Vaccini bambini: si, no, quali e quando?

I vaccini per i bambini rappresentano un bel punto di domanda per molti genitori: farli tutti? Quali scegliere? Quando farli?

Capita purtroppo che molte mamme e papà si affidano ciecamente al parere del pediatra e sottopongono i propri bambini a tutte le vaccinazioni previste secondo il calendario stabilito, senza nemmeno porsi qualche domanda in merito.

Un genitore dovrebbe invece informarsi su questa importante questione ed agire di conseguenza.

Capita anche che molte mamme e papà desiderano avere maggiore chiarezza sulle vaccinazioni ma non trovano esperti in grado di poter dar loro le informazioni necessarie per poter prendere una decisione consapevole. Spesso, infatti, ci si imbatte in medici o completamente favorevoli ai vaccini o completamente contrari senza però che riescano a dare informazioni e dati completi su questa spinosa questione.

E il genitore rimane confuso, con mille dubbi e quesiti, perplesso, insicuro.

Come prendere una decisione informata e consapevole riguardo ai vaccini per i bambini? 

Eugenio Serravalle  è un pediatra italiano che ha scritto due famosi libri intitolati “Bambini super-vaccinati” e “Tutto quello che occorre sapere prima di vaccinare il proprio bambino”. Il suo pensiero può aiutare molti genitori a fare chiarezza e a prendere decisioni serenamente consapevoli.

Non è un medico estremista, inaffidabile o poco serio. Al contrario è un medico che si è posto delle domande, che era in passato favorevole a vaccinare il più possibile i bambini per cercare di proteggerli, che ha studiato dati, esperimenti, ricerche a livello mondiale. E’ un medico che non si è fermato alla superficialità delle indicazioni date dall’alto ma ha voluto analizzarle nel profondo per comprendere se davvero erano a beneficio del bambino o di qualcun altro.

Leggere i suoi libri, andare alle sue conferenze e seguirlo sul suo blog e sulla sua pagina FaceBook sono sicuramente vie per poter giungere ad un pò di chiarezza su questa importante tematica.

Vaccini bambini: si, no, quali e quando? Le risposte del dottor Serravalle

Secondo il dottor Serravalle le decisioni sulle vaccinazioni, come qualsiasi altre decisione che riguardi il bambino (per esempio l’alimentazione), devono essere prese solo ed esclusivamente dai genitori. I medici e pediatri che seguono la famiglia sono tenuti unicamente ad informare e a consigliare i genitori in modo il più possibile ampio e senza pregiudizi ma alla fine devono essere solo loro a decidere.

Detto questo egli ci tiene a fornire dei dati, dati che non sono opinioni o pregiudizi, dati oggettivi che ci aiuta a leggere.

E si pone delle domande, domande che pone anche ai genitori e ai medici, domande come: che senso ha vaccinare a tre mesi un neonato che ha ancora poco sviluppato il sistema immunitario contro l’epatite B? Patologia che si può prendere solo mediante trasmissione sessuale o mediante il sangue? La mamma era affetta da questa patologia in gravidanza? C’è qualcuno in famiglia che ne soffre? Il neonato si recherà nei paesi in cui la malattia è diffusa? C’è davvero un rischio reale di contagio? Avete messo sulla bilancia il rischio di contagio con il rischio di effetti collaterali del vaccino?

I vaccini non dovrebbero essere somministrati a tutti nello stesso modo seguendo lo stesso calendario ma dovrebbero adeguarsi alla vita famigliare, sociale e culturale di quel bambino. Fare un’analisi individuale e capire insieme i rischi e i benefici.

Questo lo slogan che il dottor Serravalle ci tiene a diffondere ” Vaccinare meno per vaccinare meglio”!

Questa la dichiarazione che il dottor Eugenio Serravalle ha pubblicato sulla sua pagina Facebook”

Lobbies farmaceutiche, istituzioni sanitarie che erogano ai pediatri un incentivo monetario per ogni vaccino somministrato, giuristi che non si sa bene né perché né con quali fondi organizzano convegni sulla presunta pseudo-scienza stanno sferrando un’offensiva in grande stile sugli organi di stampa e radiotelevisivi contro la presunta “bufala” della relazione tra vaccino MPR ed autismo, ed altrettanto ampia è la campagna di diffusione di notizie sulle complicanze prodotte dalla recente epidemia di morbillo in Inghilterra.

La definizione di “bufala” mi ricorda soltanto l’epidemia suina, quella dell’H1N1. Quella si che è stata una vera “bufala”!

L’intensità e la frequenza di questi interventi sui media, nonché della costellazione, mai così densa, di convegni, iniziative divulgative, conferenze, seminari e quant’altro denotano la disponibilità di consistenti finanziamenti per organizzare tutto questo e correre ai ripari contro un’opinione pubblica sempre più agguerrita nel chiedere chiarezza su cosa sia necessario inocularsi per essere protetti da malattie gravi, e cosa non sia per nulla necessario assumere e, ancora, quali malattie siano davvero gravi e tali da dover essere evitare, e quali invece possano essere contratte senza forti preoccupazioni in quanto evitarle per mezzo di un vaccino non farebbe che accrescere inutilmente il numero delle vaccinazioni ricevute: queste possono avere effetti molto positivi impedendo di contrarre una malattia, ma come tutti i farmaci possono provocare effetti collaterali da lievissimi, a meno lievi, a gravi, fino a seriamente gravi. In che percentuale di casi? Bassa, ma non sufficientemente bassa da impedire che io personalmente visiti quotidianamente bambini gravemente danneggiati da vaccini.

E se mi prendo la malattia non è peggio? Dipende da quale percentuale hai che il vaccino ti provochi reazioni avverse, in base anche all’anamnesi familiare, e da quanto pericolosa sia la malattia che cerchi di schivare. Se poi uno decide di farsi tutte le vaccinazioni esistenti, libero di farlo, però almeno informiamolo che non è un bene fare i vaccini troppo ravvicinati, non è bene farne sei, sette, otto tutti insieme, non è bene farne tanti nei primissimi mesi di vita, non è bene sollecitare il sistema immunitario in modo tanto eccessivo perché potrebbe andare in tilt.

La cosa è talmente risaputa che dagli Stati Uniti all’Italia i governi risarciscono ogni anno un certo numero di casi di danneggiati da vaccino.
“No”, rispondono i super-vaccinatori, “non è vero, il vaccino non ha effetti collaterali gravi. E se li ha sono così rari che possiamo non tenerne conto. Inoltre contrarre certe malattie è ben peggio che avere un po’ di febbre e mal di testa in seguito al vaccino”. Ma chi ha ricevuto il danno da vaccino non ha avuto un po’ di febbre e di mal di testa, ha avuto la vita sconvolta da un bambino cui l’encefalopatia, la paralisi spastica, le convulsioni hanno arrestato il suo sviluppo mentale. In cambio di cosa? Di non prendere un morbillo? Di iniettare tutti insieme 6 vaccini invece che uno alla volta e distanziati?

“Falso”, insistono i super-vaccinatori “gli effetti avversi sono davvero rarissimi”. E qui sta il punto: chi redige la statistica? Nel nostro paese i sistemi di vigilanza sulle reazioni avverse dei farmaci sono assolutamente inadeguati e costituiscono una rete di monitoraggio a maglie così larghe che vi passa attraverso di tutto, anche quei casi di reazioni avverse da vaccino molto gravi.

Non sono io, ma il Ministero della Salute ed organismi come l’Agenzia Italiana del Farmaco che dichiarano l‘insufficienza del sistema di vigilanza. Ma sono io a dire che mi sono capitati bambini colpiti da sindromi gravi o gravissime DOPO la vaccinazione e cui le autorità sanitarie continuano a dire che non c’è relazione alcuna con il vaccino, cioè con la somministrazione di un farmaco di cui nessuno studia le conseguenze avverse per principio. Non vengono studiate perché non esistono? No, semplicemente perché se ti becchi una reazione avversa nessuna ASL vuole esserne responsabile ed il Ministero fa di tutto pur di non dover rimborsare il danneggiato. Se dicessero ai genitori: “Ci dispiace, siete rientrati nella piccola percentuale di casi sfortunati”, ognuno si potrebbe immaginare cosa ne nascerebbe. In primo luogo sorgerebbero domande del tipo: era proprio necessaria quella iniezione con 6 vaccini tutti insieme? Era necessario quel particolare vaccino alla salute del piccolo? Perché non ci avete detto nulla prima sulle reazioni avverse? Che me ne importa che le reazioni siano pochissime, dal momento che mio figlio rappresenta per me il 100% della mia vita? Invece, si dice alla gente: “Non c’è nessuna relazione con il vaccino somministrato. Suo figlio ha cominciato a stare male SUBITO DOPO il vaccino, ma questo non significa proprio nulla”. Così si mettono a tacere le proteste, anche se questa negazione ostinata non sta in piedi da nessun punto di vista, perché anche l’aspirina è utilissima ai cardiopatici, ma se accuso mal di stomaco dopo la sua assunzione, nessuno al mondo trascurerebbe il rapporto di causa-effetto tra l’aspirina ed il mio malessere, proprio perché quest’ultimo si è verificato SUBITO DOPO.

I super-vaccinatori in questo momento non stanno trovando di meglio che inchiodare la discussione su un recente problema venuto alla ribalta, cioè se il vaccino MPR sia o no legato all’insorgenza di alcune forme di autismo. Non che si tratti di un problema trascurabile, e sono convinto valga la pena di affrontarlo a fondo. Ma il problema per cui da anni i medici con le mie idee combattono non è questo. E’ di gran lunga più vasto, più generale, ma anche più facilmente risolvibile: si tratta di ricondurre il calendario vaccinale a misura d’uomo, e non di casa farmaceutica, si tratta di farne uno strumento di tutela della salute umana, e non di profitto, si tratta per la categoria medica di tornare a fare i medici, e non gli esecutori ciechi di linee direttive che vanno contro ogni buon senso (come proporre 29 vaccinazioni nei primi 15 mesi della vita di un bambino).

Tutto questo vorrei dire ai pazienti, ai genitori ed all’opinione pubblica: vaccinatevi, ma non super-vaccinatevi, e fatelo comunque in modo intelligente, consapevole, informato. 

Ma siccome non dispongo di lauti finanziamenti per poter occupare spazi radiofonici e mediatici, siccome non dispongo di fondi con cui incentivare i pediatri per ogni informazione completa e obiettiva sui vaccini data ai genitori, siccome non posso foraggiare riviste, divulgazioni, convegni, mi tocca ascoltare chi attribuisce a me, ed ai medici che la pensano come me, idee e tesi che non ho mai teorizzato né propagato e che io per primo combatterei. Mi tocca vedere una questione essenziale per la salute di tutti, qual è la proposta di un calendario vaccinale meglio organizzato, totalmente ignorata perché si preferisce oscurarla con altra questione, quella del rapporto tra MPR ed autismo. Ripeto: non che quest’ultimo sia un problema trascurabile, non che io non creda vi possa essere un rapporto o che comunque valga la pena di indagarlo seriamente, ma il punto è che non è questo ciò per cui stiamo battagliando da anni.

Il punto è che vogliamo VACCINARE MENO PER VACCINARE MEGLIO. E se avessi i fondi che stanno affluendo a fiumi a chi ci vuole zittire, vorrei lanciare una campagna di informazione fondata su questo principio per cominciare a fare dell’onestà e dell’assenza di conflitto di interessi la base per un rapporto fiduciario tra i medici ed i loro pazienti.

 

Dott.ssa Elena Bernabè

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avatar Articolo scritto da Dott.ssa Elena Bernabè il 04/06/2014
Categoria/e: Notizie, Primo piano.

Responsabile della redazione. Laureata in psicologia, appassionata di tematiche ambientali, animaliste ed equosolidali. Assetata di verità e disposta a tutto per ottenerla. Ama scrivere e creare in tutte le sue forme

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