Muore tra l’indifferenza delle autorità

Mi si riempie il cuore di disprezzo e di dolore a leggere di queste cose. Disprezzo per chi dovrebbe essere d’aiuto per i più deboli e dolore per i più deboli.

Un cane randagio è caduto in un bidone di catrame, probabilmente mentre cercava di saltare  un muretto. Gli abitanti di frazione Sambatello di Reggio Calabria hanno sentito guaire l’animale e hanno cominciato a chiamare numerose autorità, forze dell’ordine e Asl, la cui risposta sconcertante è sempre negativa. Dopo ore di insistenti telefonate, un solo medico si reca sul posto ma ancora più crudelmente di coloro che non si sono presentati, dopo aver verificato che il cane non avesse microchip o collare, decide che essendo un randagio non può fare nulla.

I cittadini a questo punto si mettono all’opera e cercano di soccorrere la povera bestiola, ma il catrame ormai solidificato intorno al cane e il pesantore del barile hanno reso inutili i soccorsi. Neppure i volontari dell’Associazione Dacciunazampa, una onlus molto attiva nella zona, accorsi non appena avvertiti, non hanno potuto soccorrere l’animale.

E così tra lo stupore di tutti, e dopo ore di agonia, il cane è morto, davanti agli occhi di chi avrebbe dovuto soccorrerlo, ma forse una vita randagia non vale quanto una vita marchiata da un pedigree…

«Dov’erano le istituzioni? E i cittadini? Se è mancato il senso del dovere, che fine ha fatto il buon cuore?» si legge nella nota diffusa dalla Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente.

La Federazione, a cui aderiscono le più importanti associazioni ambientaliste italiane tra cui Enpa, Lav e Lega del Cane, cerca ora colpevoli per un fatto che ha ormai avuto la sua tragica fine, ma che va raccontato e punito, perchè non se ne verifichino più. «Fatti simili non sono accettabili e denotano la più totale mancanza di civiltà e di sensibilità» conclude il comunicato.

“Chi ha sbagliato, deve pagare – ha concluso l’on. Brambilla – non si può tollerare una simile indifferenza: in un paese civile la vita di tutte le creature è un valore assoluto e un simile grado di arretratezza morale non rispecchia il grande cuore del paese. E noi non daremo più tregua a chi svolge con superficialità e pressapochismo il proprio lavoro, causando la morte di animali indifesi.”

Questo accadeva venerdì notte, il decesso dell’animale è stato accertato sabato alle 11.30. Secondo l’organizzazione Geapress, lunedì mattina il suo corpo si trovava ancora lì, a liquefarsi nel fusto di catrame sotto il sole cocente.

Dodici ore di agonia, dodici ore di occhi sofferenti e guaiti, niente più scodinzolii, niente leccate, niente di niente, solo indifferenza verso un animale che non ha avuto neppure un post mortem decoroso, è stato semplicemente lasciato li a morire da quelle stesse persone che dovrebbero garantire la vita. Questo è un fatto davvero increscioso dal quale le autorità non ne escono bene. E mi spiace.

Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 21/06/2012
Categoria/e: Animalismo, Primo piano.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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