E’ difficile per tutti entrare in ospedale ma se si è una bimba di sei anni è ancora più difficile.

Ambra P., originaria di Montagnano in Toscana, era costretta in Pediatria per una cura con la necessità di una maschera per l’ossigeno e la flebo. La piccola immobile a letto sentiva la mancanza e la nostalgia del suo cucciolone Jacky, un bellissimo esemplare di pastore australiano di solo un anno. Il cane aveva sempre accompagnato mamma e figlia in tutte le viste ospedaliere di routine, ma ora che la piccola si era fermata per cure più approfondite si era deciso per lasciarlo a casa.

La bambina ha implorato i medici di permettere al cane di farle visita. Davanti alla richiesta della bimba, la mamma e le infermiere si sono rivolte al veterinario dottor Paolo Omizzolo, quindi c’è stato un rapidissimo consulto fra la direzione dell’ Ospedale e la direzione del reparto di pediatria

Il team dell’Ospedale e la Direzione della sezione Pediatria del San Donato ad Arezzo, in tandem con il veterinario del cane, hanno deciso di mettere in pratica un regolamento che la struttura si è auto-imposta in autonomia. Ovvero la possibilità di accesso dei cani presso la struttura e le camere, ovviamente previa visita medica degli animali.

E così Jacky, dopo aver passato la visita medica, ha fatto il suo ingresso nella stanza di Ambra e da allora staziona sul letto ai piedi della piccola. La sua presenza ha dato una svolta significativa alle cure della bimba, il solo scondinzolare del piccolo rende le giornate meno grevi e pesanti, il cane si è accucciato ai piedi della bambina osservandola e scodinzolando ad ogni movimento della bambina come per dirle: “dai, coraggio, tra un po’ si torna a casa”.

La possibilità dell’animale da compagnia in corsia è una novità che il San Donato ha voluto mettere in atto, una delle poche strutture in grado di favorire l’attività di pet therapy direttamente in loco.