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Torna il Canone RAI, la tassa dei telespettaori italiani

E alla fine anche quest’anno, puntuale come un orologio svizzero, torna il Canone RAI che andrà pagato entro il 31 Gennaio ad una “modica” cifra di 113,50 euro.

Chiunque possieda un apparecchio televisivo, o un qualsiasi dispositivo potenzialmente in grado di ricevere il segnale dall’antenna tv, vedrà ancora una volta “imporsi” questa tassa (perchè è più giusto chiamarla così) per il mantenimento dei canali della televisione pubblica nazionale.

I dispositivi per cui è richiesto il pagamento del Canone RAI

dispositivi-canone-rai• Tutti gli apparecchi atti alla ricezione della Radiodiffusione, che includono dunque tutti i componenti che definiscono un ricevitore completo.

Oltre all’apparecchio televisivo, rientrano in questa categoria anche le radio, portatili o meno, e i cellulare dotati di sintonizzatore DVB-H (specifico per il mobile).

• Gli apparecchi adattabili alla ricezione della Radiodiffusione, invece, sono le chiavette USB e le schede per computer dotate di sincronizzatore radio/TV, i decoder per il digitale terrestre, i videoregistratori dotati si sintonizzatore TV e tutti i riproduttori multimediali dotati di ricevitore radio/TV.

• Gli apparecchi che invece non sono nè atti nè adattabili alla ricezione della Radiodiffusione, e dunque sono esonerati dal pagamento del Canone Rai, sono: i pc senza sintonizzatore TV, i monitor per computer, le casse acustiche, i videocitofoni.

Canone Rai su bolletta della luce? Nulla di fatto

canone-rai-bolletta-luceSi è concluso con un nulla di fatto il nuovo piano di governo di cui si parlava: la nuova riforma del canone, infatti, prevedeva di abbassare il canone a una quota che sarebbe dovuta aggirarsi tra gli 80 e i 90 euro (dunque sotto la cifra attualmente richiesta) da pagare direttamente nella bolletta della luce.

Così facendo, dunque, si andava a ridurre la tassazione ma, al contempo, si costringevano tutti i contribuenti al pagamento di un tributo che, è sempre bene ricordarlo, dipende dalla detenzione di un apparecchio televisivo e non dall’uso che se ne fa. Niente più evasori dunque.

Ma alla fine, dopo tanto parlare, anche per quest’anno le cose sono rimaste invariate, dunque il Canone RAI andrà pagato come gli scorsi anni.

La petizione del sito Altronconsumo per l’abolizione del Canone RAI

Il sito Altroconsumo, però, dice basta. Basta pagare il canone RAI. Basta detrarre agli stipendi degli italiani oltre 100 euro che, in tempi di crisi come questi, sono davvero indispensabili. Basta alla pressione della politica che opprime il servizio pubblico radiotelevisivo.

Per far sentire la propria voce, Altroconsumo ha organizzato una petizione  per chiedere l’abolizione del canone Rai.

Il testo della petizione recita:

“I cittadini non intendono più accettare di assistere al lento e crescente degrado del servizio pubblico televisivo. Altroconsumo e tutti i sottoscrittori della presente petizione chiedono al Presidente del Consiglio Matteo Renzi di abolire il Canone RAI e di porre in essere un pacchetto di riforme strutturali, serio, concreto e sostenibile, che preveda il mantenimento di un solo canale di vero servizio pubblico e la privatizzazione degli altri canali RAI.”

Per difendere i diritti dei cittadini, tutelandoli di fronte al crescente degrado del servizio pubblico televisivo, Altroconsumo ha anche inviato una lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi.

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Le riforme proposte da Altroconsumo

La proposta? Un pacchetto di riforme strutturali, come abolizione del canone Rai, mantenimento di un solo canale pubblico e privatizzazione degli altri canali RAI.

In una situazione di crisi sempre più incombente, l’imposizione forzosa del canone per un servizio pubblico che nel tempo ha mostrato tutti i suoi aspetti deleteri (legami con la politica, lottizzazione, gestione costosa e inefficiente, sprechi) appare ormai una tra le tasse più ingiuste e odiose.

Le uniche misure ipotizzate al momento sono il taglio di 150 milioni di euro e la cessione di una quota di minoranza di Rai Way. Ma, per quanto apprezzabili, questo non basta a porre rimedio all’attuale situazione.

Nello specifico, infatti, la proposta di Altroconsumo richiede i seguenti interventi, un pacchetto di riforme strutturali serio e sostenibile:

•  Abolizione del canone. Che significherebbe restituire oltre 100 euro ogni anno alle famiglie italiane ed eliminare la pressione della politica che opprime il servizio pubblico radiotelevisivo.

•  Mantenimento di un solo canale pubblico. Come esito delle riforme, dovrà rimanere un solo canale di servizio pubblico che, indipendente e senza pubblicità, sarà chiamato a dare informazioni di qualità.

•  Privatizzazione degli altri canali Rai. Questo consentirà allo Stato anche di fare cassa

•  Possibilità di fissare obblighi di servizio pubblico a carico delle altre reti private. Lo Stato mette infatti a disposizione degli operatori privati le frequenze, permettendo loro di guadagnare attraverso la pubblicità e la pay tv e, a fronte di questo, a tali operatori potrebbe essere chiesto il rispetto di alcuni obblighi di servizio pubblico.

Abolizione della Commissione parlamentare di vigilanza. La Commissione di vigilanza Rai non avrebbe più alcun significato e andrebbe pertanto abolita. Questo contribuirebbe a eliminare la pressione della politica sull’informazione televisiva.

Potenziamento dell’Antitrust e riforma dell’Agcom. Per evitare che la privatizzazione non abbia effetti negativi sulla pluralità dell’informazione occorre potenziare l’operatività dell’Antitrust in questo settore, a garanzia di una corretta ed efficiente concorrenza che produca benefici per i consumatori.

Dai anche tu il tuo contributo

La petizione, al momento, ha raccolto 25.301 firme, ma continuano ad essere sempre in costante aumento. Diamo tutti il nostro contributo, per come possiamo, facciamo sentire anche noi la nostra voce firmando la petizione e cercando di porre fine a questo scempio!

Daniela Bella