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Rassegna Etica

Origami: Storia dell'Arte di Piegare la Carta

Di Valeria Bonora - 30 Agosto 2015

L’origami è l’arte di piegare la carta (折り紙 o-ri-gami, termine derivato dal giapponese, ori piegare e kami carta) per creare forme che ricordano la natura, gli animali o oggetti di uso comune.

Gatti

L’origine di questa arte giapponese è strettamente legata alla religione shintoista della vita e della morte, infatti la carta, complessa e allo stesso tempo fragile, è simbolo del tempio shintoista e le prime forme di origami, dette go-hei, si presume siano da attribuirsi alle strisce di carta piegate in forme geometriche che venivano unite insieme da un filo per delimitare gli spazi sacri. Altri fanno invece risalire le origini all’epoca Muromachi (1392-1573), quando ai samurai veniva offerto in dono un mollusco, simbolo di immortalità, dentro una scatoletta di carta che veniva piegata in modo molto complesso.

carpa-pesce

Nel periodo di maggior raffinatezza dell’impero, periodo Heian, si afferma la festa delle bambine, chiamata Hinamatsuri, dove una bambola veniva posata sua di una barca e lasciata trasportare dalla corrente verso il mare. Sia la bambola che la barchetta erano in origine di carta, create proprio con l’arte dell’origami.

fenicottero

Dello stesso periodo è anche la festa dei bambini, Kodomo no hi, dove i bimbi creavano delle carpe di carta da appendere fuori casa, insieme di ramoscelli ed erbe mediche, per tenere lontani gli spiriti maligni e le malattie.

L’apice dell’arte degli origami si ha però nel periodo Edo, attorno al XVIII secolo nel quale venne perfezionato uno degli origami più famosi: la gru; ed è in questo periodo, e precisamente nel 1797 che Sembazuru Orikata pubblica uno dei libri più famosi su questa arte, Piegatura delle mille gru.

la gru

Le gru sono un simbolo di immortalità, tanto importante tanto da avere una sua leggenda: chiunque pieghi mille gru vedrà i desideri del proprio cuore esauditi.

~ Scriverò pace sulle tue ali
intorno al mondo volerai
perché i bambini non muoiano più così ~

Ed è a questa leggenda che la bambina esposta alle radiazioni di Hiroshima, Sadako Sasaki, ripose le proprie speranze e i propri sogni. Purtroppo non riuscì a finire le sue mille gru, morì prima di leucemia.

La sua storia la potete leggere qui -> Hiroshima e Nagasaki: Per NON Dimenticare

rana

Oltre alla gru, anche la rana è uno degli origami più simbolici, viene infatti usato da chi vuole augurare buona sorte a coloro che stanno per intraprendere un lungo viaggio.

Mentre le farfalle vengono usate durante le cerimonie nuziali, quando vengono attaccate alle coppe di sakè con le quali gli sposi brindano alla felicità della loro unione.

Anche in altre parti del mondo l’arte degli origami è molto sentita, per esempio in Vietnam, durante la festa del capodanno, vengono appesi dei pesci di carta agli alberi, mentre alle Hawaii le ghirlande di fiori di carta sono un simbolo tradizionale di benvenuto oppure vengono usate come segno di auguri o di riconoscimento, di addio, o durante la cerimonia hawaiana tradizionale.

gru003

Le principali piegature dell’origami:

• piega a valle, ottenuta piegando il lembo del foglio in modo che all’osservatore la piega così ottenuta formi un avvallamento;
• piega a monte, ottenuta piegando il lembo del foglio in modo che all’osservatore la piega così ottenuta formi uno spigolo;
• piega a fisarmonica o doppia piega semplice, costituita da una piega a valle ed una a monte successiva;
• piega a libro, una piega a valle che coinvolge una parte di foglio già modellata da altre pieghe, che viene così mossa lungo una direttrice come, appunto, se si stesse sfogliando un libro.

Legenda di piegature

Le principali basi:

• base aquilone, costituita dalla piegatura di due lati del foglio adiacenti allo stesso angolo di modo che combacino lungo la diagonale e poi da una piegatura lungo quella stessa diagonale;
• base pesce, una complessa forma il cui risultato finale è un rombo, così chiamata perché da essa si sviluppa in poche mosse la forma della carpa;
• base quadrata, una base che assume la forma indicata dal suo nome dopo due successive pieghe a valle di un quadrato lungo le diagonali;
• base triangolare, una base che assume la forma indicata dal suo nome dopo due successive pieghe a valle di un quadrato lungo le mediane;
• base gru, variante della base pesce da cui prende forma in poche mosse la tradizionale gru augurale;
• base fiore, ibrido tra la base quadrata e la base gru da cui si realizza il crisantemo;
• base busta, una base che si è diffusa negli anni ottanta ispirata ai passaggi per la realizzazione del crisantemo;
• base girandola, un’elaborazione della base busta.

In rete ci sono diversi tutorial che spiegano come fare un’origami, prima di tutto bisogna dotarsi della carta adatta, che non sia troppo dura o spessa, ci sono tantissimi tipi di carta dalla metallizzata alla velina, da quella di riso alla quella fatta in casa, con materiali di recupero.

Un’altra cosa importante da verificare è che quando si utilizza un foglio di carta sia delle dimensioni esatte, molti di base hanno una forma quadrata, ed è molto importante verificare che sia esattamente quadrato perchè anche un solo millimetro di differenza all’inizio può generare un sacco di problemi successivamente. E un altro consiglio è quello di marcare le pieghe con un righello facendo attenzione a non rovinare la carta.

Se volete vedere tanti origami con le relative spiegazioni potete visitare il sito China-Culture, è ricco di origami da fare, con ottime spiegazioni anche per i principianti.

Di seguito potete trovarne qualcuno davvero semplice.

gattino

Il gattino



la farfalla

La farfalla


origami - la gru

La gru


il coniglio

Il coniglio

La storia degli origami continua, ed è talmente radicata che nel 1958 venne fondato l’Origami Center a New York ad opera di Oppenheimer, e 10 anni dopo nacque anche la British Origami Society dalla quale si diffusero in tutta Europa.

La cultura di quest’arte è così importante che per anni il ministro degli affari giapponese, mandò Akira Yoshizawa in giro per diffonderla come un messaggio di pace e amicizia tra i popoli.

Akira Yoshizawa era un maestro di quest’arte che durante la seconda guerra mondiale abbandonò il suo lavoro agli armamenti per dedicarsi agli origami.

L’arte di piegare la carta è tramandata nelle famiglie come una parte fondamentale della cultura della trasformazione della materia, un origami è visto come una pausa della continua trasformazione della materia e dell’energia.

Creare qualcosa con le proprie mani, trasformare un semplice foglio di carta in un soggetto è un modo per liberare un po’ della propria anima, un po’ della propria concentrazione, un modo per dare vita ad un sogno.

Valeria Bonora





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