Il Trentino è una delle regioni italiane che presenta un alto numero di colture intensive e perciò l’uso dei pesticidi è massiccio. Soprattutto per quanto riguardano i meleti.

Il Comitato Non-Pesticidi della Val di Non era riuscito già nel 2010 ad approfondire la questione riuscendo ad analizzare le urine degli abitanti trentini: i risultati fecero scalpore per la presenza di pesticidi nelle urine stesse.

Anche Legambiente si è occupata di questa situazione dichiarando che le mele provenienti dal Trentino sono le più contaminate da sostanze tossiche a causa dell’uso troppo elevato e spesso addirittura fuorilegge dei pesticidi.

Per tentare di mettere chiarezza a questa problematica condizione trentina è intervenuta l’Asl competente ed ha affermato la non violazione delle norme da parte degli agricoltori.

E’ quindi la legge a dover cambiare?

Per salvaguardare la nostra salute noi consigliamo sempre e comunque la scelta biologica.

A tal proposito si legge su aamterranuova.it: “ Fortunatamente,  la produzione delle mele della Val di Non, dietro il lato oscuro della medaglia a cui qui viene data luce, nasconde l’impegno di quei coltivatori che da anni si sono attivati per la produzione di mele biologiche e per la salvaguardia di varietà di pomi antichi. Per poter gustare mele del Trentino prive di fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi, è possibile fare riferimento ad aziende biologiche come Biomela o Azienda Petri per citare solo due esempi di impegno più che decennale in una attività di produzione salutare, sostenibile e pulita”.

 

Fonte: http://www.aamterranuova.it/Alimentazione-naturale/Val-di-Non-troppi-pesticidi-per-le-mele