Da Discarica ad Oasi incantata: il Miracolo di una Donna di 89 anni

Ha 89 anni nonna Pupa, una donna che ha saputo tramutare una discarica in un’oasi fiorita: il giardino della Valle.

Questo che a vederlo ora non si direbbe proprio, era un ettaro di terra a Cernobbio, tra le valli del lago di Como, una discarica, e ora è un’oasi dove ben 130 specie botaniche convivono, provenendo da ogni angolo del mondo.

Ma non è solo giardino, ci sono anche laghetti, sculture in legno, sentierini, panchine… una vera e propria area verde meravigliosamente curata.

La nonna Pupa ricorda bene gli inizi del suo lavoro, 30 anni fa al posto dei fiori c’erano televisori, rottami, scarpe vecchie e un ruscello… nascosto dai rovi, tra il pattume. Fu grazie a Giulia, la nipotina che insieme a lei percorreva la strada per la scuola vicino a quel terreno, che nonna Pupa iniziò a sognare un giardino intorno a quel ruscello. E da quel sogno cominciò tutto.

Nonna Pupa e i suoi due nipoti, senza l’aiuto di nessuno e dopo aver ricevuto i vari permessi dal Sindaco, iniziarono a bonificare il terreno, strappando rovi e portando via i rifiuti. Fu un lavoro grande, perché dopo aver raccolto tutto sono dovuti cominciare i lavori veri e propri, quelli che hanno reso l’oasi quello che è tutt’ora. Piantare, zappare, concimare, annaffiare…. 18 anni a lavorare da sola e di quei primi anni rimangono ora solo due gelsi di carta che provengono dal Borneo.

Poi è arrivata la svolta, l’idea e la decisione di creare un’associazione per aiutare nonna Pupa nei lavori. L’Associazione I Giardini della Valle è diventata un simbolo per artisti emergenti, intellettuali, corsi di yoga. Insomma una vera e propria oasi di relax.

Nonna Pupa ha 89 anni eppure riesce a gestire tutto, giardino e Associazione. Alla domenica va un signore ad aiutarla a rastrellare le foglie e tenere pulito. E alla Nonna Pupa ogni anno il giardino sembra più grande.

In una intervista Nonna Pupa ha spiegato quale pianta di quelle piantate negli anni è la sua preferita:

L’elleboro lo adoro, è una pianta che annuncia la primavera. Le piante sono come gli esseri umani, cercano l’adattamento e, in questa loro ricerca, “combattono” tra di loro: quelle più adattabili sopravvivono. Quelle deboli no. È la biodiversità. Anch’esse sono un po’ arriviste, alcune vogliono sovrastarne altre; poi ci sono le brave persone, ognuna col suo peculiare carattere: ad esempio le ortensie sono colpevolizzanti ma non prevaricatrici, basta che tu ti dimentichi di bagnarle che le foglie subito appassiscono. I due gelsi da carta, invece, io li ho soprannominati ‘le piantacce’: hanno 30 anni e radici lunghissime. Per sopravvivere sorbiscono tutta l’acqua e il cibo nei loro dintorni!

E poi racconta di come il giardino sia parte di lei, un aiuto nella sua tragedia:

Tra me e il giardino c’è un legame particolare. Io avevo una figlia che si è ammalata di sclerosi multipla. Durante la sua malattia, dovevo darle assistenza, speranza, coraggio e compassione. Quando cominciai il giardino lei veniva qui e si metteva in quell’angolo dove ora c’è la ‘Rosa di Giovanna’, bella come era lei. Io, in giardino, lavoravo e assorbivo energia dalla terra per poterla dare a lei. Ero il tramite tra la terra e mia figlia. Non c’è niente di astratto in questo, ma qualcosa di estremamente concreto: l’uomo cura la terra, la terra cura l’uomo.

Il giardino per sopravvivere ha bisogno di cure e Nonna Pupa non ce la farà ancora a lungo. Per questo la nipote Giulia ha indetto una raccolta fondi per aiutare il Giardino della Valle, per installare un sistema di irrigazione automatico che aiuti sia le piante che la Nonna Pupa.

Il Giardino della Valle prima di Nonna Pupa

 Visitate la Pagina Facebook del Giardino della Valle per scoprire le meraviglie che potete trovare!

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Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 23/05/2014
Categoria/e: Ambiente, Primo piano.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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