un condizionamento enorme ed una totale libertà di espressione, come nel deserto, anarchia e regole rigidissime convivono in questa gigantesca manifestazione artistica tra le più famose al mondo, libera, selvaggia e rigidissima al tempo stesso.

Il festival fu ideato nel 1990 da Kevin Evans, John Law e Michael Mikel. Consiste nel costruire un’enorme città/accampamento chiamata Black Rock City, all’interno della quale gli artisti vivranno e creeranno, in un ambiente surreale e stimolante. Le regole di convivenza rigide: niente denaro, solo baratto, e nessun tipo di business su cibo e bevande, ognuno deve portare con se il necessario a sopravvivere per tutta la settimana.alexander-milov-burning-manIn questo contesto, l’artista ucraino Alexsandr Milov, ha esposto una delle sculture più belle del festival, una vera e propria ambientazione con citazioni neo dada, intitolata Love, e dell’amore coglie proprio il lato più vero e fragile, la chiusura, le sovrastrutture tipiche della mente adulta, il conflitto tra il sentimento e la ragione, il senso di prigionia che il distacco provoca.

Si, uno degli aspetti più belli di questa installazione, nonché la genialità dell’artista, emergono dall’incredibile sensibilità e lucidità con cui ha colto e reso materiale, tangibile, visibile l’ossimoro presente nella separazione d’amore, nella separazione dall’amore.

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Il distacco dovrebbe essere sinonimo di libertà, chi va, chi lascia, riacquista la propria libertà, ma in amore non è così, il distacco, se provocato da sovrastrutture, litigi, rigidità, non genera libertà, ma ci costringe in una gabbia, una gabbia che impedisce ai nostri sentimenti di emergere, di cercare l’altro di non avere paura.

I corpi dei due adulti, costruiti da Milov, come due immense gabbie di forma umana, sono abitati da due bambini “luminosi” attraverso le sbarre della rigida griglia riescono a trovare un contatto e ad incontrarsi, nell’attesa che le strutture cadano.

Questo momento è stato fotografato con genialità e lucidità dall’artista, “Love” non sono altro che i due bambini, l’amore è quello che spinge i due bambini a cercarsi, nonostante tutto, quello che gli permette di rimanere fermi, in contatto, ad aspettare che la gabbia crolli, che le strutture cadano, che anche la mente “adulta” intrappolata nella rigida struttura della paura e del pregiudizio, finisca per cedere, lasciando le due anime libere di incontrarsi ancora e ritrovarsi. Ma se non ci fosse Amore, nulla di tutto questo sarebbe possibile.

L’arte è il più incredibile insieme di libertà, isolamento, anarchia, regole rigide, passione e amore ed è un insegnamento costante per l’animo di chi lo sa cogliere.

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Giordana Pagliarani

Jordana Pagliarani

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avatar Articolo scritto da Jordana Pagliarani il 28/09/2015
Categoria/e: Primo piano, Rassegna Etica.



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