Era fissato per il tre giugno ma il Consiglio Regionale del Piemonte e la Giunta hanno cancellato il referendum regionale sulla caccia.

Tutto era già in moto per la preparazione di questo importante giorno: migliaia di volontari erano già al lavoro per organizzare l’evento, per sensibilizzare i cittadini.

Ma il referendum non ci sarà e la motivazione data per l’annullamento dell’evento è la crisi economica.

Sul sito www.referendumcaccia.it si legge a tal proposito: ” Così, tramite uno scientifco ribaltamento della realtà, i referendari sono stati dipinti come coloro che volevano sperperare 22 milioni di Euro (cifra, peraltro, campata per aria) mentre in Giunta tutti si dichiaravano – per la prima volta – preoccupati per coloro che stanno peggio, speculando in modo inaccettabile sui drammi reali delle persone ammalate, degli anziani con pensione al minimo, dei disabili, dei disoccupati, dei precari”.

Le soluzioni per non spendere soldi pubblici sono state presentate ma tutte ignorate.

Che ci sia sotto una gran paura per la reale possibilità di metter fine a questa pratica crudele ed insensata?

Sta di fatto che il referendum non ci sarà: il diritto dei cittadini di esprimere la propria opinione in merito alla caccia è stato calpestato. Un gesto davvero antidemocratico e vergognoso!

Dobbiamo rispondere in massa a questa ingiustizia! A Torino il 3 giugno ci sarà la Manifestazione Nazionale “Restituiteci il Referendum e la Democrazia”.

Partecipiamo numerosi e divulghiamo l’evento! Facciamoci sentire!

Per maggiori informazioni: http://www.referendumcaccia.it/