La vitamina E: dove si trova e i benefici per la nostra salute

Le vitamine rientrano tra i micronutrienti fondamentali per la nostra dieta, perché assicurano il corretto sviluppo dell’organismo e il mantenimento dell’equilibrio fisiologico. Si distinguono in idrosolubili (C, B1, B2, B5, B6, PP, B12, Bc. H), che sono cofattori enzimatici e non si accumulano nell’organismo, e liposolubili (A, D, E, K, F), che invece possono essere immagazzinate nel tessuto adiposo.

La vitamina E indica un gruppo di composti liposolubili (tocoferoli e tocotrienoli), con l’α-tocoferolo che rappresenta la forma più potente ad alto valore biologico e nutritivo, l’unica in grado di soddisfare le esigenze umane. Si trova in vari alimenti vegetali, quali oli (di girasole, oliva, mandorle, soia, mais), semi (di girasole ecc.), cereali integrali, frutta secca (noci, nocciole, mandorle ecc.), ortaggi (spinaci, asparagi, pomodori, broccoli ecc.) e legumi. Oltre che con la dieta il tocoferolo può essere assunto anche tramite i numerosi integratori disponibili, sia alimentari che erboristici.

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Il contenuto in vitamina E viene ridotto in seguito a processi di raffinazione, ossidazione, cottura al forno, congelamento, così come in caso di esposizione alla luce e all’aria. È dunque preferibile consumare alimenti freschi e poco trattati. I suoi depositi nell’organismo sono notevoli (soprattutto nel fegato), per cui è difficile sviluppare la carenza di tale vitamina, anche se nel neonato prematuro possono verificarsi tali insufficienze, che possono portare ad anemie emolitica e talvolta edema degli arti inferiori.

Negli adulti i deficit di tocoferolo, che si presentano nei casi di malassorbimento dei grassi, abetalipoproteinemia, fibrosi cistica e malattie del fegato, potrebbero provocare l’insorgenza di una sindrome neurodegenerativa con neuropatia periferica, miopatia scheletrica, retinopatia e atassia cerebellare. Altri possibili problemi connessi alla carenza di vitamina E sono la mancanza di equilibrio, la nefrite, la tendenza all’atrofia muscolare, la degenerazione dei tessuti dei testicoli negli uomini e i danni ai reni e al fegato.

Potente antiossidante che interrompe la produzione di radicali liberi – molecole aggressive e nocive all’origine di varie malattie quali cancro e trombosi –, la vitamina E è anche un valido antinfiammatorio che svolge un ruolo fondamentale per le difese immunitarie, la trasmissione di segnali tra le cellule, la regolazione dell’espressione genica e altri processi metabolici.

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Inesauribile fonte di energia, il tocoferolo aumenta la capacità di muscoli e nervi di resistere agli sforzi per lungo tempo, potenziando la forza fisica e la potenza muscolare. Il suo utilizzo è dunque consigliato nei casi di affaticamento psico-fisico, apatia e difficoltà di concentrazione. Grazie alle sue proprietà vasodilatatorie, inoltre, la vitamina E favorisce l’afflusso di sangue al cuore, inibisce la coagulazione ematica e previene la formazione dei trombi. In sintesi, oltre a  nutrire le cellule, rinforza le pareti dei capillari, protegge i globuli rossi e impedisce l’ossidazione dell’ormone pituitario e surrenale, rallentando così l’invecchiamento cellulare provocato proprio dai processi ossidativi.

Tra gli altri benefici apportati dal tocoferolo segnaliamo inoltre il miglioramento della messa a fuoco della vista nelle persone di mezza età, la protezione dell’organismo dai veleni diffusi nell’aria, nell’acqua e nel cibo, nonché dalle conseguenze nocive dovute all’inquinamento atmosferico, la sua funzione di riequilibrio dell’ipertensione in qualità di diuretico, lo stimolo della secrezione urinaria e la riduzione del fabbisogno di vitamina A.

Il tocoferolo mostra notevoli potenziali anche per la prevenzione e cura delle malattie. Potente immuno-stimolante, migliora i livelli di funzionalità immunitaria e si dimostra valido per evitare e trattare  malattie cardiache quali trombosi e infarto, impedendo la formazione e consentendo lo scioglimento dei grumi di sangue che bloccano la circolazione. In condizioni normali, infatti, la vitamina E riduce la formazione di un agente coagulante (la trombina) causa della trombosi. Anche l’angina-pectoris, che comporta un forte dolore al torace dovuto all’insufficiente apporto di sangue ai tessuti cardiaci, viene trattata con successo con l’α-tocoferolo. In generale, inoltre, la vitamina E e la A diminuiscono il tasso di colesterolo nel sangue.

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Secondo alcune ricerche il tocoferolo riduce il rischio di ammalarsi di tumore in virtù della sua lotta ai radicali liberi. L’apporto di vitamina E aiuterebbe inoltre nella malattia reumatica e nei primi stadi delle complicazioni cardiache, mostrando benefici effetti anche nel trattamento della claudicazione intermittente (un forte dolore dei muscoli del polpaccio dovuto  a uno spasmo arterioso) e nel riequilibrio del ciclo mestruale, tanto da poter sostituire la terapia agli estrogeni se assunta insieme ad altre sostanze nutritive.

Somministrata per il trattamento di cefalee e vampe di calore, viene utilizzata anche per la terapia della malattia di Chron e del diabete e protegge dagli effetti negativi e collaterali della radioterapia e di alcune chemioterapie. I benefici non finiscono qui: la vitamina E mostra buoni risultati contro la flebite, è un coadiuvante nel trattamento delle vene varicose, riduce il rischio di sviluppare la degenerazione maculare o la cataratta, ristabilisce le  funzioni del fegato danneggiato, elimina o controlla molte forme di disfunzioni renali quali la nefrite, rallenta la progressione del morbo di Parkinson, aiuta contro una malattia che colpisce gli alcolizzati cronici (miopatia muscolo-scheletrica) e stimola le difese immunitarie dell’organismo contro le infezioni virali.

Assorbita in presenza di sali biliari e grassi, la vitamina E viene assimilata dall’intestino e trasportata mediante il sangue al fegato, dove si deposita in alte concentrazioni. Immagazzinata anche nei tessuti grassi, nel cuore, nei muscoli, nei testicoli, nell’utero, nel sangue e nelle ghiandole surrenali e pituitarie, viene distrutta nell’organismo da alcuni elementi, quali il  cloro presente nell’acqua potabile, il cloruro di ferro, i composti inorganici del ferro, il grasso, l’olio rancido e la pillola contraccettiva. Le ricerche hanno dimostrato che le forme naturali di vitamine E sono più efficaci di quelle sintetiche e hanno maggiori poteri antiossidanti.

Per quanto riguarda il fabbisogno giornaliero, per gli adulti è di circa 10 mg al giorno, mentre per i neonati e i bambini fino a 14 anni si ferma a 4 mg. La vitamina E non è considerata tossica, ma la somministrazione di alti dosaggi a pazienti ipertesi o in fase iniziale di reumatismo cardiaco cronico può avere gravi conseguenze. Qualora fosse utilizzata per fini terapeutici è vivamente consigliato consultare il medico per stabilire il dosaggio ideale. Dosi molto elevate sono sconsigliate ai diabetici e possono ridurre gli ormoni tiroidei, provocando debolezza muscolare. Negli integratori alimentari l’apporto massimo giornaliero ammesso dal Ministero della Salute è di 60 mg.

Marco Grilli

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Marco Grilli

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avatar Articolo scritto da Marco Grilli il 29/05/2015
Categoria/e: Salute.



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