Una recente indagine condotta a livello mondiale da Gfk Healthcare ha messo in luce una situazione davvero preoccupante: le giovani italiane sanno ancora poco di educazione sessuale e spesso la loro conoscenza è superficiale e basata su bufale o comunque su notizie false e senza alcun fondamento scientifico pescate spesso in rete o tramandate da ragazza a ragazza.

L’informazione non è mai troppa e in questo caso risulta fondamentale e necessaria.

Hanno preso parte all’indagine 9 mila donne di 17 nazioni e il gruppo italiano era composto da circa 500 ragazze.

I dati della ricerca del campione italiano rivelano che alcune ragazze pensano che sia impossibile rimanere incinta durante la prima esperienza sessuale, 1 su 10 è convinta che basti invece solo un bacio per rischiare una gravidanza e addirittura per il 7% del campione esaminato la Coca Cola è come un contraccettivo.

Una percentuale molto bassa, solo il 16%, dice di sentirsi informata sui metodi contraccettivi e solo una ragazza su cinque ha parlato con un medico o con personale specializzato di questi importanti questioni.

E come sappiamo la mancanza d’informazione non fa altro che creare ignoranza e conseguenze disastrose:  in questo caso gravidanze precoci e conseguenti aborti. Il numero di aborti tra le adolescenti, infatti, risulta ancora alto.

Un’educazione sessuale mirata è fondamentale per prevenire “errori” di questo tipo, un’educazione che però miri anche allo sviluppo di un’adeguata presa di responsabilità.

E proprio per questo motivo il presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) ha dichiarato che

manca l’informazione, sia dal punto di vista medico che sociale. Per questo stiamo elaborando un progetto da presentare al ministro Giannini per far entrare il tema stabilmente nel curriculum scolastico già alle medie, formando anche gli insegnanti.

Io penso che l’informazione sia tutto e che è buona cosa parlare di sessualità anche a scuola. Penso anche però che la sessualità non deve essere un tabù e deve trovare invece ampio spazio di discussione anche tra le mura domestiche, insieme naturalmente ad un’educazione di sviluppo della responsabilità.