Homeschooling Montessoriano: l’amore di educare

L’Homeschooling è una realtà poco diffusa in Italia ma l’Homeschooling Montessoriano è forse un’esperienza più unica che rara. Eppure abbiamo intervistato una mamma, Manuela Griso, che ha deciso di intraprendere questa strada con le sue due bambine.

L’Homeschooling è, in poche parole, la decisione di voler fare a casa la scuola. Bambini e ragazzi, in altre parole, non si recano a scuola per imparare a scrivere, leggere e via dicendo ma rimangono a casa e la loro educazione scolastica viene impartita dai genitori (uno o entrambi), e proprio per questo motivo l’homeschooling viene anche chiamato Educazione Parentale. Molti genitori in tutto il mondo preferiscono questa via educativa al metodo classico e le motivazioni sono tante.

La prima reazione a questa scelta è spesso di scetticismo ma è una decisione ben ponderata e con delle solide motivazioni alla base.

Se vi interessa approfondire l’argomento ed avere maggiori informazioni vi consigliamo di consultare il sito internet www.controscuola.it

Noi di Eticamente abbiamo voluto approfondire l’interessante tematica e toccare con mano chi ogni giorno fa homeschooling, intervistando Manuela che ha gentilmente risposto alle nostre domande e ci ha fornito immagini davvero significative.

1. Che cos’è l’homeschooling per te?

L’homeschooling per me è la possibilità di crescere le mie bambine, vivere ogni momento, ogni progresso, vedere l’impegno e la dedizione che mettono in ogni lavoro. È la possibilità di applicare un metodo che nella mia realtà non viene proposto in nessuna scuola, metodo nel quale io credo molto. È poter insegnare non solo ciò che so o so fare, ma anche e soprattutto farmi conoscere per ciò che sono e per ciò che amo dalle mie figlie.

2. Perchè le tue bambine non vanno a scuola?

La mia figlia più grande, Gioia 5 anni, ha frequentato il nido dai 18 mesi e il primo anno di materna. Al secondo anno di materna (io lavoravo nella sua scuola ma al nido) ho deciso di portare al nido con me Shanti, la mia secondogenita. Successivamente ho avuto dei problemi sul lavoro, non mi ritrovavo più nella realtà che mi proponevano, non ero d’accordo con le dinamiche lavorative, e aggiungendo il fatto che mia figlia Gioia avesse accusato un po’ la presenza della sorella nella mia sezione con crisi di pianto molto forti e costanti, ho deciso di cominciare quest’avventura. Ho attrezzato una stanza più un bagno per la nostra piccola scuola.

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3. Come hanno reagito le tue bambine al cambiamento dalla scuola alla homeschooling?

Le mie figlie, soprattutto Gioia la più grande, hanno accolto con entusiasmo l’idea di lavorare con me.Devo ammettere che a volte non è semplice far comprendere che sono sì la mamma ma anche la maestra, però con il passare del tempo siamo riuscite a trovare un buon equilibrio e a godere del tempo insieme in modo positivo e proficuo.

4. Come è organizzata una giornata di scuola a casa?

La nostra giornata a scuola comincia intorno alle 9/9.30 perché avendo anche gli animali di cui occuparmi, dopo colazione ci dedichiamo alla cura di essi. Saliamo in classe e invito le mie bambine a scegliere un lavoro. Io mi limito ad osservare se non vengo chiamata in causa. Verso le 11/11.15 prepariamo la merenda composta di frutta e dopo scendiamo in giardino (intorno alle 11.30/11.45). Una volta a settimana facciamo una gita: può essere (se il tempo permette) al rifugio degli asinelli a Sala Biellese, in una fattoria, in un bosco o in piscina. Un giorno a settimana in genere cuciniamo (biscotti, gnocchi fatti in casa o pasta o pane…).

5. Le tue bimbe riescono ugualmente a socializzare con i loro coetanei?

Le mie bambine frequentano entrambe attività sportive con i coetanei: Gioia 5 anni fa ginnastica artistica e Shanti 31 mesi fa gioco-danza. In più chiamiamo frequentemente al pomeriggio degli amichetti con cui giocare.

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6. Per fare homeschooling bisogna avere una preparazione particolare?

Per quanto riguarda la preparazione io sono Operatrice Socio Assistenziale per l’infanzia e ho una formazione Montessori 0/6 anni fatta dove lavoravo come formazione interna. Per il nido e la materna credo che non serva una preparazione particolare ma sicuramente aver studiato testi sulla psicologia del bambino, sullo sviluppo psico-fisico, sullo sviluppo emotivo e, a mio parere, anche la Montessori, sono sicuramente un bagaglio più solido e sicuro su cui basare il proprio insegnamento e la propria avventura di homeschooling.

7. Ci spieghi a grandi linee il metodo Montessoriano? Perchè lo consideri migliore del metodo d’insegnamento classico?

Spiegare il metodo montessoriano in poche righe non è facile… Posso dire che Maria Montessori ha creato il metodo del bambino e questo dá già una risposta al perché io lo ritengo migliore del metodo classico. Il bambino è al centro. Il suo sviluppo psicofisico viene rispettato. Il bambino diventa una persona. Cosa che all’epoca era ritenuta una novità assoluta. Il bambino in sè ha già tutte le risposte. Siamo portati a pensare di dover mettere dentro al bambino invece dobbiamo tirare fuori.

L’ambiente Montessori (per me l’ambiente del bambino) deve essere caldo, accogliente, su misura… Tutto deve essere alla sua portata perché solo così è possibile l’autonomia. Spesso sento genitori lamentarsi che i figli non sono autonomi, poi entro a casa loro e vedo solo tavoli alti, forbici non a portata di bimbo, nessun rialzo per il water o letti con le sbarre… Come fanno ad essere autonomi? Ambiente preparato è il primo pilastro del metodo. La libertà di scelta: assolutamente imprescindibile dal metodo. Dove non esiste libertà di scelta non può esistere il metodo Montessori e secondo me è un concetto che dovrebbe essere esteso a tutti i metodi. Il bambino deve essere libero di scegliere in un ambiente preparato, l’attività che più si confà al suo essere in quel particolare momento. I bambini sono spinti dal maestro interiore che è consapevole dei periodi sensitivi e funge da guida alla mente assorbente che raccoglie quante più informazioni e capacità gli sono possibili in quella data attività. La maestra come sostegno all’ambiente e alla presentazione di esso è un altro pilastro. La maestra ha l’arduo ma giusto compito di aiutare il bambino a fare da solo.

Posso consigliare la lettura di “Educazione per un mondo nuovo” che racchiude in sè i concetti base del metodo, attraverso le parole della stessa Montessori.

 

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8- Continuerai questo tuo progetto anche quando le tue bambine saranno in età della scuola primaria?

Per quello che riguarda la primaria posso dire già da ora che le mie figlie andranno a scuola. Innanzitutto perché non mi sento abbastanza preparata da dar loro tutto ciò di cui necessiteranno a livello didattico, poi sono convinta che a quell’età è giusto che si inseriscano in un ambiente fatto di bambini, che si rapportino con altri adulti, che trovino il loro posto nel mondo. Anche se non nascondo una grande ansia per la scelta dell’istituto che dovrà frequentare mia figlia. Vorrei una maestra amorevole, che sappia cos’è il metodo Montessori, che ne abbracci i principi. Purtroppo la libertà di scelta non viene contemplata e questo ahimè mi rattrista molto. Mi piacerebbe che avessero la possibilità di lavorare a tappeto, se ne sentono la necessità. Perché stare seduti 8 ore non è auspicabile per la salute. La Montessori era prima di tutto medico e da medico sosteneva questo. Chi lo sa se riuscirò a trovare un minimo di tutto questo. Senza tralasciare il fatto che non avere i materiali Montessori su cui lavorare è un grosso deficit per i bambini.

9- Come vivi il fatto di avere le tue bambine sempre con te? 

Avere le mie bambine sempre con me è sicuramente impegnativo ma la soddisfazione di vedere i loro progressi, la loro sete di sapere, l’aiutarle a placare questa sete, l’autonomia che si sviluppa, la felicità della riuscita; sentire le loro risate, quelle belle, di cuore; vedere l’autocorrezione, vedere che ciò che ti appassiona è davvero fondamentale per loro, per il loro sviluppo e poter godere appieno di tutto il tempo che non tornerà più bhè mi rende una donna e una mamma felice! E questo mi permette anche di barattare con il papà una sera o due a settimana per uscire con le mie amiche!! 😉

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10. Secondo te per le tue bambine non è importante vivere la lontananza dalla mamma?

Credo che siano ancora così piccole che sia più importante la vicinanza della lontananza… Avranno tempo e modo per sperimentare il distacco che mi auguro possa essere più sereno data la sicurezza che possono avere del mio amore e del fatto che torno sempre. Che poi un po’ la sperimentano già con le attività sportive. È un po’ il discorso del crescere ad alto contatto o meno. Credo che si possa insegnare a piccole dosi a “bastarsi”. D’altronde forse non siamo in grado nemmeno noi di farlo e a volte lo pretendiamo dai nostri bambini… Credo che l’amore e la vicinanza permettano ai nostri bambini di vivere sereni e sicuri. Anche quando non siamo con loro.

11. Molte mamme non riuscirebbero a stare a casa con i propri bambini tutto questo tempo: tu ti senti una donna realizzata?

Mi sento onorata di trascorrere il tempo con le mie bambine, di insegnare loro ciò che so, di mostrare ciò che sono, di viverle! Come potrei non sentirmi realizzata? Cosa c’è di più bello dei propri figli? Io poi ho in mente un bel progetto che spero proprio di riuscire a realizzare a breve e questo mi darà un ulteriore opportunità di esprimere ció che sono, ciò in cui credo e di regalare un’altra opportunità e realtà alle mie bambine.

12. Ci vuoi parlare di questo tuo progetto?

Vorrei aprire un bel centro per i bimbi. Una ludoteca moooolto particolare rispetto a quelle esistenti… Un luogo magico per genitori e figli, per promuovere tempo di qualità in famiglia. Ci sarà anche un baby parking 3/6 anni in lingua inglese e un piccolo negozietto di giochi in legno e creativo-istruttivi e libri. Insomma… Un bel progettone! Sto ricercando i fondi che purtroppo non bastano mai. La struttura offre anche un bel giardino. Spero proprio che tutto vada in porto!

Ecco la meravigliosa scuola di Manuela e delle sue bambine:

L'albero rappresenta il cambio delle stagioni e il senso della vita

L’albero rappresenta il cambio delle stagioni e il senso della vita

Appendiabiti all'altezza delle bambine

Appendiabiti all’altezza delle bambine

Specchio per una toeletta. Ci sono anche una spazzola, delle mollettone in un portagioie e una crema per il viso. Vicino c'è la parete con le chiusure

Specchio per una toeletta. Ci sono anche una spazzola, delle mollettone in un portagioie e una crema per il viso. Vicino c’è la parete con le chiusure

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Materiale per le attività

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Vassoio stagionale

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Sistema solare tattile

E questo è il bagno adattato a misura di bambine:

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Dott.ssa Elena Bernabè

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avatar Articolo scritto da Dott.ssa Elena Bernabè il 15/10/2014
Categoria/e: Anteprima, Rassegna Etica.

Responsabile della redazione. Laureata in psicologia, appassionata di tematiche ambientali, animaliste ed equosolidali. Assetata di verità e disposta a tutto per ottenerla. Ama scrivere e creare in tutte le sue forme

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