transgender

“Bambina? Bambino? Non fa differenza l’importante è che sia sano!”

Quante volte abbiano sentito dire queste parole dai genitori in attesa di un figlio? A volte però si hanno delle aspettative sui figli, ma loro hanno questo dono di essere una vita a sé, un organismo indipendente da ogni idea che un genitore si può fare, e non parliamo solo di caratteri differenti, sogni o gusti, ma anche di genere.

Capita infatti che a volte un bambino nato maschio non si senta adatto a quel ruolo – diciamocelo – imposto dalla società, e così al pantalone lui preferisce l’abito viola, alle macchinine preferisce le bambole (anche questo uno stereotipo che sarebbe ora di cambiare) e a scuola i compagni lo deridono, ma poi passa… quello che non passa è il dolore che prova quando un genitore non lo accetta, quando chi dovrebbe accompagnarlo nella crescita, incoraggiarlo nelle sue scelte, lo reputa “sbagliato“.

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Succede che a volte un figlio nasca nei panni sbagliati, non è colpa di nessuno, se di colpa si vuole parlare, è semplicemente così. Punto.

Nel video di Holly Siz, intitolato The light“, un bambino vive proprio questa condizione, maschio alla nascita, sente di non esserlo nella vita e si comporta di conseguenza, ama giocare con i cavallini alati e vestirsi da bambina, la madre lo asseconda, lo protegge, ma il padre non lo accetta, o forse non accetta gli sguardi degli altri genitori all’uscita di scuola.

Il papà non comprende suo figlio fino a quando non comprende quanta sofferenza c’è dietro quel suo essere “diverso”, a quel vivere in una società che non capisce, deride ed emargina la diversità di genere.

Ma un genitore per quanto ostinato non può vivere sapendo che un figlio soffre e così questo papà fa un gesto d’amore davvero grande, qualcosa che fa capire al figlio che qualunque cosa lo renda felice, rende felice anche lui.

Ma cos’è un transgender?

La teoria di genere altro non è che accettare quello che si è, perché ogni essere umano può nascere mancino, biondo, eterosessuale oppure omosessuale, non è una deriva dell’essere, è un dato di fatto, non è una malattia, non si “prende” stando con altri omosessuali.

Pensate ad un bambino mancino, non è che stando con il compagno di banco destrorso cambierà mano per scrivere, e nello stesso modo se un bambino prende consapevolezza del suo genere non influenzerà gli altri bambini, sarà solo se stesso e vivrà in maniera più serena.

Bisogna imparare ad accettare le diversità che siano di colore, di scrittura, di altezza, di fisicità e di genere, nessuno è strano o sbagliato, è semplicemente se stesso.

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Bisogna far capire questo ai bambini perché non devono sentirsi strani, emarginati, non devono pensare che il termine “omosessuale” sia una parola di scherno, ma semplicemente una parola come “mancino”.

I bambini imparano molto sul sesso ancora prima di quanto un genitore si aspetti e lo imparano dagli amici, dalla televisione, da internet e imparano che esistono gay, transessuali, lesbische e bisessuali, e va bene, l’importante è che imparino il rispetto per ogni persona, non importa come si veste o che gusti sessuali abbia.

Valeria Bonora