Intervista a Paolo Severi, l’ideatore di Zerorelativo

Abbiamo di recente pubblicato un articolo che descriveva la realtà di Zerorelativo.it: il sito internet dedicato al baratto. Ora abbiamo il piacere e l’onore di conoscere l’ideatore del portale, Paolo Severi. Gli abbiamo posto alcune domande.

1) Tu sei l’ideatore del sito www.zerorelativo.it: come è nata l’idea di questo portale?

L’idea è nata in seguito ad una semplice intuizione: dopo aver venduto on line il mio divano usato a 1 euro. Lo ha acquistato una coppia di Bologna che è venuta fino a Pesaro, la mia città, per darlo “in pasto” ai bambini nella cameretta. E se al posto di quell’euro avessi ricevuto un libro non sarebbe stato più interessante? Il libro lo avrei certamente conservato e avrebbe portato con se una piccola storia. Quel divano aveva un valore commerciale irrisorio ma era in buono stato. Per me era diventato inutile e per la nuova coppia si è rivelato un buon affare. Spesso vedo oggetti in buono stato gettati e inutilizzati, magari per alcuni sono ancora una risorsa e allora perché non valorizzarla creando anche una relazione con la controparte?

2)Visto che nella vita fai altro lavorativamente parlando, quanto tempo dedichi quotidianamente al sito?

Tutto il mio tempo libero, ma è un progetto a cui credo molto e che mi piace seguire. La moderazione del sito richiede tempo, cosi come cercare di mantenere e promuovere un progetto che nasce con poche risorse ma con grandi potenzialità. E’ un lavoro artigianale che non ha modelli di riferimento, pertanto solo aggiustando e mettendo sempre in discussione quello che è stato fatto è possibile trovare una propria strada, ed occorrono anni, in particolare in un contesto sociale che è abbastanza complesso per far emergere un progetto sul web. Fortunatamente nel mio cammino ho trovato diverse persone in gamba, oltre che bravi professionisti, che mi stanno aiutando e sostenendo con il loro lavoro, ed è questo forse l’aspetto più interessante. Il baratto non è solo scambio di oggetti, ma anche un nuovo modo di relazionarsi.

3) Perchè hai deciso di non inserire alcuna pubblicità per sostenere economicamente il tuo progetto? come riesci a gestire il sito dal punto di vista economico?

Una scelta difficile e complessa. Non credo e non vedo in zerorelativo un progetto che si possa sostenere con i banner pubblicitari tradizionalmente intesi. Attualmente, per mantenere il progetto, stiamo lavorando su tre fronti. Il primo è quello di sensibilizzare i barter a diventare nostri sostenitori e a fare donazioni. Il secondo è quello di dare uno spazio, che riteniamo molto qualificante, ad aziende amiche ben selezionate, che parlano il nostro linguaggio e che riteniamo possano consigliare i barter a valutare nuovi modelli di consumo. Ed il terzo è quello di dare la possibilità a chi ha scambiato di spedire con il nostro corriere convenzionato, che ci genera un piccolo introito. Riteniamo che siano tre strade molto coerenti con l’essenza del progetto stesso.

4) Che cos’è per te il baratto? Lo pratichi?

Certo, nel mio piccolo (e in incognito 🙂 ), ho fatto 15 scambi, tutti con feedback positivi tranne uno, neutro, perché l’altro barter aveva ritenuto la mia richiesta di contatto telefonico eccessiva. Ma io rispetto scrupolosamente le regole di ZR ed effettivamente, a parte questo piccolo episodio che comunque non ha compromesso il nostro scambio, ho fatto diversi baratti interessanti e proficui. Dalla memoria ram per il mio computer barattate con delle casse audio per pc che non utilizzavo più all’ultimo, un orologio indossato una sola volta per un modem wireless. L’orologio aveva certamente un valore “monetario” superiore, ma il modem mi è utilissimo mentre l’orologio era nel cassetto dimenticato. La reale utilità delle cose non è sempre proporzionale al denaro speso.

5) Si potrebbe secondo te vivere nel mondo attuale senza moneta?

No, sarebbe pura utopia. Il baratto è un attività ad alto valore educativo e serve a orientare verso nuovi modelli di consumo, a ragionare con la propria testa, ad aprire nuovi stili di vita e di pensiero, a riconoscerci prima come cittadini e poi come consumatori. Chi non ha moneta, praticando il baratto, non risolverà la sua situazione, ma certamente si “allenerà” a consumare in modo più intelligente e ad a ottimizzare le sue risorse. Una volta una barter ha scritto “Vorrei che la gente si rendesse conto che chi ricicla, chi baratta, chi si ispira alla sobrietà è esattamente come i manager d’azienda: uno che sa come sfruttare al massimo le risorse e “farle rendere”. L’ho trovata una considerazione molto intelligente. Lo scorso anno un articolo su Repubblica ha definito Zerorelativo come “l’avanguardia della disintossicazione da denaro in Italia”, una definizione che mi è piaciuta molto.

Zerorelativo.it è una filosofia di vita, un modo alternativo di pensare: ti ringraziamo per aver spalancato le porte della mente di chi lo frequenta!
Grazie a voi. ZR è uno strumento, sono i barter a renderlo vivo!

 

Dott.ssa Elena Bernabè

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avatar Articolo scritto da Dott.ssa Elena Bernabè il 09/08/2011
Categoria/e: Ambiente, Interviste, Primo piano.

Responsabile della redazione. Laureata in psicologia, appassionata di tematiche ambientali, animaliste ed equosolidali. Assetata di verità e disposta a tutto per ottenerla. Ama scrivere e creare in tutte le sue forme

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