Bat-box: il rifugio per pipistrelli da posizionare in ogni casa

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Non si attaccano ai capelli, non succhiano il sangue e non sono grossi topi con le ali. Da sempre nella cultura occidentale i pipistrelli sono oggetto di superstizioni e credenze bizzarre. Eppure non tutti sanno che questi chirotteri sono degli ottimi biondicatori di qualità ambientale, nonché elementi utilissimi nella lotta biologica, grazie alla loro capacità di divorare grandi quantità di insetti nocivi come le zanzare.

Purtroppo i pipistrelli sono una specie sempre più a rischio, a causa dell’inquinamento ambientale, della perdita di rifugi sicuri e della restrizione delle aree di caccia. Negli ultimi anni, sia in Italia che nel resto d’Europa, si è assistito a un generale decremento delle loro popolazioni, così che i chirotterologi sono oggi impegnati in progetti di conservazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla loro utilità.

Chi da subito ha intuito le loro enormi potenzialità è stato il Museo di storia naturale dell’Università di Firenze, che, in collaborazione con Unicoop Firenze, dal 2006 ha lanciato un’iniziativa che coniuga la tutela dei pipistrelli alla lotta ecologica agli insetti dannosi. Si tratta della diffusione delle bat-box, cassette di legno di betulla, inodori e prive di coloranti nocivi (dimensioni 67 x 37 x 6), che possono fungere da rifugi per questi chirotteri, al fine di eliminare le tanto fastidiose zanzare.

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D’altronde, si sta rendendo sempre più impellente la necessità di intervenire con metodi eco-compatibili per la lotta agli insetti dannosi alle coltivazioni (e non solo). Gli insetticidi di sintesi si sono dimostrati nocivi all’ambiente e alla salute dell’uomo, nonché poco efficaci, perché nel lungo periodo gli insetti riescono a sviluppare resistenze alle sostanze chimiche. I pesticidi sono inoltre tossici, ad alta residualità dichiarata e a bassa selettività, quindi permangono per molti anni nel suolo, possono contaminare le falde acquifere e colpiscono anche i predatori naturali degli insetti nocivi, quali farfalle, lucciole, api, anfibi, uccelli e proprio i pipistrelli. Perfino i comuni repellenti (spirali, piastrine ecc.), qualora usati senza le dovute precauzioni, si dimostrano particolarmente pericolosi, provocando disturbi respiratori, irritazioni cutanee, disfunzioni dell’apparato riproduttivo e della crescita, nonché forme di tumore e immunodepressione.

La lotta alle zanzare può quindi esser combattuta in modo efficace e innocuo ricorrendo ai vari metodi naturali, che comprendono anche il sostegno ai loro predatori, quali i pipistrelli. Quest’ultimi sono straordinariamente utili in tal senso, basti pensare che quando un pipistrello rientra all’alba dopo una notte di caccia, aumenta il proprio peso corporeo del 25-50% rispetto alla sera prima. È stato inoltre calcolato che se un pipistrello catturasse solo zanzare, ad esempio in aree dove quest’ultime sono presenti in grande quantità, potrebbe predarne fino a un massimo di duemila! Il tutto senza contaminare l’ambiente e intossicare gli esseri umani.

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L’utilizzo dei pipistrelli per il controllo degli insetti nocivi è già stato sperimentato con successo anche fuori dall’Europa. Un esempio? Nella città di Austin, in Texas, vive una ricca colonia di pipistrelli della specie Tadarida brasiliensis, non presente in Europa, che con la loro caccia notturna riescono a far risparmiare una cifra annuale di circa 750mila dollari agli agricoltori della zona, in termini di danni evitati alle coltivazioni e minore acquisto di pesticidi.

In tutto il mondo si ritrovano circa 1.100 diverse specie di pipistrelli, diffuse un po’ ovunque e distinte fra microchirotteri, che si nutrono prevalentemente di insetti, e megachirotteri, che mangiano solo frutta. In Italia vivono almeno 35 specie di pipistrelli, tutte estremamente utili perché costituite da microchirotteri.

Dopo il periodo di ibernazione invernale, trascorso in rifugi costituiti da grotte, miniere o freddi scantinati, in primavera i pipistrelli escono dal letargo, per dirigersi con lunghi movimenti migratori verso i quartieri estivi. Una volta arrivati, di notte si dedicano alla caccia, mentre di giorno vivono in stato di torpore in rifugi rappresentati da anfratti, spaccature e fessure naturali, che devono essere siti piuttosto vicini alle aree di caccia e offrire una temperatura più bassa rispetto a quella esterna. In città amano vivere nelle cavità degli alberi, in ruderi e vecchi edifici o negli anfratti fra i tetti e le grondaie delle abitazioni. Nonostante gli ambienti urbani si addicano alle loro caratteristiche (clima più caldo e abbondante presenza serale di insetti in prossimità delle fonti di luce), questi chirotteri popolano sempre di meno le nostre città, a causa dell’inquinamento e della riduzione degli spazi per i rifugi.

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Le bat-box progettate dagli zoologi del Museo di storia naturale di Firenze, frutto di lunghi studi ed esperienze dirette, sono state ideate proprio per favorire il rifugio di quelle specie di pipistrelli che sono più frequenti negli ambienti urbani e suburbani.

Al fine di una loro corretta installazione bisogna seguire alcuni accorgimenti. Prima di tutto cercate di averle già pronte per il mese di marzo (fino a ottobre), in modo da renderle disponibili ai pipistrelli durante i loro primi voli dopo il risveglio dal letargo invernale. Per il loro posizionamento, date la preferenza alla parete di un edificio, al tronco di un albero poco frondoso o a un palo controventato e ben fissato al suolo. In ogni caso, è bene rifuggire da luoghi troppo rumorosi e frequentati. Le case dei pipistrelli devono essere poste a breve distanza da zone alberate e alla maggiore altezza possibile dal suolo (almeno 4 metri), per evitare l’azione dei predatori e il disturbo dell’uomo.

Ogni bat-box deve offrire particolari condizioni microclimatiche (temperature più alte per le femmine e più basse per i giovani e i maschi), quindi ognuna di esse è stata studiata in modo da avere un buon sviluppo verticale e una perfetta tenuta al passaggio di aria tra le tavole. Così facendo, l’aria calda si stratifica al suo interno e il pipistrello si può spostare per trovare la temperatura ideale. Tutte queste cassette di legno sono inoltre dipinte con un colore scuro, per assicurare un maggiore riscaldamento. L’installazione migliore resta quella sulla parete esterna di una casa, perché in tal modo la bat box riceve calore dal muro e resta protetta dalle intemperie. In ogni caso, evitate che venga illuminata durante la notte, perché la luce artificiale potrebbe disorientare questi chirotteri, alterando la loro percezione dell’arrivo della notte e quindi del periodo di caccia.

Se seguirete tali raccomandazioni avrete più possibilità di pervenire alla loro colonizzazione…ma è bene sapere che non esistono trucchi o segreti per favorirla, quindi bisogna pur sempre rimettersi alla buona sorte!

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Le specie più diffuse nelle aree urbane che potranno popolare le bat-box sono le seguenti: 1) pipistrello albolimbato (Pipistrellus kuhlii), di piccole dimensioni, caratterizzato dalla colorazione più chiara del margine inferiore delle ali; 2) pipistrello di Savi (Hypsugo Savii), simile al precedente, ma con pelliccia di colorazione più scura sul dorso e più chiara sul ventre, noto per cacciare a quote più alte rispetto al primo; 3) pipistrello nano (Pipistrellus pipistrellus), il secondo più piccolo in Europa coi suoi soli 7 grammi di peso; 4) orecchione grigio (Plecotus austriacus), caratterizzato dalle grandi orecchie utilizzate per individuare gli insetti, che predilige edifici storici e chiese come rifugi.

Dalle prime donazioni di 220 bat-box ai Comuni toscani e non (2007), il progetto del Museo di storia naturale di Firenze, sostenuto da Ipercoop Firenze, ha riscosso un sempre maggior successo e interesse, tanto che ad oggi sono stati venduti oltre 40mila rifugi. Le bat-box possono essere acquistate in tutti i supermercati e ipermercati Coop. Per ogni ulteriore informazione consultate il sito www.batboxnews.it.

Noi occidentali, che abbiamo da sempre associato i pipistrelli al vampirismo o alle creature demoniache, ci siamo davvero sbagliati. In molte culture orientali questi chirotteri sono venerati, tanto che in Indonesia alcune grotte sono veri oggetti di culto, mentre in Cina si ritrovano degli antichi palazzi nobiliari affrescati proprio con tali volatili. D’altronde, nella lingua cinese la parola “fu” significa sia felicità… che pipistrello!

Marco Grilli

Marco Grilli

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avatar Articolo scritto da Marco Grilli il 17/03/2015
Categoria/e: Ambiente, Primo piano.



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