Il sessatore di pulcini, un lavoro che nessuno vuole più fare

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Migliaia di pulcini appena nati selezionati ogni giorno

Uno scenario davvero raccapricciante, un maltrattamento animale davvero crudele e orribile che coincide con la dura realtà dei nostri giorni: migliaia di piccoli pulcini appena nati ogni giorno vengono selezionati, mentre i “difettosi” vengono destinati ad un tritacarne.

E’ la dura e crudele realtà di questi allevamenti, che come noto utilizza tecniche industriali e scientifiche per ottenere la massima quantità di prodotto al minimo costo e utilizzando il minimo spazio, tipicamente con l’uso di appositi macchinari e farmaci veterinari.

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Un lavoro che nessuno vuole più fare

Quello del “sessatore di pulcini” è un lavoro a tutti gli effetti: la paga è di 40.000 sterline (circa 55mila euro) l’anno per dodici ore al giorno.

Ma nonostante l’offerta sia apparentemente attraente, questo settore avicolo in Gran Bretagna sta lottando per reclutare nuovi lavoratori e sta dunque affrontando una carenza di personale che minaccia di dover ricorrere alle esportazioni dall’estero.

Il problema, secondo il capo settore, sta nella natura del lavoro: i selezionatori trascorrono 12 ore al giorno a guardare il sesso di un pulcino.

In cosa consiste il lavoro di un “sessatore di pulcini”?

sessatore-di-pulciniIl “sessatore di pulcini”, in poche parole, ogni giorno deve essere in grado di valutare tra gli 800 e i 1.200 pulcini l’ora (dunque dai 3 ai 5 pulcini al secondo), con una precisione del 97-98%.

E questo deve essere fatto per tutto il tempo necessario a completare un ordine, che può arrivare a 13 ore.

Di ogni pulcino vanno controllati i genitali, senza essere lesi. Bisogna saper distinguere le femmine, che verranno avviate all’allevamento per la produzione di uova, dai maschi, che verranno invece scartati e uccisi se non ritenuti adatti alla produzione di carne.

E proprio per questi ultimi è prevista una fine crudele: o vengono gettati in una macchina che li trita (mentre sono ancora vivi) o vengono soffocati con il gas.

Dopo un po’ i lavoratori diventano totalmente insensibili al fatto che hanno tra le mani degli esseri viventi, trattandoli sempre più come meri oggetti nelle loro mani.

Prima di essere assunto, il dipendente deve svolgere un corso di tre anni per imparare a distinguere, nella maniera più veloce possibile, il sesso dei pulcini appena nati.

Un lavoro che genera “vergogna” nei dipendenti

Andrew Large, amministratore delegato del British Poultry Council, nel corso di un’intervista al “Time” ha rivelato:

“Ci vogliono tre anni per addestrare qualcuno così che possa sviluppare la sensibilità e la destrezza nel riconoscere in modo affidabile e veloce il sesso di un pulcino, ma molta gente non vuole spendere tutto quel tempo in una semplice formazione. Penso che il problema, poi, è il lavoro stesso: ogni giorno si passano le ore a guardare il retro di un pulcino, e questo non viene visto come un lavoro attraente da poter raccontare ad amici e parenti…”

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Nel paese di sono circa 100-150 selezionatori di pulcini, ma la carenza di personale sta mettendo a rischio l’industria che perde clienti e si trova costretta, dunque, ad adottare misure differenti, come l’esportazione dall’estero.

Insomma, il vero problema dunque è che ci si “vergogna” di un lavoro del genere perchè si passano intere giornate a guardare i genitali di un pulcino, ma la questione piuttosto non andrebbe vista sotto una diversa ottica? Ci rendiamo conto di quello che succede a questi pulcini? Il modo in cui vengono trattatati e uccisi? Con quale umanità si potrebbe mai fare un “lavoro” del genere?

Questa è la realtà degli allevamenti intensivi, e prima di acquistare determinati prodotti sarebbe bene soffermarsi su quello che c’è realmente dietro quello che si sta mangiando…

Qui di seguito, intanto, ecco il video che ci mostra la tecnica per distinguere il sesso dei pulcini.


Fonte: www.dailymail.co.uk

Daniela Bella

Daniela Bella

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avatar Articolo scritto da Daniela Bella il 13/03/2015
Categoria/e: Notizie, Primo piano.



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