Negli anni che vanno dal 2008 al 2012 circa si è molto perlato della scuola Finlandese come la migliore, questo perché dai test Pisa (Programme for international study assessment) che servono a valutare la preparazione degli studenti, è emerso che i finlandesi sono gli studenti migliori, i più preparati in lingua, matematica e scienze, mentre gli italiani si sono posizionati decisamente più in basso mostrando dati pressoché allarmanti: uno studente su quattro non capisce ciò che legge e ad uno studente su due mancano le nozioni base di matematica. Parliamo di uno studio condotto su 400mila studenti sui 15 anni di 57 paesi differenti.

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Italia: Matematica 27 posto; Lettura: 24 posto; Scienze 26 posto

In Finlandia la scuola è differente, c’è poco da fare, ma è sicuro che si possa applicare la modalità finlandese alla struttura scolastica italiana? Valutiamo alcuni aspetti della scuola finlandese paragonandola alla scuola italiana.

In Finlandia non ci sono voti o esami fino almeno ai 13 anni, gli studenti imparano 3 lingue differenti, ci sono gli insegnanti di sostegno e tutti sono selezionati al meglio.

Si gli insegnanti sono migliori, la scuola provvede all’assunzione dei docenti attraverso un comitato di gestione degli istituti, formato da insegnanti e genitori, che analizza i curricoli e fa un colloquio, vengono poi assunti dalle scuole e possono essere licenziati dalle scuole, i docenti per essere riconosciuti come tali, e quindi assumere uno status nobilitante (in Finlandia è uno status sociale riconosciuto importante socialmente), devono studiare molti anni ed essere molto preparati, devono continuamente tenersi aggiornati e preparati e devono superare esami durissimi per poter insegnare.

Qui in Italia non funziona così, la professione di insegnante è una di quelle a “rischio di stress”, c’è molta mobilità, l’organico nelle scuole non è all’altezza delle necessità e delle caratteristiche delle scuole.

In Finlandia non ci sono voti e valutazioni, questo non è necessario in quanto c’è poca differenza tra le scuole di città e quelle di paese, c’è un basso livello di varianza tra le scuole, nessuno viene lasciato indietro, in Italia un sistema senza valutazioni sarebbe improponibile per il fatto di non poter valutare il livello di preparazione di uno studente, e le eventuali carenze didattiche e quindi di aiutare con soluzioni didattiche appropriate ogni studente.

Scuola finlandese

Ma come funziona la scuola finlandese?

Omogeneità educativa prima di tutto, quasi tutti i bambini vanno all’asilo e poi a scuola nello stesso distretto, coltivando da subito autoriflessione, senso di responsabilità, empatia e collaborazione, la base ideale per un buon apprendimento.

La scuola comincia a 7 anni e quasi tutti la terminano a 16 anni, comincia quindi ad un età dove i bambini sono già più maturi, riescono ad avere un livello di concentrazione migliore e hanno avuto più tempo da dedicare al gioco.

L’insegnante deve capire l’alunno, per questo motivo in ogni scuola finlandese collaborano insegnanti e psicologi per valutare le diverse attitudini degli studenti e aiutarli al meglio per arrivare all’obiettivo.

Come dicevo in precedenza gli insegnanti sono molto preparati, una volta selezionati i migliori, vengono formati per 5 anni, fanno 120 ore di praticantato e un semestre sotto un tutor durante il primi 3 anni di insegnamento. Gli insegnanti devono saper far divertire i ragazzi, catturare la loro attenzione e farli imparare, non è semplice entrare a far parte della categoria degli insegnanti in Finlandia, nel 2005 solo 292 insegnanti su 4.500 candidati sono stati selezionati per accedere alla formazione per poter poi insegnare.

Fino ai 13 anni non ci sono voti e le interrogazioni servono per imparare e non per valutare, tutti possono imparare a leggere, scrivere e contare senza subire umiliazioni, proprio come imparano a camminare correre e parlare.

A scuola si impara facendo, sperimentando con 44 sistemi sensoriali.

Quindi i finlandesi sono migliori di noi? No, semplicemente hanno un diverso approccio alla scuola, che purtroppo in Italia è difficile da implementare ma non impossibile, la scuola finlandese è gestita dalle autorità locali mentre in Italia è un organo statale: si potrebbe iniziare da qui per un diverso approccio alla scolarizzazione.

Per chi volesse approfondire può leggere la ricerca dell’ITTS A. Volta sulla scuola Finlandese.

Valeria Bonora